La Frase dal Film: “Coloro che non hanno soldi sono tagliati fuori dal sistema. Non hanno accesso, non esistono. Gli altri hanno accesso a tutto, illimitato, a ciò che li soddisfa. Guardanop quello che vogliono, qualunque immagine vogliano. E se la larghezza di banda internet è illimitata, perché dovremmo limitarci? Perché non dovremmo guardare ogni cosa?”
Primo lungometraggio dell'argentino Peralta, dopo la trilogia di Supermondo Trasho ed altri corti che davano da intendere per tematiche e stile che l'approdo allo pseudo-snuff non sarebbe stato un imprevedibile. Peralta tenta il colpaccio arty innestando ultraviolenza e girati in bianco e nero crudo, insieme ad altre scene a colori; il passato bicromatico e il presente multicolor, suppergiù. Cioè qui si vorrebbe parlare di snuff d'autore, con tanto di riflessioni tra il mostrare e il non mostrare, quando di fatto lo snuff e anche lo pseudosnuff non è cinema e non è arte e questo fintanto che qualcuno non mi convinca del contrario con un capolavoro. Ci sarà da pazientare, immagino. Al regista argentino sfugge che già nel lontano 2007 il cinema che si spaccia come vero, con le riprese sballate e imprecise alla The Blair Witch Project, non è più vero di altre pellicole e questo perché il succitato film non solo lo precede di quasi 10 anni ma a propria volta è figlio di The Last Broadcats (1998), la cui ispirazione va indietro fino alla documentaristica anni '60, e poi ancora indietro ai reels dannati e vietati portati per le fiere di paese da Kroger Babb. E' storia, roba vecchia. E stupisce che Peralta pensi che sia roba nuova mostrare l'uccisione di animali e scene autoptiche o che il gioco sia ancora quello di fare a gara a chi sciocca di più, magari mettendosi in competizione con Vogel (August Underground, 2001) per vedere chi ce l'ha più lungo. Il risultato di Snuff 102 è quello di mostrare una tediosissima cavalcata di brutalità, un tediosissimo accumulo di scene in bianco e nero girate con stupefacente poca originalità circa il posizionamento della mdp, il tutto infarcito di riflessioni socio-psico qualcosa che fanno a pugni con l'exploitation che sta dietro alla produzione di un film del genere, ovvero quello di farsi conoscere tra chi apprezza questo genere di prodotti (ragazzini e sadici) solo per i propri eccessi visivi. La povertà di mezzi limita e contiene l'impegno effettistico e a quanto pare anche la voglia di trovare uno score musicale approrpiato. L'eccessivo minutaggio di Snuff 102 rende ancor più estenuante questo ennesimo tentativo spompato di fare cinema dell'estermo. Violento comunque lo è, ci mancherebbe, e quindi chi non è avvezzo si tenga accuratamente alla larga. Ma alla larga stiano anche gli amanti del cinema horror, ché il cinema e l'horror stanno altrove.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
"102" fa riferimento al numero delle ultime tre vittime: vittima 100, 101 e 102.
La voce dell'assassino è quella del regista Peralta.