La Frase dal Film: "This is where they'd keep the extreme patients: the psychotics. You know what they called Ward A? The snake pit"*
E' davvero molto difficile tessere gli elogi di questa
piccola perla su pellicola senza poter rivelare elementi
importanti della trama. A tratti il film si presenta
come un piccolo dramma in stile britannico sulle condizioni
proletarie, altre volte appare come un (mai) semplice
horror che tratta di un caseggiato infestato da un
presenza malefica. Session 9 è molto
di più e saprà sorprendere lo spettatore
in cerca di film di paura che abbiano una loro propria
personalità. Come ha scritto Mereghetti, il
film ha l'ambizione di diventare una riflessione
sulla permeabilità del male e in questo
lo si può accomunare a Shining (1980) di Kubrick. Rispetto a quello è molto
meno "fantasioso" in rapporto alle trovate
orrorifiche e i personaggi e i dialoghi che intercorrono
fra essi sono molto più confidenziali. Ma mentre
in Shining il Male ha una sua cifra precisa
(è di tipo demoniaco/fantasmatico, potremmo
dire), in Session 9 si tratta di qualcosa
di più etereo, di più comune, di un
disagio che tutti noi possiamo aver provato e che
può esplodere da un momento all'altro, qualcosa
di così banale che gli stessi protagonisti,
leggendo i motivi dei ricoveri degli ex pazienti,
non ne colgono il senso. Ma non voglio dire troppo. Session 9 punta molto sulle atmosfere lugubri,
algide, sporche e trascurate del vecchio manicomio,
ottimamente curate da Sophie Carlhian. Allo stesso
tempo è grandioso nel ribaltare le aspettative
preconcette dello spettatore che si attende un qualche
incredibile finalone mentre, invece, rimane scosso
da una quasi inesplicabile esplosione di disagio.
Inesplicabile è un termine consono visto che
il finale è di difficile comprensione e rientra
in quella casistica che vuole l'audience, dopo la
visione del film, tutta presa a trovare una sua personalissima
spiegazione. Forse in questo, nel suo intreccio arzigogolato,
il film risulta essere un po' troppo abizioso e si
dimentica del pubblico. D'altra parte importa poco
che tutti i nodi vengano al pettine e che si riesca
a ritrovare una perfetta linearità nella storia,
se il film stesso è stato capace di regalarci
dei pregevoli momenti di genuino terrore e questo grazie
solamente alle ambientazioni e alla regia. Rimando
alla sezione spoilers per quanto riguarda la "corretta"
interpretazione del finale. Un gioiellino passato,
scandalosamente, sotto silenzio; un prodotto di grande
rigore stilistico che tratta lo spettatore con intelligenza.
Non fatevi prendere dallo sconforto se non vi appare
chiaro il finale e non giudicate male il film solo
per questo. Se riuscirete a mantenere una visione
d'insieme non potrete esserne delusi. Fa piacere che
qualche regista abbia ancora a cuore il genere horror.
Consigliato anche l'acquisto.
* Trad: "Qui è dove tenevano i pazienti estremi: gli psicotici... Sapete come chiamavano il Braccio A? Il Pozzo dei Serpenti."
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
L'attore David Caruso ha dichiarato di "aver
visto qualcosa" nell'ex manicomio dove è
stato girato il film, e ha aggiunto di non aver detto
nulla "perché la gente avrebbe
iniziato a guardarmi in modo strano..."
In verità (chi ha acquistato il DVD lo sa) esisteva
un subplot nella storia che comprendeva la presenza di una
barbona che dormiva nel manicomio (l'ombra che si vede di
notte nel manicomio quando Hank va a prendersi il bottino.
Nel finale originale la donna assisteva a ... (no spoiler)
e uccideva .... Questo sub plot è stato eliminato
perché la test audience è rimasta confusa
dalla presenza della donna, pensando che si trattasse di
Mary (la voce sul registratore).