TRAMA

Una banda di motocicliste hippie compie crimini violenti anche perché è manipolata dal malevolo Satan, una sorta di Charles Manson. Si scopre che è tutto un film e un'attrice di questo (che però non è mai comparsa nelle precedenti riprese!) viene uccisa "davvero".


SNUFF
(titolo or.: Snuff - USA - 1976 - 80min - Colore)

di Michael Findlay, Roberta Findlay, Simon Nuchtern

GENERE
HORROR
IN BREVE
Film pessimo che potrebbe essere liquidato come "perdita di tempo" se non avesse un suo valore storico per il cinefilo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Shit! We ran out of film!" "Did you get it? Did you get it all?" " Yeah, we got it all. Let's get outta here"*

Del termine "snuff" tutti hanno sentito parlare e i più ne conoscono anche il significato: citato per la prima volta da Ed Sanders nel 1971 nel suo libro sulle morti perpetrate dalla Manson Family (The Family: The Story of Charles Manson's Dune Buggy Attack Battalion), l'autore lo utilizza per indicare dei filmati che la Manson Family avrebbe girato mentre compiva i massacri per cui poi è stata condannata. Che Manson & Co. abbiano girato questi filmati è dubbio, e più probabilmente non è vero. Sta di fatto che ci sono prove documentate che dimostrano che questo genere di nefandezze sono state compiute**. Snuff di Findlay sfruttò il termine per un film che si autocelebrò come il primo che conteneva la vera ripresa di un omicidio vero ai danni di una malcapitata. Tutte balle, ovviamente. Una baracconta in pieno stile le cui origini vanno fatte risalire a un personaggio ricordato per pellicole B quali Shriek of the Mutilated (1974) e Virgins in Heat (1976), oltre che per una morte (quella sì da paura) che lo ha visto decapitato dalle pale di un elicottero mentre sul tetto del grattacielo della Pan Am provava una nuova mdp 3D. Il film di Findlay nasce in nuce molti anni prima, ovvero nel 1971 con Slaughter. Tale pellicola era stata girata in Argentina e Cile insieme alla moglie Roberta Findlay con un budget di 30.000 dollari. Slaughter cerca di sfruttare i fattacci legati alla Manson's Family ed è una trashata di bassissimo livello che vede un gruppo di motocicliste hippie capeggiate da un tale Satan. Il film, così com'è, riesce ad essere distribuito in alcune sale ma subito scompare. Nessuno spettatore se n'è rammaricato. Il distributore Allan Shackleton, che con la Monarch Releasing Corporation aveva acquistato la pellicola, si trovò con un filmaccio per le mani senza sapere cosa fare. Tre anni dopo, durante una proiezione privata, qualcuno (non si sa come visto il pessimo livello degli SFX) chiese se quello che si vedeva nel film fosse vero e Shackleton, furbescamente, fece intendere, senza ammetterlo mai espressamente, che potesse esserlo. Il distributore mise in piedi una sarabanda mediatica spargendo la voce che stesse circolando un film con vere atrocità passato dal Sud America agli USA (con tanto di storia di poliziotti che cercano d'intercettare) e lascia intendere che quella pellicola sia Snuff. Findlay si accorge che la pellicola sbandierata dal distributore è Slaughter ma un po' di soldi chiuderanno la bocca al regista. Shackleton si inventa anche comitati di protesta contro il suo stesso film e prima che il film esca nelle sale è già uno scandalo. Ancora, però, il film non aveva i cinque minuti finali che lo renderanno famoso: la scena dell'omicidio della ragazza verrà girata da Simon Nuchtern (o Malcom Moral) in un solo giorno in un appartamento di Manhattan, al costo di 10.000 dollari. Il risultato può essere scambiato per vero solo da un rintronato ma la tecnica con cui viene girato (balzi, tremolii, montaggio, brusca conclusione e voci fuori campo) inganna un pubblico che vede ciò che vuole vedere. Snuff esce nelle sale il 12 gennaio 1976 e i pichetti per fermarne la proiezione si sprecano (alcuni piazzati là in bella posta dal distributore). La prima settimana di proiezione a New York incassa 66.000 dollari, la gente preferisce la porcata di Findlay piuttosto che Qualcuno volò sul nido del cuculo. Alla fine le autorità si interessano alla faccenda e Allan Shackleton deve confessare che è tutta una messa in scena, anche perché viene obbligato ad inserire nel film una frase che rassicura il pubblico che a nessuna persona è stato torto un capello. Il mito è comunque nato è nonostante la confessione del produttore, per molti anni il film rimane bandito in molti stati. Slaughter o Snuff, come dir si voglia, è un film orribile di un livello recitativo e tecnico atroce, e non vale davvero la pena guardarlo. I cinque minuti finali hanno più che altro un valore storico per l'appassionato di horror e, pensando a molte altre pellicole (soprattutte a molte di quelle recensite nel mio sito) non si può parlare di Snuff come di un film particolarmente violento. Esclusi i più piccoli e gli eccessivamente impressionabili, Snuff può essere guardato da tutti, il problema è arrivare svegli agli ultimi cinque minuti e non basta certo qualche seno nudo e qualche weirdata sparsa qua e là nella pellicola. Film consigliato (e quasi obbligatorio) per il cinefilo appassionato di horror ma solo per ragioni "scolastiche". Gli altri scappino.

* Trad: "Merda! Abbiamo finito la pellicola!" "Hai ripreso? Hai ripreso tutto?" "Certo, tutto quanto. Andiamocene di qui!"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Con il termine snuff movie o film si indica una pellicola in cui sono riprese direttamente le torture e le uccisioni reali di torturatori, assassini seriali e maniaci di ogni tipo: nei normali film dell'orrore, l'attore che impersona la vittima finge di morire perché sta recitando una parte, nello snuff movie la vittima non è un attore e muore veramente (Mastronardi, De Luca, 2006).

**Dispiace far notare che lo snuff film passa dall'essere una leggenda urbana a una orribile realtà, per quanto fortunatamente limitata. Ad esempio Warren Spinks e la sua banda di pedofili, scoperta nel 1997 ma attiva dagli anni '80 produceva a Hoofdrop (Olanda) snuff movies che poi circolavano in canali clandestini in cui dei bambini venivano drogati, legati, mutilati e quindi uccisi. Per questa gente da eXXagon solo tre parole: ROTT IN HELL!

Le notizie storiche sul film sono tratte da Curti, La Sela (2003), Sex and Violence, percorsi nel cinema estremo. Lindau, Torino (pagg. 371-373).

eXXagon fecit MMVII