TRAMA

Virginia ha una visione mentre con la macchina attraversa un tunnel autostradale: una donna viene aggredita e murata viva. Tornata a casa e ripresasi dallo shock si rammenterà di aver visto, nella sua visione, uno specchio che compare anche in una camera di casa sua, eppure qualcosa non torna... nella visione c'era anche un buco nel muro. Virginia prende un piccone e buca il muro proprio nel punto che aveva visto "in sogno" e ci trova lo scheletro di una donna.


SETTE NOTE IN NERO
(ITALIA - 1977 - 95min - Colore)

di Lucio Fulci

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Grande thriller all'italiana, il film preferito dallo stesso Fulci.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Ottimo esempio di giallo all'italiana, nonché il film prediletto di Fulci, e citato anche da Tarntino nel suo Kill Bill (la musica). La trama è davvero ben costruita e gli attori fanno un egregio lavoro. Fino alla fine lo spettatore non riesce a mettere al loro posto tutti i pezzi del puzzle che il regista gli offre durante la visione, ed il finale è una bella e amara sorpresa. In più, Fulci qui si limita assai nelle scene di sangue e questo giova di certo al film; nei suoi seguenti prodotti il maestro andrà giù più pesante col sangue. Forse la limitata quantità di liquido rosso è anche il motivo per cui questo film, che comunque è stato riconosciuta come opera riuscita dai più, non è così nota al pubblico patito per l'horror che attualmente si ingozza di pellicole nipponiche. Nel film si respira davvero tutta la fantastica aria del thriller all'italiana anni '70, con la solita sarabanda di effetti speciali molto approssimativi ma molto funzionali (la madre di Virginia che si butta giù dalla scogliera e si fracassa la testa contro la roccia si vede lontano un milio che è finta ma mi è rimasta sempre impressa). Il tema musicale di Fabio Frizzi (fratellone del Fabrizio de noatri) mette insieme una musichetta-suoneria da orologio che è una bomba (almeno nel film). E' chiaro, fra l'altro, che Fulci anzi Razzini ( e non Gastaldi!) che ha scritto il romanzo da cui si è ispirato il film, ha rubacchiato una certa idea da Il cuore rivelatore di Poe. Io amo molto questo genere di pellicole ormai vintage ma genuinamente inquietanti e bellissime e perciò il mio giudizio potrebbe essere poco imparziale; sono certo, comunque, che l'appassionato di cinema di genere italiano non rimarrà deluso.

Di questo film è stato fatto un remake in India nel 1991 dal regista Partho Ghosh: 100 Days.

Noto anche come Dolce come morire, oppure all'estero come Seven notes in black , in Francia L'emmurée vivante, in Belgio Sept notes en noir, in Spagna 7 notas en negro, The psychic (USA), / Murder to the tune of seven black notes (titolo internazionale), o ancora Death tolls seven times.