TRAMA

Emily Gault (Hazel Court) torna alla casa dei Carrell determinata a riaccendere la relazione con Guy Carrell (Ray Milland) nonostante la sorella di lui, Kate (Heather Angel), non approvi. Guy, per amore di Emily, sembra vincere la sua fobia di essere sepolto vivo, ma dopo il matrimonio finisce per costruirsi una cripta multiaccessoriata che gli garantisce la sopravvivenza in caso di sepoltura prematura. Ancora per amore di Emily, l'uomo distrugge la cripta e per provare che le sue paure sono cessate apre la tomba del padre (che credeva essere stato sepolto vivo) finendo per risultare scioccato dalla cosa e piombando in uno stato catatonico. I timori di Guy si avverano e l'uomo viene sepolto vivo non sapendo che dietro il dramma si cela una macchinazione.


SEPOLTO VIVO
(titolo or.: The Premature Burial - USA - 1962 - 81min - Colore)

di Roger Corman

GENERE
GOTHIC HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Standard horror gotico di Corman però senza Vincent Price
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ma prova un po' a immaginare: l'insopportabile oppressione dei polmoni, i soffocanti effluvi della terra umida, l'abbraccio rigido della bara, l'oscurità, la più assoluta oscurità, il silenzio che ti schiaccia col suo peso. E poi, invisibile nel buio ma orribilmente presente agli altri sensi, il ripugnante verme distruttore"

Terzo film di Corman tratto da un racconto di Edgar Allan Poe; questa volta si tratta di una breve novella scritta nel 1850. A causa di dissapori con l'AIP e per il fatto che il film era stato inizialmente finanziato da un altra casa (leggi sotto per delucidazioni) manca nel cast il mitico faccione di Vincent Price che, avendo firmato un contratto d'esclusiva con l'AIP, non poteva recitare in nessun film che fosse prodotto da altri. Peccato. Corman scelse Ray Milland che non è carismatico come Price, ma riesce comunque a trasmettere bene la sua ossessione con lugubri dialoghi che più gotici non si può, così che la pellicola non soffre poi così tanto per la mancanza del "regular". Gli elementi gotici cari al pubblico appassionato del genere (e del regista) ci sono tutti: vecchie case, cimiteri, la morte come idea e come fenomeno, scenografie pesanti e piene di colore, uno score musicale sinistro, personaggi tormentati e, nelle riprese esterne, tanta di quella nebbia da soffocare. Il film aggiunge alla storia scritta da Poe una deviazione psycho-thriller che ricorda lo schema della pellicola I Diabolici (1954) di Henri-Georges Clouzot, rispetto al modo di rendere matto qualcuno. Molti delle questioni che il film apre non vengono chiuse e certi interrogativi sul "come e perché" permangono. Corman comunque fa un buon lavoro e certe sequenze sono memorabili, come quando, ad esempio, il protagonista è immobile nella cassa da morto chiusa e spera che qualcuno possa notare il movimento dei suoi occhi (cosa simile si era vista in Vampyr del 1932 di Carl Theodor Dreyer). Eccellente anche lo spiegone che Guy Carrell fa alla moglie del funzionamento della sua cripta super-accessoriata. Bravi i protagonisti anche se spesso appaiono enfatici; bella e brava Hazel Court nel ruolo dell'amorevole moglie. L'atmosfera gotica viene arricchita dal ricorso agli effetti visivi che stanno a sottolineare dei momenti onirici o allucinatori. Gelatine, distorsioni e sfocature dell'immagine; tali trucchetti visivi, che ricorrono nel cinema di Corman e verranno ripresi da altri registi, hanno una loro funzionalità e danno quel tocco weird in più che non guasta. Il resto segue lo standard rispetto al genere. Non un must, ma da vedere.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Gli altri film di Corman tratti da Poe sono: I Vivi e i Morti (The House of Usher o The Fall of the House of Usher, 1960), Il Pozzo e il Pendolo (Pit and the Pendulum, 1961), I Racconti del Terrore (Tales of Terror, 1962), I Maghi del Terrore (The Raven, 1963), La Città dei Mostri (The Haunted Palace, 1963; che però è tratto da Lovecraft), La Maschera della Morte Rossa (The Masque of the Red Death, 1964) e La Tomba di Ligeia (The Tomb of Ligeia, 1964).

Per questo film Corman ebbe qualche problema con la casa di produzione American International Pictures. Per questo il regista decise di produrre la pellicola tramite altri finanziamenti. Riuscì a trovare un aggancio con la Pathe Labs, più che altro versata nella distribuzione. Quando Samuel Z. Arkoff della AIP venne a saperlo, volò a New York per parlare col boss della Pathe con la sensazione che questo volesse mettere il becco negli affari della AIP. La Pathe cercò di fare la dura finché Arkoff non fece notare che l'AIP era uno dei clienti più importanti della compagnia di New York e che se avesse insistito ad entrare in competizione con l'AIP quest'ultima avrebbe smesso di fare affari con loro. A quel punto la Pathe vendette la produzione alla AIP pochissimi giorni dopo che le prime riprese furono iniziate.

La canzone fischiettata dai becchini è "Molly Malone" (alias "Cockles And Mussels"), canzone tradizionale irlandese.

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