La Frase dal Film:
"Canta la canzone dei sepolcri, ettari pieni di germi! 420 nobili sono pasto per i vermi. Quando la cassa viene chiusa i vermi iniziano a cantare: 'Che bocconcino prelibato ci danno da mangiare!'"
Quikie-movie di Corman, girato in 6 giorni cavalcando (in ritardo) l'onda della moda del tempo legata alla reincarnazione e alla possibilità di indagare con l'ipnosi le vite precedenti; moda esplosa soprattuto dopo l'uscita del libro di Morey Bernstein "The Search for Bridey Murphy". Fu scritto inizialmente un soggetto intitolato "The Trance of Diana Love" ma siccome, tempo che il film fosse messo in piedi, la moda si era già sgonfiata, il titolo venne cambiato in The Undead anche se di non-morti naturalmente non si tratta affatto. Si tratta invece di stregoneria, di un Satana, vestito da folletto tirolese ma con le orecchie alla Spock, e di due belle donne, Pamela Duncan accusata ingiustamente di stregoneria e della bella Allison Hayes, strega per davvero. Il film è vedibile e di certo non è fra i peggiori prodotti Cormiani, tuttavia gode di un immeritato seguito che si sviluppò a partire dalla appassionata recensione di Leonard Maltin, il quale lo descrisse come una pellicola di grande atmosfera. Seppure La Sopravvissuta si giovi di qualche riuscita atmosfera gotica (c'è però da non notare i props di scena che traballano e la scenografia raffazzonata!) la trama è decisamente confusa e a tratti poco sensata. Per dirne una: perché viene mandato nel passato un uomo per salvare la donna dall'esecuzione benché si sappia, da ciò che la stessa donna afferma, che è già riuscita ad evitare l'esecuzione? Vabbé. Il tentativo di dar vita a qualcosa di fantasy-favolistico però in parte riesce, anche grazie all'apporto di qualche valido attore e del simpatico personaggio che interpreta. Nel cast il mestierante Bruno VeSota nei panni di Scroop, il locandiere, e Mel Wells in quelli del simpatico e canterino becchino Smolkin, personaggio di tono quasi shackespeariano (mi riferisco all'Amleto). Particina anche per il regular cormiano Dick Miller, qui nelle vesti di un lebbroso che vende la propria anima al Diavolo. Sulla protagonista Duncan, prostituta nel presente e innocente strega nel passato (l'unico concetto davvero interessante e originale del film) svetta però per fascino la Hayes in un ruolo più intrigante di quello che la renderà famosa (si fa per dire) in Attack of the 50 Foot Woman (1958). Nulla di davvero memorabile, buona soprattutto la parte iniziale e quella finale, in mezzo un po' di noia; in genere la visione scorre senza troppi problemi anche se rimane l'impressione che Corman, tentando di produrre qualcosa di più formale, dia risultati più legati e sicuramente meno spassosi.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 75.000 dollari ed una delle location in cui fu girato si chiamava La Casa della Strega (Witch's House - 516 N. Walden Drive, Beverly Hills, California). Altre riprese furono effettuate in un ex supermercato dismesso.
Medioevo. Ma il vestito della strega Livia ha la zip sulla schiena!
I pipistrelli usati nel film erano gli "avanzi" dal film Il Conquistatore del Mondo (1956).
Il film fu ditribuito dalla AIP in double-bill con Voodoo Woman (1957).
Allison Hayes morì a 47 anni (1977) per le conseguenze di un eccessivo introito di calcio somministratole come integratore.