TRAMA

La notte del 4 luglio si elegge la reginetta: è Helen la tipica biondina americana dall'encefalo in panne, la sua migliore amica invece è un vero bocconcino con velleità universitarie, i rispettivi ragazzi sono uno spocchioso e violento figlio di papà ed un altro che il padre non l'ha mai avuto. I quattro ragazzi, che lo spettatore vorrebbe di buon grado schiaffeggiare per la palese antipatia, se ne vanno in spiaggia a copulare e bere. Tornado a casa in macchina investono uno sconosciuto e decidono di non soccorrere il ferito. Si sbarazzano del corpo gettandolo in mare. Qualcuno, però, sembra aver assistito all'infame gesto. Dopo un anno sofferto i quattro sono braccati da un killer che veste un impermeabile cerato da pescatore e che usa come arma un uncino d'acciaio.


SO COSA HAI FATTO
titolo or.: I Know What You Did Last Summer - USA - 1997 - 100min - Col.

di Jim Gillespie

GENERE
HORROR - SLASHER
IN BREVE
Pessimo film che potrebbe piacere solo ai feticisti dello slasher (più banale)
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Tratto dall'omonimo romanzo di Lois Duncan scritto nel 1973, ecco a voi un horror post Scream (1996) in pieno rilancio slasher fine anni '90. Il regista è stato adottato da Hollywood direttamente dalla Scozia e preferiamo ricordarlo per D-Tox (2001) con Stallone. Gli attori sono la bella e nulla più Hewitt, l'accoppiata malvagia Gellar/Philippe che verrà riproposta in Cruel Intentions (1999) ed il disadorno Prinze Jr. Qui si tratta davvero di un prodotto banale, prevedibile e stupido, che non si capisce a chi veramente sia diretto se non a quel vasto pubblico da Dawson's Creek (1998) che infatti è stato scritto da Kevin Williamson che ha scritto So Cosa Hai Fatto e pure Scream 1 e 2. Prima di tutto nessuno, dico nessuno nel film è un minimo simpatico (nel senso anche etimologico del termine) in modo che lo spettatore riesca ad entrare "col cuore" nella storia. La Heche, più nota per le sue gossip-avventure-lesbo è sprecatissima per un ruolo così marginale. Al di là delle considerazioni sugli attori il pathos manca ed i momenti di sussulto sono due e non di più, il sangue latita come (quasi) mai si è visto in uno slasher, i dialoghi sono di una banale prevedibilità ed il colpo di scena finale è davvero pietoso. Poi il plot fa acqua: ad esempio perché viene ucciso il povero Max? Forse perché non è intervenuto a tempo debito? Non si sa. Il risultato finale è che questa stronzata che va sotto il nome di So Cosa Hai fatto (sì, un film di cacca!) si regge sui bei visini dei quattro giovani e nulla più. Posso accettare un risultato del genere da un low budget e quasi mi rincresce di aver dato un voto basso a Deliria di Soavi il cui film, soppesati i pro e i contro, è sicuramente superiore, al di là del fatto che io non ami gli slasher. Mi stupisco del più che discreto successo che ha riscosso tale film (soprattutto in USA), successo dovuto probabilmente al pubblico mainstream che si fa abbindolare da un prodotto patinato con qualche nome di richiamo. Ma l'horror sta da tutt'altra parte.

Con un seguito intitolato I Still Know What You Did Last Summer (1998), e rititolato in Italy Incubo finale ed un terzo seguito intitolato Leggenda Mortale (2006).


FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Il trailer originale del film descriveva Kevin Williamson ed il film come prodotto "dai creatori di Scream". La Miramax, che possiede i diritti del lavoro del 1996 ha citato in giudizio la Colombia per pubblicità ingannevole. La frase è stata rimossa.

Il film in origine aveva un altro finale. Julie chattava con Ray, trovava l'invito alla festa in piscina e quindi un'altra persona iniziava a chattare con lei. Julie riceveva il messaggio "I still know" ([lo] so ancora). Qindi il killer le saltava addosso. Questo finale è stato usato come trailer per il sequel.

Lois Duncan, la scrittrice che ha scritto il romanzo da cui è tratta la storia, odia questo film perché ha accusato i realizzatori di aver trasformato la sua storia in uno slasher movie. Lo detesta in special modo anche perché sua figlia fu uccisa nel 1989 quando aveva 18 anni.

MI VUOI COGLIONARE?!

Il film è meccanico e lineare al punto di non concedere deviazioni o approfondimenti fra le relazioni dei personaggi se non ciò che è davvero indispensabile alla trama. Prova ne è che incredibilmente, benché la Gellar e Prinz Jr. compaiano sempre insieme, non si scambiano neppure una battuta per tutto il film!

La Ghellar parlando al suo ragazzo sulla spiaggia parla dei suoi progetti e dell'idea di sposarlo in futuro e poi "...ti permetterò di fecondarmi..." Ma che simpaticona!

I tre ragazzi, dopo un anno, vanno al porto ma ne manca uno, Ray. Dove sarà? Nessuno lo sa, nessuno lo vede da un anno. Ma ecco che Ray scende da un peschereccio così, per caso. Cosa fai cosa non fai...è un anno che faccio il pescatore come mio padre. Ma tu non l'hai mai conosciuto tuo padre! No, però faceva il pescatore. Vabbé. In un paese di 1000 anime Helen e Barry avevano perso di vista Ray tanto da non sapere che lavorava al porto. Escamotage tristissimo.

La Gellar fa quella che se la mena, però la verità è che è una zozzona. Torna a casa, si apre una lattina di Coca Light et rebus sic stantibus si infila sotto le coperte. Mi sovviene un dialogo sentito nei Simpson fra il mitico Homer e Bart: "Homer me li devo proprio lavare i denti prima di andare a letto?" "No, bacarospo, basta che te li sciacqui con una bibita". O giù di lì. La Gellar rimane un bel fighino ma l'alito cattivo non si gode.

Julie trova nel bagagliaio Max morto inondato di granchi giganti. Scappa. Ricordo che tutto avviene in città. Torna con gli amici che riaprono il bagagliaio che non solo è vuoto ma nettissimo e provvisto di utensili di emergenza. Nessuno si è accorto di nulla.

Sempre la Gellar insulta pesantissimamente un poliziotto il quale non fa una grinza. L'America è davvero la patria dei liberi!