Tratto dall'omonimo romanzo di
Lois Duncan scritto nel 1973, ecco a voi un horror post
Scream (1996) in pieno rilancio
slasher fine anni '90. Il regista è stato adottato
da Hollywood direttamente dalla Scozia e preferiamo ricordarlo
per D-Tox (2001) con Stallone. Gli attori sono
la bella e nulla più Hewitt, l'accoppiata
malvagia Gellar/Philippe che verrà riproposta in
Cruel Intentions (1999) ed il disadorno Prinze
Jr. Qui si tratta davvero di un prodotto banale, prevedibile
e stupido, che non si capisce a chi veramente sia diretto
se non a quel vasto pubblico da Dawson's Creek (1998)
che infatti è stato scritto da Kevin Williamson
che ha scritto So Cosa Hai Fatto e pure Scream
1 e 2. Prima di tutto nessuno, dico nessuno nel film è
un minimo simpatico (nel senso anche etimologico del termine)
in modo che lo spettatore riesca ad entrare "col
cuore" nella storia. La Heche, più nota per
le sue gossip-avventure-lesbo è sprecatissima per
un ruolo così marginale. Al di là delle
considerazioni sugli attori il pathos manca ed i momenti
di sussulto sono due e non di più, il sangue latita
come (quasi) mai si è visto in uno slasher, i dialoghi
sono di una banale prevedibilità ed il colpo di
scena finale è davvero pietoso. Poi il plot fa
acqua: ad esempio perché viene ucciso il povero
Max? Forse perché non è intervenuto a tempo
debito? Non si sa. Il risultato finale è che questa
stronzata che va sotto il nome di So Cosa Hai fatto
(sì, un film di cacca!) si regge sui bei visini
dei quattro giovani e nulla più. Posso accettare
un risultato del genere da un low budget e quasi mi rincresce
di aver dato un voto basso a Deliria
di Soavi il cui film, soppesati i pro e i contro, è
sicuramente superiore, al di là del fatto che io
non ami gli slasher. Mi stupisco del più che discreto
successo che ha riscosso tale film (soprattutto in USA),
successo dovuto probabilmente al pubblico mainstream che
si fa abbindolare da un prodotto patinato con qualche
nome di richiamo. Ma l'horror sta da tutt'altra parte.
Con un seguito intitolato I Still Know What You Did
Last Summer (1998), e rititolato in Italy Incubo
finale ed un terzo seguito intitolato Leggenda Mortale (2006).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il trailer originale del film descriveva Kevin Williamson
ed il film come prodotto "dai creatori di Scream".
La Miramax, che possiede i diritti del lavoro del 1996
ha citato in giudizio la Colombia per pubblicità
ingannevole. La frase è stata rimossa.
Il film in origine aveva un altro finale. Julie chattava
con Ray, trovava l'invito alla festa in piscina e
quindi un'altra persona iniziava a chattare con lei.
Julie riceveva il messaggio "I still know"
([lo] so ancora). Qindi il killer le saltava addosso.
Questo finale è stato usato come trailer per
il sequel.
Lois Duncan, la scrittrice che ha scritto il romanzo
da cui è tratta la storia, odia questo film
perché ha accusato i realizzatori di aver trasformato
la sua storia in uno slasher movie. Lo detesta in
special modo anche perché sua figlia fu uccisa
nel 1989 quando aveva 18 anni.
MI VUOI COGLIONARE?!
Il film è meccanico e lineare
al punto di non concedere deviazioni o approfondimenti
fra le relazioni dei personaggi se non ciò che
è davvero indispensabile alla trama. Prova ne
è che incredibilmente, benché la Gellar
e Prinz Jr. compaiano sempre insieme, non si scambiano
neppure una battuta per tutto il film!
La Ghellar parlando al suo ragazzo sulla spiaggia parla
dei suoi progetti e dell'idea di sposarlo in futuro
e poi "...ti permetterò di fecondarmi..."
Ma che simpaticona!
I tre ragazzi, dopo un anno, vanno
al porto ma ne manca uno, Ray. Dove sarà? Nessuno
lo sa, nessuno lo vede da un anno. Ma ecco che Ray scende
da un peschereccio così, per caso. Cosa fai cosa
non fai...è un anno che faccio il pescatore come
mio padre. Ma tu non l'hai mai conosciuto tuo padre!
No, però faceva il pescatore. Vabbé. In
un paese di 1000 anime Helen e Barry avevano perso di
vista Ray tanto da non sapere che lavorava al porto.
Escamotage tristissimo.
La Gellar fa quella che se
la mena, però la verità è che è
una zozzona. Torna a casa, si apre una lattina di Coca
Light et rebus sic stantibus si infila sotto
le coperte. Mi sovviene un dialogo sentito nei Simpson
fra il mitico Homer e Bart: "Homer me li devo
proprio lavare i denti prima di andare a letto?"
"No, bacarospo, basta che te li sciacqui con
una bibita". O giù di lì. La
Gellar rimane un bel fighino ma l'alito cattivo non si gode.
Julie trova nel bagagliaio Max morto
inondato di granchi giganti. Scappa. Ricordo che tutto
avviene in città. Torna con gli amici che riaprono
il bagagliaio che non solo è vuoto ma nettissimo
e provvisto di utensili di emergenza. Nessuno si è
accorto di nulla.
Sempre la Gellar insulta pesantissimamente
un poliziotto il quale non fa una grinza. L'America
è davvero la patria dei liberi!