TRAMA

Jules Heitz (Michael Goodliffe), arriva al villaggio di Vandorf per investigare le circostanze che hanno portato alla morte del figlio e della fidanzata di questo. Diventa sospettoso nel momento in cui il dottore del luogo, Namaroff (Peter Cushing), rifiuta di fargli vedere le salme. Heitz troverà la morte nel castello di Borski, che sembra essere abitato da una gorgone che con lo sguardo trasforma le persone in pietra. Le indagini proseguono grazie al professor Karl Mesiter, convinto che una gorgone abbia assunto forma umana e che emerga col suo vero aspetto solo nei giorni di luna piena.


LO SGUARDO CHE UCCIDE
titolo or.: The Gorgon - UK - 1964 - 83min - Colore

di Terence Fisher

GENERE
HORROR - MYSTERY
IN BREVE
Il film ha dei difetti tecnici, soprattutto effettistici, ma le scenografie e la cura registica sono molto buone. Da rivalutare.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Non ho mai capito perché la più elevata opera di Dio, il cervello dell'uomo, debba essere così ripugnante"

Film della Hammer poco noto e sovente sottostimato a causa della discutibile qualità degli effetti speciali, non di meno un buon horror d'antan che meriterebbe il recupero da parte degli appassionati del genere. The Gorgon arrivò dopo qualche anno di meritato entusiasmo da parte della Hammer in seguito al successo di pellicole quali La Maschera di Frankenstein (1957) e Dracula il Vampiro (1958); dopo aver sfruttato a dovere i classici in varie salse, la casa cinematografica inglese iniziò a cercare qualche tema un po' più originale così da poter dare vita ad altri mostri, sperando che si trasformassero in classici del genere. Non fu il caso della Megera di questo film, forse per la parrucca di serpenti di gomma o forse perché invece di Megera avrebbero dovuto chiamarla Medusa, evitandosi in primo luogo un grossolano errore di ordine letterario-mitologico. A parte questi "trascurabili" difetti, Lo Sguardo che Uccide risulta essere un film più che discreto, soprattutto per opera del dotatissimo regista Terence Fisher che della Hammer è stato il vero creatore sul piano artistico. Il film è esteticamente bello, i sets, in particolar modo, mostrano un'eleganza quasi ineccepibile. Molte riprese dimostrano un attento lavoro atto a creare una sinistra atmosfera senza cercare la strada più semplice; il massimo lo si realizza nel castello Borski a metà fra il gotico e lo stile classico. Il film è pieno di sfondi e di colori e non avrebbe reso lo stesso effetto in b/n: anche la scena finale è elegante e suntuosa nonostante i grossolani effetti speciali abbiano attirato le ire e le risa di molti appassionati. A differenza di molti altri film della Hammer che hanno viaggiato su trame strutturate e rigide, The Gorgon lascia intravedere sublot affascinanti anche se mai troppo palesati: ad esempio nella storia si viene a creare un triangolo fra Paul Heitz, il dottor Namaroff e Carla Hoffman. Anche il ruolo che viene assegnato a Cushing e Lee rappresenta un'inversione rispetto a ciò che classicamente è dato di vedere nei film Hammer: in questo film infatti Christopher Lee ha il ruolo dell'uomo saggio e ortodosso, mentre a Cushing è lasciato quello più ambiguo. Tornano invece come al solito alcune tematiche care alla Hammer quali la lotta contro la superstizione affrontata dalla ragione e dalla scienza. Per non parlare poi del valore psicologico di una donna che trasforma in pietra col solo sguardo e che, guarda caso come un licantropo (essere che incarna il prevalere dell'istinto), appare solo nelle notti di luna piena. Interessante. La Hammer comunque non aspirava a letture troppo sottili, ma solo a produrre un film che si rivelasse un successo al botteghino. Lo Sguardo che Uccide, però, fu accolto, impietosamente, senza troppo entusiasmo. Peccato, si tratta di un film più che valido. Per gli amanti dell'horror inglese d'annata questo film rappresenterà uno svago più che dignitoso.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

All'inizio del film si dice che i fatti hanno luogo nel Castello Borski, presso il villaggio di Vandorf, senza però dire in che stato si trovi questo benedetto villaggio. Più avanti nel film alcune scritte, le divise dei poliziotti ed altri particolari fanno supporre che il castello si trovi fra la Germania e l'Austria. Il film, tuttavia, fu girato ai Bray Studios (Down Place, Oakley Green, Berkshire, UK).

La parrucca con i serpenti veniva mossa da 5 fili attaccati ad una scatola manovrata dall'effettista che stava 8 metri dietro l'attrice.

Lo studio del dottor Namaroff è lo stesso visibile nel film La Rivolta di Frankenstein (1964) solo un po' riarredato.

L'attrice Barbara Shelley, che veste i panni dell'eroina posseduta dallo spirito di Megera (e avrebbe voluto vestire i panni anche della donna trasformata), suggerì al produttore Anthony N, Keys di creare una parrucca con dei serpentelli verdi legati ad essa per dare un effetto più realistico. L'idea della donna fu scartata per problemi di budget e di tempi realizzativi. Quando Keys vide, a film finito, il meno che modesto effetto speciale della parrucca con i serpenti di gomma, disse alla Shelley che avrebbe dovuto seguire il suo consiglio. Riguardo a questo problema Christopher Lee ebbe a dire: "L'unica cosa che non va in "The Gorgon" è la Gorgone!"

Il nome della gorgone nel film è Megera che però nel mito greco sarebbe una delle Erinni, mostruose divinità della vendetta. Esiodo ci dice che le gorgoni erano: Steno, Euriale e Medusa.

Prudence Hyman per poco non venne davvero decapitata durante la produzione del film. Le si era detto di girarsi quando Lee avesse vibrato il colpo ma l'attrice se ne dimentico e l'assistente alla regia fece un balzo spingendo la Hyman giusto in tempo per evitare il colpo di spada. La scena venne rifatta con un manichino.

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