TRAMA

Una madre (Michele Valley) e una figlia (Meredyth Herold) vivono in una villa persa nel nulla, e passano il tempo avendo rapporti sessuali incestuosi sadomaso e rivivendo i vari omicidi che hanno compiuto. Un detective (Panos Thanassoulis) è alla disperata ricerca di Laura, donna che le due hanno fatto fuori. Le donne imprigioneranno il detective a cui daranno il soprannome di Singapore Sling, e lo tortureranno usandolo come giocattolo sessuale.


SINGAPORE SLING
titolo or.: Singapore Sling - Grecia - 1990 - 120' - b/n

di Nikos Nikolaidis

GENERE
NOIR - EROTIC - HORROR
IN BREVE
Incorniciato in un raffinato bianco e nero un film che nasconde un'anima exploitation e vacua. Sesso ed eccesso.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "...and a recipe for Singapore ..." "Singapore Sling?!" "Qu'est-ce que c'est?" "A cocktail that use to drinking in the old days..."*

Singapore Sling è senza dubbio uno dei film più bizzarri nei quali possiate incappare. Difficile definirlo: un noir, un film erotico, un horror, un exploitation e un po' anche mystery con toni comici. Nella misura in cui mixa, come il cocktail da cui prende il titolo, così tanti generi e registri, non si può dubitare che il patito di pellicole weird possa trovare pane per i suoi denti. Singapore Sling è filmato (altra cosa inusuale) in un elegantissimo bianco e nero che ci proietta con la memoria ai noir d'annata: il detective, vestiti leziosi, pioggia, fumo di sigaretta. Ma il noir, genere bistrattato, viene mal-trattato dal regista Nikolaidis che ne fa base per materiale molto più morboso, come avvenne, perdonatemi il paragone, con Angel Heart - ascensore per l'inferno (1987). Se però nel film di Alan Parker l'orrore e il sesso erano al servizio della storia, in Singapore Sling il sesso è la storia. Dietro ad una facciata arty, fatta appunto dal bianco e nero, da una scenografia ricercata, da un uso sapiente della fotografia e da primi piani stylish, ci sta un'anima exploitation. Le portate servite da Nikolaidis (che inserisce nel film anche una cena più stomachevole delle trimalchionerie viste ne La Grande Abbuffata, 1973) sono una serie di virtuosismi della perversione; a ben vedere nulla che possa davvero sconcertare il websurfer impenitente. Incesto, pissing, bondage, sadomaso. Ma ci sono anche novità. Roman shower, ad esempio, che detto in parole povere significa: vomitarsi addosso per eccitarsi. Non può mancare la masturbazione che qui assume toni contorti: un fortunato kiwi finisce in mezzo alle gambe di una delle due protagoniste che come destino per un frutto che invece di solito finisce a rattrappirsi nel portafrutta... non si può lamentare. Questi elementi sessuali non sono proposti qua e là per circa due ore ma sono riproposti di continuo e allo sfinimento. Partendo da questi presupposti, la lunghezza della pellicola risulta davvero eccessiva e l'impianto pretenzioso del film finisce per essere frustrante. Scene di poco o nessun senso si susseguono e si ripetono, la Herold, per quanto accattivante, passa più della metà del tempo a recitare in maniera barocca la parte della squinternata continuando a infilarsi la mano in mezzo alle gambe che (incredibile dictu) stanca, banalizzando ciò che in dosi "normali" è provocante. Il film in tutti i casi non è pornografico e il regista mostra solo fugacemente qualcosa in più di un semplice nudo integrale. Riguardo poi l'erotismo della pellicola, questo è a discrezione dello spettatore poiché non tutti si ringalluzziscono con il bondage o con l'urina. La cosa più "grave" è che dietro al sesso, all'estremo e al weird, non si nasconde nessun senso, nessun messaggio, per cui il rischio, soprattutto per il recensore, è quello di trovarcelo a tutti i costi. L'impostazione del film è raffinata, la pellicola dura due ore, c'è molto non detto, gli attori parlano alla telecamera bucando la quarta parete...è possibile che sia tutto vacuo?! Nel caso di Singapore Sling la risposta è sì . Non mi sento di consigliare la visione di questo film un po' cialtrone, lungo, stuzzichevole i primi cinque minuti e noioso i restanti, pieno di seriose ridicolezze. Stiano alla larga gli impressionabili, non tanto per il sangue (attenuato dal bianco e nero) ma per le succitate crudezze. Il film di Nikolaidis è un mero esercizio di bizzarrie sessuali e non, ma questo non vuol dire che non si possa rimanerne affascinati, soprattutto se la vostra passione è il cinema weird. D'altra parte come si può scordare una pellicola che si conclude con una penetrazione compiuta dal protagonista vestito da donna che al posto dell'ormai banale pene usa un pugnale da caccia agganciato alla cintola. Ci siamo già stancati del buon vecchio sesso anale old style? Nikolaidis sì. Almeno grazie a Singapore Sling ora ho chiaro cosa s'intende per coltello "multiuso".

* Trad: "...e una ricetta per il Singapore..." "Singapore Sling?!" "Che cos'è?" "Un cocktail che si beveva ai vecchi tempi..."

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il cocktail Singapore Sling fu inventato da Ngiam Tong Boon per l'hotel Raffles a Singapore fra il 1910 e il 1915. Col tempo la ricetta cadde in disuso e i baristi dell'hotel se la dimenticarono. La ricetta attuale fu "ricreata" grazie ai ricordi frammentari dei passati baristi e da alcuni appunti che questi riuscirono a scovare, ma sembra che non sia esattamente identica a quella proposta agli inizi del Novecento. Ai tempi questo cocktail era preferito dalla clientela femminile, a motivo del suo colore rosa; attualmente il Singapore Sling è considerato "unisex" e una visita al Raffles Hotel non è da considerarsi completa se non si è provato il beverone. Il Singapore Sling è disponibile su tutti i voli della Singapore Airlines ed è gratis in tutte le classi di viaggio. Ecco la ricetta: 30ml di Gin, 15ml di Cherry Brandy, 120ml di succo d'ananas, 15ml di succo di Lime, 7.5ml di Cointreau, 7.5ml di Dom Benedictine, 10ml di granatina, un goccio d'Angostura, guarnire con una fettina d'ananas e con una ciliegina. Come disse Abatantuono ne I Fichissimi (1981): "Diffondi l'alcolismo!!!"

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