TRAMA

Un gruppo di teenagers americani si piazza in un bosco irlandese con l'intenzione di mangiarsi dei funghetti allucinogeni e farsi un bel viaggio. Le cose non vanno come previsto. Tara (Lindsey Haun) mangia dei funghi velenosi e ci guadagna delle vizioni profetiche. Di morte.


SHROOMS - Trip Senza Ritorno
titolo or.: Shrooms - UK/Irlanda/Danimarca - 2006 - 86' - Colore

di Paddy Breathnach

GENERE
SLASHER
IN BREVE
Film derivativo la cui unica originalità sta nell'aver scelto i funghi come spunto di base. Bella la locandina, però.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Sono stufa marcia di te, dei tuoi battibecchi, sbalzi d'umore, di quella merda di steroidi, delle risse, del tuo culo fruncoloso, e soprattutto delle tue perversioni" "Ok, possiamo cominciare dal davanti" "Te ne vai tu o me ne vado io?"

Slasher con colpo di scena finale (preso pari pari da un film del 2001 con Thora Birch) che mescola al solito killer di giovinastri le ambientazioni e le atmosfere del backwood brutality alla Deliverance (Un tranquillo weekend di paura, 1972) più i villici sdentati e sciattoni di tanti emuli di Non Aprite quella Porta (1974) più la ghost-story e cenni stilistici j-horror. La novità è che alla base di tutto c'è l'assunzione di funghi allucinogeni, piccoli miceti graziosi che ti fanno fare dei viaggi fantastici mentre, senza che te ne accorgi, ti spaccano ad una ad una le cellule epatiche. A parte questo, la stupidità del gruppo di protagonisti può essere sottolineata dal fatto che, fra tutti i posti della splendida Irlanda, il manipolo di teenagers sceglie di accamparsi in uno dei luoghi più cupi, brutti e inquietanti che la nazione verde ha da offrire. Di buono c'è, per lo spettatore, che il tipo d'ambientazione, potenziata da una curata fotografia, è la cosa migliore di questo horror che parte da uno spunto originale per assestarsi subito sui binari del cliché. Il giovani protagonisti sono tutti programmaticamente antipatici, chi bullo, chi stupido, chi snob, a parte naturalmente la protagonista Tara che pare il soggetto più sensibile insieme alla guida autoctona che sa quali funghi sono da mangiare e quali no. In background la storia sinistra di un orfanotrofio in cui venivano seviziati i bambini e la probabilità che il bosco ospiti gli unici due sopravvissuti di quel luogo di dolore, o il loro spirito inquieto, o quel che è. Io da un film horror con i funghi magici mi sarei aspettato delle visioni weirdissime, distorsioni, giochi cromatici, psichedelie estreme. Ma Shrooms, voce colloquiale contratta di "mushrooms" (funghi), invece mi mostra una vacca parlante che, a dirla tutta, non è il massimo del weird. Basta accenedere la tv. Fra suggestioni diverse, fra slasher, backwood brutality, ghost story, horror giovanilistico ed altro, Shrooms non riesce ad affondare la lama con energia in nessuno dei filoni di riferimento: alla fine si tratta della solita carneficina a countdown fra i protagonisti, finché non ne rimane uno solo. Naturalmente, visto che si tratta di funghi allucinogeni, tutto si gioca sulla confusione fra realtà e allucinazione e sul dubbio che ciò che viene visto e percepito sia frutto d'immaginazione e che, in effetti, la chimica dei funghi apra la mente alla percezione di una dimensione del terrore. La messa in scena è canonica con alcune sequenze "fantasmatiche" che devono parecchio al j-horror. Poco lo splatter, diverse però le scene che mirano a spaventare lo spettatore e qualcuna va anche a segno; il meglio rimane la location naturale sufficientemente inquietante e ben ripresa. Non si capisce come ma il Dario Marianelli della splendida colonna sonora del pregevolissimo Espiazione (2007) sia finito a musicare Shrooms; comprensibilmente poco ispirato, fa un lavoro mediocre. Il finale, come detto, è in carta carbone e non depone certo a favore del film. Shrooms non lascerà il segno, però... No, no, non lascerà il segno e basta. Comunque non sconsigliato, una visione ci può stare. Bella la locandina.

eXXagon fecit MMIX