TRAMA
Un macellaio (Philippe Nahon) ex carcerato, disoccupato, con una nuova moglie che non ama e con una figlia del precedente matrimonio chiusa in un istituto, cerca in ogni modo di rifarsi una vita ma finirà per sentirsi frustrato dal mondo e solo senza rimedio. Questo scatenerà in lui un rancore mai sopito pronto ad esplodere.







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SEUL CONTRE TOUS |
(titolo
or.: Seul Contre Tous -
Francia - 1998 - 93min - Colore) |
di Gaspar Noé
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| GENERE |
DRAMA - THRILLER |
| IN BREVE |
Per i più tenaci un film deprimente e violento ma anche squassante e significativo. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La Frase dal Film:
"Si è soli, si vive soli e si muore soli. Soli, sempre soli. E anche quando si scopa si è soli. Soli con la propria carne, con la propria vita che, come un tunnel, è impossibile da condividere"
Sette anni dopo il crudissimo corto Carne (1991) che fece incetta di premi, il regista Gaspar Noé, provocatorio per passione, presentò Seul Contre Tous (internazionalmente noto come I Stand Alone), che alla "Semain de la Critique", fece scappare a gambe levate diversi spettatori turbati dalle immagini. Seul Contre Tous prende il via proprio da dove finiva Carne e lo si può considerare il seguito logico di quello, per di più ritroviamo gli stessi attori, dalla figlia del macellaio, interpretata da Blandine Lenoir, alla moglie (Frankie Pain), allo stesso macellaio, interpretato da Philippe Nahon (Calvaire, 2004; Alta Tensione, 2003), regular nei film di Noé (Sodomites, 1998; Irréversible, 2002). Potete pensare a questo film francese come a una versione abruttita di Taxi Driver (1976), in cui ogni senso morale, ogni possibilità di giustizia e ogni possibile finale catartico vengono eliminati. Più di un elemento richiama il film di Scorsese: dalla scena nel cinema porno al protagonista davanti allo specchio con la pistola, ma mentre il film del '76 si concludeva in modo violento ma in qualche modo positivo (che aveva a che fare con un senso di giustizia condiviso fra il protagonista e il pubblico), il macellaio creato da Gaspar Noé recupera la sua serenità attraverso una giustizia e una morale assolutamente soggettiva e incondivisibile. Gli eventi che precipitano il protagonista nel suo personale inferno sono narrati dalla voce fuori campo di quello e, soprattutto all'inizio, presentati con una serie di slide in un modo che ricorda La Jetée (1963) di Chris Marker. Il film è quasi privo di dialoghi fra i personaggi. Noé utilizza in seguito e per tutto il film una tecnica di zoom e arresto dell'immagine accompagnata da un forte suono (bang!) che, almeno all'inizio, coglie alla sprovvista facendo fare allo spettatore dei saltoni sulla sedia. Da un punto di vista più superficiale si può ritenere che il macellaio protagonista del film, sia in qualche modo paradigmatico di quella fetta di Francesi disillusi e rabbiosi i quali hanno trovato nel Fronte Nazionale la panacea per i mali del proprio paese, a colpi di motto "La Francia ai Francesi". Ma il personaggio interpretato da Nahon va al di là del paradigma del disoccupato disilluso: il macellaio non ha un nome, è un perdente, è un pervertito, escluso dalla società anche a causa di alcuni suoi comportamenti che lo pongono ai margini. I suoi pensieri macinano frasi solo in chiave nichilista e depressiva, le sue riflessioni sono ciniche in modo quasi affascinante ma lasciano trasparire il fatto che ormai il suo campo visivo si è ristretto come se vedesse con un cannochiale puntato su un orizzonte nero. Seul Contre Tous segue una parabola negativa che poco prima di diventare violenta (come se prima il film non lo fosse) avverte con una scritta gli spettatori più sensibili che hanno trenta secondi per abbandonare la sala; nonostante l'avvertimento perentorio quello che si vedrà non sarà meno scioccante di quanto già visto nella parte precedente del film, ad esempio quando il macellaio picchia la moglie incinta. Questo film di Gaspar Noé non è di certo una pellicola destinata a tutti: è deprimente, violenta e mostra scene esplicite di sesso. Quindi alla larga bambini e persone impressionabili (e bacchettone). Eppure Seul Contre Tous ha il fascino anarchico di film quali Fight Club (1999), pellicole destrutturate, che narrano di vite destrutturate, finalizzate a destrutturare lo spettatore. L'esistenza del macellaio è distante mille miglia rispetto a quella dello spettatore medio, eppure le sue riflessioni, la sua rabbia, la sua frustrazione e la sua ricerca d'amore sono in nuce le medesime che lo spettatore può aver sperimentato in un dato momento della vita, solo che il macellaio approda a lidi estremi e non condivisibili così lo spettatore, sano e salvo, può gongolare pensando che a lui, di essere solo contro tutti, non succederà mai. Auguriamocelo. Consigliato, ma ai più tenaci.
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