TRAMA

L'antropologo Dennis Alan (Pullman), si reca ad Haiti, politicamente scossa, per compiere una ricerca: trovare la sostanza che si dice possa trasformare gli uomini in zombies. Arrivato là non troverà solo questo. Troverà l'amore della psichiatra Marielle, l'aiuto di svariati maghi e l'ira di uno stregone potentissimo legato al governo dittatoriale che cercherà in tutti i modi di trasformarlo in un morto vivente.

 


IL SERPENTE E L'ARCOBALENO
(titolo or.: The Serpent and the Rainbow - USA - 1988 - 98min - Colore)

di Wes Craven

GENERE
HORROR
IN BREVE
Film sul Voodoo, patinato ma di poco effetto
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ad Haiti, Dio non vive solo nel suo regno, ma anche nei nostri corpi, nelle nostre menti..."

Con questa frase la splendida Marielle inizia Dennis al misterioso mondo dell'isola del Voodoo, che in questo film viene ritratta in modo molto curato e colorato, anche se se ne vede solo quel lato. Il film suscita sentimenti ambivalenti. Di sicuro è un prodotto ben fatto, curato sotto il profilo tecnico e con un buon cast che fa il suo lavoro a dovere. Pullman ha la faccia giusta a metà fra lo scafato Indiana Jones e il turista americano rincoglionito, e comunque riesce ad essere credibile nel suo ruolo. A qualcuno il film è piaciuto per l'idea di aver messo nella mano dei politici oppressori lo strumento del male (la famosa polvere e la capacità di manipolare-stregare il popolo), ma la cosa non sembra poi molto originale ed altri ci sono riusciti meglio; vedi Essi Vivono (1988) di Carpenter. In vero questo Il serpente e l'arcobaleno ha il suo vero fascino nella descrizione di una società lontana (che forse non esiste neppure più), magica ed arcana, nei suoi colori e nei suoi riti, fra cristianesimo e magia africana. La trama pare un po' scontata e il fatto che prima o poi l'antropologo finisca per scoprire a sue spese cosa voglia dire essere zombie inizia ad essere sospettato non appena si viene a sapere cosa dovrà andare a cercare. La cosa più riuscita sono di sicuro gli incubi che vive il protagonista sotto l'effetto di droghe o per il potere a distanza dello stregone Peytraud; la prima scena in cui compare la "sposina" è di sicuro effetto. Pessimo invece il finale troppo stereotipato dello scontro fra eroe e acerrimo nemico con "pop-up" improvviso del nemico post mortem (insomma devo fare dei giri di parole assurde per non fare spoiler!) ed immancabile abbraccio dell'uomo e la sua donna che se ne vanno verso il tramonto di una dittatura politica. La musica non è invadente ma non si discosta dal tam-tam tribale da rito magico; anche questo pare un po' scontato. Se non altro il film non eccede in splatter, cosa che sarebbe stata fuori luogo, e si mantiene su un buon equilibrio tra effetto e trama. Concludendo, un interessante film di Craven che sovente viene ricordato solo come creatore di Freddy Krueger, ma nulla che possa imprimersi nella vostra memoria in modo indelebile.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

L'autore Wade Davis accettò di vendere i diritti del libro da cui è tratta la pellicola a patto che la regia fosse affidata a Peter Weir (Picnic ad Hanging Rock, 1975) ed il ruolo principale a Mel Gibson.

Il CD con la colonna sonora di questo film è una delle rarità più costose nel mondo del collezionismo musicale dal momento che furono prodotti molti vinili LP ma meno di 10 CD.

A causa di casini politici ad Haiti durante la produzione, il governo locale disse di non poter garantire la sicurezza della crew per l'ultima parte dei giorni di lavoro. Così la crew si spostò nella Repubblica Domenicana.