TRAMA

Yong-hyun (Myeong-min Kim) trasloca in una appartamento fatiscente in uno stabile fatiscente. In quel appartamento un giovane scrittore era bruciato vivo in un incendio ma questo non sembra preoccupare il taxista Yong-hyun. Sullo stesso piano vive Sun-yeong (Jin-Young Jang) una donna strana con un marito violento. Il taxista e la donna iniziano una relazione ma un giorna la donna si presenta alla porta dicendo che il marito è morto dopo una lite e Yong la aiuta a liberarsi del cadavere. Strani segreti iniziano a venire alla luce poco a poco che il rapporto fra i due prosegue...


SORUM
(titolo or.: Sorum - SUD COREA - 2001 - 100min - Colore)

di Jong-chan Yun

GENERE
HORROR - DRAMA - MYSTERY
IN BREVE
Un horror senza horror, un dramma umano che non cerca scuse paranormali. Molto orientale, non per tutti.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Do you know her?" "No" "She's strange. I think she got weirder after she lost her child. I feel frightened when I run into her in the all sometimes...just like in a horror novel"*

Il cinema sud coreano si diffonde e fra sottintesi freudiani e coincidenze del destino (due tematiche ricorrenti nei loro film) le pellicole di laggiù si fanno onore sia per stile che per idee. Uscendo dal seminato di questo stesso sito e dei film che tratta, mi sento di consigliarvi My Sassy Girl (Yeopgijeogin geunyeo, 2001) una bella storia d'amore insolita che ha avuto grande successo in tutto il mondo (tranne in Italia, visto che noi siamo sempre...tre metri sopra il cielo) e che a quanto ne so stanno remeccando in USA (bello il neologismo, nevvero?!). Ma torinaimo a Sorum, il cui titolo, letteralmente, significa "pelle d'oca". Di paura però non ce n'è molta e a dire il vero è anche difficile definire Sorum un film horror in quanto si tratta più di un dramma umano, se orrore c'è si tratta dell'orrore vissuto da due individui condannati da uno strano destino. Sorum è un film di fantasmi senza fantasmi, è una storia che si svolge in uno stabile tetro che ha un impianto elettrico malfunzionante che riesce a mettere i brividi senza mostrare mai nulla di davvero spaventevole. Al posto di fare leva su quelli che ormai sono diventati clichés del cinema horror orientale (capelli neri lunghi e via dicendo), il regista e soggettista Jong-chan Yun fa leva sulla caratterizzazioni dei personaggi, sullo scavo psicologico, sulla trama. Probabilmente questo non ha giovato al successo della pellicola nonostante i riconoscimenti della critica. Se difetti vanno trovati si può dire che il film è lungo e che la prima ora può risultare noiosa soprattutto se ci si aspetta di vedere un horror puro mentre a poco a poco ci si accorge di essere di fronte ad un dramma. La complessità del plot è notevole e il finale del film darà adito a discussioni fra coloro che amano vedere i film in gruppo (o fra i forumisti cinefili), ma forse al regista interessava più costruire un'atmosfera e una storia che dare spiegazioni lineari. Aspettatevi un finale spiazzante che per alcuni vorrà dire deludente o insensato. Sorum fa parte di quella correnete cinematografica influenzata dalla crisi economica che ha investito quella nazione a partire dagli anni '80: molto horror coreano ha proiettato le ansie e le paure al di fuori in spettri e fantasmi, un altro cinema a fatto semplice denuncia sociale, Sorum sta in mezzo. C'è qualcosa di soprannaturale ma questo è inserito in una cornice sociale di povertà, e la maledizione viene direttamente dalla natura degli uomini e da ciò che sono capaci di fare, non trova altre giustificazione paranormali. I due protagonisti sono condannati in partenza senza che lo sappiano ancora, anzi, qulasiasi personaggio del film è condannato a sperare in qualcosa che non potrà raggiungere. E' un film fondamentalmente triste e lento, così come sono lente e quasi immobili le vite dei protagonisti. Le performances sono molto buone e la scena del "litigio" in camera fra i protagonisti, un piano sequenza molto lungo, è davvero notevole. Da notare che all'orecchio occidentale (o semplicemente al mio), il linguaggio coreano non aiuta ad apprezzare l'interpretazione in quanto sembra un giapponese strascicato e molto più enfatico. In conclusione, Sorum non è un film per tutti ma solo per coloro che amano il cinema orientale e già conoscono l'horror di laggiù e vogliono vedere quel cinema che tenta un nuovo approccio a questo genere. Un film interessante da scoprire, con riserve.

*- trad: "La conosci?" "No" "E' strana. Penso che sia diventata ancora più strana da quando ha perso il figlio. Mi sento spaventato ogni volta che mi imbatto in lei...proprio come in un racconto horror"

exxagon fecit MMVI