
La frase dal film: "Just 'cause you've got some freaky offspring you wanna pin it on me. What'd you expect me to do, fire Hercules and put your kid in my show?"*
Filmaccio ingiustamente trascurato dagli amanti del trash che avrebbero di che divertirsi. Sharon's Baby riesce in soli 95 minuti (soli si fa per dire, il tempo pare non passare mai) ad accatastare una serie di tristezze da antologia. Prima di tutto il protagonista maschile, Ralph Bates, viene fatto passare come l'italiano Gino Carlesi (anche se di Gino ce n'è uno e uno solo: Steven Seagal aka Gino Felino in Giustizia a tutti i costi, 1991); ne deriva che gli inglesi possono scatenarsi nella fiera degli stereotipi dell'italiano minchione. Ridessero della loro cucina, piuttosto. Secondo, il film tenta un improbabile mix fatto da Rosemary's Baby (1968), L'Esorcista (1973) e Baby Killer (1974) con un nano iettatore; una non velata equazione fra deformità fisica e malvagità di una sensibilità medioevale. Quindi si riesce, con non comune maestria, a relegare in un ruolo marginale il bravo Donald Pleasence, che ovviamente qui non pare neppure bravo. Tutta l'acting viene messo nelle mani (e nel make-up) di Joan Collins, che, insomma, date un'occhiata a questo film e a L'impero delle termiti giganti (1977) e ditemi voi. Tutte le donne del film urlano come matte e ciò avviene il più delle volte perché il bambino nella culla, il figlio del Diavolo, ogni tot trasfigura nel nano di cui sopra il quale appare vestito con una tutina e col ghigno nanesco. Sasdy, che già aveva dato prova di farraginosità con Il Cervello dei Morti Viventi (1972), pare non riuscire a maneggiare l'argomento possessione e applica su esso lo stile british asciutto e lento che altrove funziona ma non qui. Gli attori in sé non mancherebbero ma i ruoli non sono dati con accortezza e tutto il baraccone pare ruotare intorno alla Collins che ha fascino ma non ha lo spessore per il ruolo assegnatole: quando si mette a gridare, e lo fa spesso, l'impressione è che lo faccia perché ha finito il rimmel e non perché il figlio è una sorta di demone. Terribili, poi, le scene, e sono molte, in cui qualcuno si avvicina alla culla per fare cucicù al pargolo e si becca uno sberlone o un graffione stile cartone animato. Naturalmente il tentativo di sostituire padre Merrin e padre Karras de L'Esorcista con sorella Albana (Eileen Atkins), che sfodera la croce ed esorcizza tutta sudata, non è il massimo. Cosa peggiore di tutte, il potenziale trashistico del film viene rovinato da una tediosità di base che ammorba il film intero. Quindi, per concludere, qua e là spunti per riderci sopra, ma nel complesso noioso horror britannico da evitare.
* Trad.: "Solo perché hai avuto un figlio strano me lo vuoi appioppare. Cosa t'aspetti che faccia, che licenzi Hercules e metta tuo figlio nel mio spettacolo?"








