La Frase dal Film: “...Vicequestore, è omicidio!” "Certo che voi meridionali siete testardi!" "Per carità, magari noi saremo anche testardi ma, vede, da noi al sud dicono una cosa e spesso fanno il contrario, qui al nord non è così: il contrario non lo dicono, lo fanno. Ha capito?" "Senti, mi fai girar la testa. Comunque, Malerba, indaga..."
Girato a Milano, Roma, Cernobbio ed esterni esteri in Svizzera e Svezia. Ma girato perché? Vanzina recupera uno dei suoi pezzi di cinema davvero riuscito (o se non altro davvero amato dal pubblico di appassionati) e ci riscrive sopra tentando un recupero stracultistico del giallo all'italiana. Sì, perché se Sotto il Vestito Niente (1985) stava all'ombra di De Palma, questo rehash, molto deve ai risaputi stilemi argentiani. A Vanzina però sfugge il piccolo particolare del tempo che passa e delle cose che cambiano con esso. Milano non è più da un pezzo la città da bere e la moda non è più quell'ambiente di perfezione formale che a dirne male si fa notizia. Nell'85 a infilare coca, omicidi e psicopatia nel defilé c'era da rimanerci male, adesso siamo qui a fare campagne di prevenzione per cercare di convincere le ragazze a non prendere come modello le modelle. I tempi cambiano. Ma non per Vanzina, evidentemente, che riscrive levando sangue e brutalità (due punti a favore nella prima pellicola, in dissonanza con il bel mondo dei belli) e ci lascia fra le mani un gialletto pseudo-argentiano senza crudezze e crudeltà. C'è lo spiegone psicopatologico finale fatto dal killer e quest'ultimo rientra in pieno nei modelli cinematografici bis degli anni '70, però manca tutto il resto. Mancano soprattutto gli attori che recitino bene, a parte un convintissimo Montanari nei panni dell'ispettore che porta avanti sia l'elemento giallo, sia l'elemento comico, in associazione con il suo compare di polizia. In pratica due meridionali non ancora del tutto integrati al nord. Una ritrita trovata comica, nord vs sud, vecchia al punto da essere fastidiosa ma che, evidentemente, piace ancora tanto agli italiani (visto il successo di alcuni recenti film), forse proprio perché questo conflitto "etnico" è ormai decaduto e inoffensivo. A parte questo, il film latita nelle parti che avrebbero dovuto portare tensione e non ha il minimo coraggio di costruire dei personaggi ambigui e spiazzanti. Per chiarire: il buon Malerba, figlio non del cinema bis ma dei serial televisivi per famiglie, rifiuta la storia d'amore con la supermodella (che, attenzione, gli offre di mangiare le sue polpette con marmellata di mirtilli, qualsiasi cosa ciò significhi!) perché ha la moglie a casa incinta. Ma siamo in un giallaccio, fra gente corrotta nella città di Mani Pulite: era così tanto difficile e inaccettabile costruire un protagonista un po' sfaccettato che scopasse la modella ben sapendo, cinicamente, che a casa lo aspettava l'amorevole futura mamma? Ma se sei arrivato al punto di pensare a delle polpette con marmellata di mirtilli preparate da una supermodella fioraia, come puoi credere che la cosa più probabile diventi anche quella meno accettabile!?! Sotto il Vestito Niente: l'ultima sfilata, quindi, muore sotto il peso della cultura televisiva e del suo prevedibile modo di rileggere (anti)artisticamente la realtà: la storia si fa seguire ma con il pilota automatico. Molto meno avvincente di una qualsiasi delle puntate dell'ispettore Colombo, e dire che lì il colpevole si conosce da subito. Finisce tutto bene, tutto torna catarticamente al proprio posto. Nel 1985 Vanzina chiudeva la sua storia sparando pezzi di vetri sullo schermo, con i personaggi principali alla disperazione giù dal finestrone; si rimaneva così, protagonisti e pubblico, bloccati nel fermo immagine. Qui, invece, il cinico stilista riporta il bambinello ai nonni in Svezia, la modella torna a maneggiare i bulbi, nasce il figlio all'ispettore... ma dai, ti prego! Vanzina, noi avremmo voluto semplicemente assaggiare quelle fottutissime polpette con la marmellata di mirtilli. Era chiedere troppo? Sotto il vestito non c'è davvero nulla questa volta.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il vicequestore è Francesco Barilli, regista di Il profumo della signora in nero (1974) e Pensione paura (1977).