TRAMA

Caroline Ellis (Kate Hudson) è un'infermiera privata che accetta un lavoro nello sprofondo della Louisiana, al capezzale di un uomo colpito da un ictus che risiede con sua moglie in una casa inquietante. In compagnia della vecchia moglie Violet (Gena Rowlands) e del muto anziano Ben Deveraux (John Hurt), Caroline inizia a sospettare che quella casa nasconda dei segreti così come nascondano dei segreti i loro proprietari. Forse la polverosa soffitta potrà svelare l'arcano...

 


THE SKELETON KEY
titolo or.: The Skeleton Key - USA - 2005 - 104min - Colore

di Iain Softley

GENERE
HORROR - THRILLER - MYSTERY
IN BREVE
Mainstream di buon livello che riesce ad affascinare e ad inquietare più con le atmosfere della Louisiana che con altri risaputi trucchetti.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Qualsiasi cosa sia, non è una soffitta come un'altra. Lei dice che è chiusa a chiave da quando sono entrati in quella casa"

Con un richiamo alle luci e alle ombre sudaticce ed inquietanti di Angel Heart - ascensore per l'inferno (1987), l'asso nella manica di questo film di Iain Softley (K-Pax, 2001) sembra essere solo l'atmosfera di una Louisiana immersa nell'occulto e dimenticata dal progresso. Diciamo, prima di tutto, che il confronto con il sopracitato film del 1987 va a sfavore di The Skeleton Key dal momento che "il maledetto" permeava tutto il mondo di Angel Heart, mentre la superstizione in questo film del 2005 è circoscritta nello spazio-tempo dell'azione, senza poi tener conto della prestazione attoriale più incisiva dei protagonisti della pellicola di Alan Parker. Al di là di paragoni e rimandi (perché allora non parlare pure de Il serpente e l'arcobaleno, 1988), The Skeleton Key dipinge in maniera più che discreta un mondo lontano anche per l'Americano medio stesso, seguendo lo stereotipo di chi si aspetta di vedere in Louisiana folklore, superstizione e voodoo dietro ad ogni angolo (anche se qui si tratta di "hoodoo", la branca "nera" del voodoo). Case decrepite, vecchie soffitte polverose, bambole malconce, dischi vecchi e sonorità blues...ed il gioco è fatto. Gli attori recitano in maniera impeccabile, soprattutto i due anziani del grande schermo: Gena Rowlands e John Hurt, del quale mi preme ricordare la performance del "mostro" in The Elephant Man, 1980. Se nel complesso, dunque, il film è patinato come si conviene ad un horror mainstream, d'altra parte si è fatto affidamento alle solite tecniche per elicitare la paura nella audience: porte che scricchiolano, cose e/o persone dietro l'angolo, ombre inquietanti, etc, con il risultato che lo spettatore scafato, o meglio quello abituato all'horror, riuscirà ad anticipare ogni mossa dei protagonisti della pellicola. Interessante, piuttosto, il concetto che permea il film, ovvero il fatto che la superstizione colpisca solo coloro che hanno fede in essa. Interessante inoltre la conclusione amara della pellicola che giunge (quasi) inaspettata e non concede al buonismo di atterrare definitivamente il plot. Meno riuscita la resa dei flashback e la continua sottolineatura del dramma umano della protagonista (la morte del padre ed il suo relativo senso di colpa), quest'ultimo rimarcato in modo ridondante per giustificare il fatto che Caroline decida così pervicacemente di non scappare a gambe levate ma piuttosto di mettersi a ravanare dove non dovrebbe in maniera così insensata. Tutto sommato The Skeleton Key, anche se in modi risaputi, riesce a regalare qualche brivido senza dover far ricorso per forza al sangue o agli effetti di CG, presta una notevole cura nella "costruzione" dell'atmosfera, e si mostra per quello che è, ovvero, nel bene e nel male, un horror mainstream. Insomma: bella l'ambientazione e le atmosfere, bello il finale; ciò che rimane fra quelle e questo è intrattenimento in puro Blockbuster style. Bella anche la locandina.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il libro che Caroline legge a Mr.Talcott all'inizio del film è "L'isola del tesoro" di R. L. Stevenson.

Il film, girato fra Los Angeles, New Orleans (pre-alluvione) e gli Universal Studios, è costato circa 43.000.000 di $.

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