TRAMA

Il vecchio tenente William Somerset (Morgan Freeman) si trova ad indagare su dei terribili omicidi legati ai sette peccati capitali. Nelle indagini è seguito dall'impulsivo detective Mills (Brad Pitt); fra i due tutti gli attriti verranno appianati grazie all'intervento amorevole di Tracy (Gwyneth Paltrow), moglie di Mills. Le indagini per il caso dei 7 peccati capitali sembrano giungere ad un felice termine quando viene preso o, meglio, si costituisce un misterioso John Doe (Kevin Spacey), il quale, però, compiuti soli 5 omicidi deve ancora fare due mosse per concludere la sua opera.

 

 

 

 


SEVEN
titolo or.: Seven - USA - 1995 - 127min - Colore

di David Fincher

GENERE
PSYCHO THRILLER
IN BREVE
Ormai un classico del cinema che ha rielaborato un genere rendendosi modello per le future produzioni. Imperdibile.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ernest Hemingway una volta ha scritto: 'Il mondo è un bel posto, e vale la pena lottare per esso'. Condivido la seconda parte"

Seven (o Se7en, che scriver si voglia) è un film che ha rivoluzionato l'approccio del cinema al thriller dai toni forti e lo ha fatto con uno stile tale per cui, non solo è stato fin da subito riconosciuto come una delle migliori produzioni della decade '90, ma è divenuto immediatamente opera di riferimento per i successivi film del genere. Negli occhi del pubblico erano ancora impresse le azioni dello scompensato Buffalo Bill, il serial killer de Il Silenzio degli Innocenti (1990), film anch'esso pietra angolare del genere. Gli sperticati, e in generale giusti, elogi al film di Demme si sparsero a macchia d'olio su tutta la produzione partendo però dalla titanica interpretazione di Hopkins, lui sì davvero eccelso. A differenza del film del 1990, il cui successo è in buona parte attribuibile al magnetismo di un attore, a Seven va riconosciuta una qualità artistica corale superiore; di fatto mi chiedo cosa sarebbe de Il Silenzio degli Innocenti se si togliesse l'interpretazione di Hopkins (se si vuole avere un'idea si guardi Manhunter, 1986). Sulla sedia del regista si siede David Fincher, che fino ad allora si era fatto le ossa come assistente di produzione all'Industrial Light and Magic e dirigendo diversi video musicali fino al 1992, quando fu chiamato a dirigere Alien³; sarà però con Seven che decollerà la carriera di Fincher. Il soggetto e la scenggiatura del film, che hanno uno spessore romanzesco, sono opera di Andrew Kevin Walker, misconosciuto autore che l'anno prima scrisse per l'adolescenziale Brainscan. In maniera irriconoscibile rispetto a quel precedente lavoro, Walker dà all'universo di Seven una profonda valenza filosofica legata ai timori di fine millennio, al Male che ha pervaso ogni angolo di mondo, alla caduta dei valori e all'abbandono di qualsiasi velleità di salvezza. Ogni personaggio interno al film vive in una città senza nome piagata e piegata sotto una pioggia battente, architettura di quello sconforto. Ogni personaggio elabora a suo modo il senso di decadimento: il vecchio e coriaceo Somerset vorrebbe andarsene ma non sa dove, Mills reagisce con boria e aggressività ma si rivela un semplice giovane che si fa rifilare una casa col "vibromassaggio", la moglie Tracy non sa se volere un figlio. John Doe, l'uomo senza nome come la città in cui vive, il delirio e la morte sono l'unico rifugio possibile. In un mondo in cui imperversa degrado fisico e morale, all'interno di una fornitissima biblioteca, un gruppo di guardie di sicurezza non sa fare altro che giocare a carte. L'aspetto di Seven, la sua fotografia e scenografia, concorrono pesantemente a descrivere allo spettatore questa visione oscura e pessimistica. Nonostante il film si svolga negli anni '90 l'atmosfera che si coglie è quella tipica dei noir anni '40: l'interno degli appartamenti se non buio o in penombra è sempre illuminato da luci artificiali poco luminose, a tratti le torce degli agenti sono le uniche fonti di luce, i colori sono slavati, la fotografia di Kohndji tende ad un viraggio seppia: è, visivamente, come se l'America di Taxi Driver (1976) fosse inciampata nella megalopoli di Blade Runner (1982), cadendo in un antinferno. Nonostante la storia si basi su due assunti risaputi: due poliziotti amici (1) indagano su un serial killer (2), Seven fa fare un balzo in avanti al genere che fino ad allora si era aggrappato solidamente a modelli ben rodati. In primo luogo i due poliziotti, benché composti dal classico caucasico-afroamericano, non sono personaggi bidimensionali bensì sfaccettati a livello psicologico: Pitt è un giovane uomo esuberante, arrogante ma amorevole con la moglie così come con i propri cani con i quali si abbandona, come un bambino, ad un gioco come si trattasse dei propri fratellini (o filgi). Freeman, che ruba la scena come spesso accade nei film nei quali partecipa, è un compassato poliziotto che na viste tante da inaridirgli il cuore; sono, insomma, due antieroi della tradizione americana, proiezione di una società guasta. Con grande originalità Seven ribalta lo stereotipo che vuole la rivelazione del colpevole in un finale concitato: Kevin Spacey, altro grandissimo interprete, sbuca da un taxi e si presenta alla polizia e allo spettatore con un candido "quello che state cercando sono io" ben mezz'ora prima del finale. Questo consente al colpevole di avere la parola nella storia e, di conseguenza, uno spessore psicologico. Di fatto John Doe s'iscrive perfettamente nel mondo depresso di Seven tanto più che le sue frasi assumono un senso sinistro quanto più paiono sensate, anche se poi nell'atto lui diviene enorme ingranaggio di un mondo allo sfascio. Doe è uno dei killer più lucidamente sadici nella storia del cinema, padre spirituale di quel Jigsaw che nove anni dopo apparirà in Saw - l'enigmista. Ma il film del 2004 è figlio di un horror che spiattella compiaciuto sangue e sadismo, mentre l'opus di John Doe è tutto elegantemente off-screen; ne cogliamo solo il turpe risultato. Di fatto se anche Seven, come tutti gli psycho-thriller, deve servire alla platea qualche portata truce, è chiaro fin da subito che non è sull'effettaccio che si gioca il lavoro di Fincher, ma sull'atmosfera e sul senso di nichilismo che da essa sprigiona. In linea il finale del film che non risparmia nessuno e, per primi, i taboo del genere; un finale che ha fatto la differenza fra un buon film ed un classico cinematografico. Non meno rivoluzionari i titoli di testa, composti con uno stile che avrà una fortissima influenza sui futuri film del genere. Piccola parte per una giovane Gwyneth Paltrow in pratica ancora agli inizi, ma brava nei panni di una donna fuori posto in "quella città". Probabilmente Seven fa parte di quei film "non per tutti" (odiosa categorizzazione) in quanto gli spettatori più sensibili potrebbero accusare il colpo di fronte ad alcune scene, ma Seven è anche degno membro di quel gruppo di film che tutti, prima o poi, dovrebbero vedere. Si tratta, insomma, di quelle pellicole che ricordano ad un appassionato di cinema perché è divenuto tale.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 30 milioni di dollari e ad oggi (dato 2008) ne ha incassati 327.311.860.

E' stato girato tra il 12 dicembre 1994 e il 10 marzo 1995.

Questo fu il primo film della New Line Cinema considerato di serie A.

Negli USA con il nome John Doe sono indicati, negli obitori, quei cadaveri la cui identità non riesce ad essere accertata.

Queste le locations: a) Il palazzo in cui abita John Doe è l'Alexandria Hotel, 501 S. Spring Street, Downtown (Los Angeles, California). b) Ambassador Hotel - 3400 Wilshire Boulevard (Los Angeles, California). c) Esterni dell'appartamento del peccato di accidia: Giant Penny Building - 3rd Street & Broadway, Downtown (Los Angeles, California). d) Mojave (California). e) Philadelphia (Pennsylvania). f) Quality Coffee Shop - 1238 West 7th Street (Los Angeles, California).

Lo sceneggiatore Andrew Kevin Walter ha detto che la prima ispirazione per l'ambientazione del film è stata la città di New York: "Non mi è piaciuto il tempo che ho passato a New York City ma è anche vero che se non avessi vissuto là probabilmente non avrei scritto Seven". Benché nel film non venga mai specificato si dà quasi per assunto che il film si svolga a NYC anche perché in una scena i due poliziotti vanno in un locale che si chiama "New York Pizza".

L'attore R. Lee Ermey, nei panni del capo della sezione della polizia, nel film dice: "Ma dai. Un figlio di puttana ha un conto in sospeso con un ciccione e lo tortura a morte, punto e basta!". Questo è un riferimento al film Full Metal Jacket (1987) in cui Ermey, nel ruolo del sergente Hartman, vessava il soldato Palla di Lardo (Vincent d'Onofrio).

Quando i detectives vanno ad arrestare Victor (per il peccato di accidia) lo score musicale è quello di Cape Fear - il promontorio della paura (1991).

I credits finali vanno in senso contrario rispetto al solito, cioé scorrono dall'alto verso il basso.

Il nome dell'attore Kevin Spacey non è compreso nei titoli di testa ma riceve due credits in quelli finali. Il fatto che il suo nome non comparisse all'inizio fu chiesto espressamente da Spacey. Oltre a questo, il suo nome non era stato segnalato durante la campagna pubblicitaria del film, il che evitò all'attore un'estenuante trafila d'interviste.

Mentre Pitt girava la scena di inseguimento sotto la pioggia con Spacey, scivolando finì con il braccio contro lo specchietto di una macchina, procurandosi una ferita che necessitò di punti. Le conseguenze dell'incidente dovettero essere inserite nello script.

L'autopsia del cadavere del primo omicidio, in base a com'era stata scritta dallo sceneggiatore Walter, non era corretta e questo a detta dell'effettista Rob Bottin, che aveva visto una vera autopsia come studio per il suo successivo lavoro. La scena quindi fu tolta dallo script originale e quello che viene mostrato nel film è il corpo alla fine dell'autopsia, ricucito.

La vittima legata al letto per un anno non era un animatrone ma un vero attore particolarmente magro che fu truccato per renderlo ancora più emaciato: Rob Bottin, l'effettista, mise all'uomo una protesi dentaria particolarmente grossa per far risultare la testa dell'attore più piccola per malnutrizione. Il regista cercava per quella parte un attore che non pesasse più di 36 kg; all'audizione si presentò Michael Reid MacKay che però pesava 38.5 kg. Fincher lo ingaggiò e scherzando gli disse di perdere quei due chiletti di differenza. Per il giorno delle riprese, MacKay, era dimagrito fino ai 36 kg.

Morgan Freeman sul set aveva l'abitudine di sfoderare la pistola con il suo dito indice sul grilletto. Gli ufficiali di polizia usati come consulenti tecnici lo corressero, dal momento che la polizia usa un'altra procedura per estrarre le pistole dal fodero; il dito messo già sul grilletto è pericoloso, soprattutto per lo stesso poliziotto.

Il numero d'ufficio di Somerset, 714, è anche il numero di distintivo di Joe Friday nella vecchia serie tv Dragnet (1951).

La veste carceraria indossata da John Doe ha la scritta "Bardach County Jail"; Elinor Bardach è il supervisore costumista del film.

Un'iniziale versione dello script prevedeva un finale in cui a Somerset, ricoverato in ospedale dopo essere stato ferito da Mills, veniva recapitato una messaggio dal capitano da parte dello stesso Mills che diceva: "Avevi ragione, avevi ragione su tutto".

Parlando del killer, Mills dice: "E' solo un pazzo, scommetto che in questo preciso momento sta ballando con addosso la vestaglia della nonna", riferimento a Il Silenzio degli innocenti (1990).

Lo script originale prevedeva una strana donna nana che avrebbe fatto parte del team della scientifica e che si sarebbe vista in ogni scena successiva al rinvenimento dei cadaveri; di carattere iracondo e dal linguaggio colorito, la donna avrebbe urlato improperi ogni volta che incrociava Mills e Somerset.

Lo script originale faceva riferimento ad un vecchio partner di Mills quando lavorava in un altro dipartimento. Si trattava di un tale Parsons che veniva ucciso in una sparatoria; dal che deriva l'atteggiamento iperprotettivo di Mills nei confronti di Somerset. Tutti i riferimenti a Parsons furono cancellati dallo script prima dell'inizio delle riprese.

Una versione rifiutata dei titoli di testa aveva lo stesso effetto scratchato e la stessa colonna sonora ma usava immagini statiche al posto di continui stacchi ed immagini sfocate.

Tutti i numeri dei palazzi nella scena iniziale iniziano con il 7 e la consegna finale del pacco avviene alle ore 7 di sera.

I produttori della New Line non apprezzavano il finale del film ma Brad Pitt, Freeman ed il regista Fincher si sarebbero rifiutati di lavorare per il film se si fosse cambiato quel finale. In effetti era stato preparato un finale alternativo più pacato con Somerset che, volendo uscire dalla polizia, avrebbe eliminato John Doe, salvando Mills da molti "impicci". Al test screening fu proposto il finale per come lo conosciamo noi (ma senza alcuni dei momenti più drammatici) e siccome la reazione del pubblico fu ottima non venne più presa in considerazione l'idea di un finale meno drammatico.

Lo sceneggiatore Andrew K. Walker appare nel film nei panni del primo cadavere che si vede (non l'obeso).

La versione DVD della serie Platinum Series della New Line (la locandina che ho usato è di quel DVD) è stata masterizzata da un nuovo transfer HDTV derivato direttamente dal negativo originale. Per fare ciò si è dovuto rielaborare digitalmente l'intero film, applicando correzioni cromatiche e di contrasto per ogni scena e sotto la supervisione del regista. Il master HDTV ottenuto è adesso considerato il master ufficiale del film.

Tutti i quaderni di John Doe sono stati scritti uno per uno appositamente per il film; per farlo ci sono voluti 2 mesi e 15.000 $. Nel film, Somerset dice, appunto, che per leggerli tutti ci vorrebbero due mesi. [Io riporto questa notizia ma non credo sia vera, perché oltre ad essere assolutamente insensato fare una cosa del genere, si tratta di una spesa assolutamente superflua che mai avrebbe accettato la produzione. Credo si tratti di quelle "note produttive" messe in giro per creare un sottofondo di "culto" per gli appassionati].

Andrew K. Walker scrisse soggetto e sceneggiatura in un arco di due anni mentre lavorava per la Tower Record.

Il cantante Michael Stipe del noto gruppo musicale dei R.E.M. fu preso in considerazione per il ruolo di John Doe.

Per prepararsi alla scena dell'interrogatorio in cui risulta particolarmente sconvolto, l'attore Leland Orser non dormì per due giorni e si esercitò ad iperventilare in modo da avere un'aspetto allucinato ed affannato.

Il fotografo Sandoval denunciò la produzione per aver usato delle foto senza permesso, foto che si vedrebbero nell'appartamento di John Doe. Vinse la New Line. Per la cronaca si tratta della causa: Sandoval vs. New Line Cinema Corp., 973 F.Supp. 409, 412-414 (S.D.N.Y 1997).

Nella scena in cui Somerset entra in casa con Mills in seguito all'invito a cena della moglie di Mills si nota appesa ad una parete il poster del film Pyshka (1934) di Mikhail Romm, che fu maestro di Andrei Tarkovsky.

Il tecnico delle impronte digitali è Alfonso Freeman, figlio di Morgan Freeman.

Denzel Washington rifiutò la parte che poi sarebbe andata a Brad Bitt.

Il film è stato votato come l'ottavo film più spaventoso di tutti i tempi dall'Entertainment Weekley (il primo è Shining, 1980).

La parola "fuck" e derivati, nella versione originale, sono pronunciati 74 volte e quasi tutte da Brad Pitt.

Il nome del capitano di polizia, interpretato da Ermey, non viene mai pronunciato ma nella prima versione dello script compariva come Capitano Lucas.

David Cronenberg non accettò di dirigere il film.

Prima di girare la sua prima scena, l'attore Kevin Spacey chiese al regista se dovesse rasarsi la testa. Fincher disse: "Se lo farai lo faccio anche io". Entrambi si ritrovarono sul set rasati.

R. Lee Ermey era stato provinato inizialmente per il ruolo di John Doe. Quando la parte andò a Spacey gli fu proposta la parte del capitano di polizia.

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