TRAMA

Christian (Hoffmann) incontra in una situazione inusuale una bella bionda (Kendall). Ci esce la sera e subito si ritrova nel suo appartamento per fare bum-bum. L'uomo va in bagno a "preparasi" e viene aggredito da un uomo (Adolfo Lastretti). Si difende e l'uccide. Sconvolto si allontana dalla casa con la donna e si va a rifugiare in un faro. Tornato nella casa non trova più il cadavere. Da qui ha inizio una serie di situazioni che lo porterà a dubitare della sua donna, del fratello (Rassimov) e di lui stesso. Nel frattempo, nelle vicinanze, vengono trovati di continuo dei manichini di donna "seviziati" o accoltellati.


SPASMO
(ITALIA - 1974 - 94min - Colore)

di Umberto Lenzi

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Poco sangue e zero paura. Ma la trama intriga e il finale piace.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Questa luna. Non ti dà fastidio?" "Nel mio motel non c'è luna" "Avevo visto giusto: sei una dolce puttana. Bene, andiamo al tuo motel" "Prima però devi tagliarti la barba" "Cosa?" "Eh già, la dolce puttana non si fa pagare ma ha i suoi capricci"

Ah, ma perché nella realtà non si possono avere dialoghi di questa portata! Ma vuoi mettere?! Vabbé. Spasmo è un film amato da alcuni e bistrattato da altri; la dice lunga che fra i suoi detrattori vi sia anche lo stesso regista che dichiarò di non amarlo molto a partire dalla locandina che gli ricordava una pubblicità contro il mal di testa. La verità è che Spasmo è sottopotenziato rispetto sia al blood-level che alle scene di tensione o paura, poiché è tutto "concentrato" a svilupparsi come un thriller di scoperta del sé, in quanto il protagonista passa dall'essere un nullafacente giovane miliardario all'essere sospettato di omicidio, il tutto mentre una realtà paranoica lo divora. Vi direi di pensare a Memento (2000) tanto per avere un punto di riferimento, se non temessi, per l'azzardatissimo paragone, che la fatina del cinema mi ritrasformasse da lacchè in bracco (chissà chi la capisce questa...). Non avrete più di due colpi di pistola, qualche strangolamento off-screen, e due tette della Kendall (I corpi mostrano tracce di violenza carnale, 1974) di sfuggita. La recitazione non sempre è convincente e i dialoghi non sono memorabili. Quindi, cui prodest? Spasmo, con tutti i suoi limiti, riesce davvero a trasportare lo spettatore in una realtà confusa quanto quella del protagonista e anche grazie ad una premessa davvero allettante (un manichino impiccato ad un albero scoperto da due pomicioni), lo spettatore riesce a perdonare il trash serpeggiante (e una certa noia) al fine di giungere a una spiegazione del mistero. Quella che sembra una semplice storia fra amanti che si organizzano per una sveltina, si trasforma in un mistero nel momento in cui quello che doveva essere un cadavere non si trova più dove era stato lasciato. Quindi, fra bottiglie di Punt e Mes, fra BrancaMenta (con ghiaccio), fra dialoghi basic e primi piani risibili o inutili (quelli a Rassimov sono i migliori, sempre!), si snoda una trama di tutto rispetto che ha una degnissima conclusione. Inverosimile a livello scientifico ma funzinale a livello artistico soprattutto nelle immagini conclusive tanto più che Lenzi non è mai stato famoso per la sua attenzione estetica al dettaglio, a differenza, per esempio di Bava o Argento. Se il film si apre con le immagini di spazi aperti e naturali, così si chiude in una stanza abitata da esseri artificiali dopo aver inanellato una buona serie di colpi di scena. E non dico altro. I mainstreamers stiano alla larga e facciano lo stesso gli appassionati di horror, ma chi ama il cinema italiano anni '70 potrà trovare elementi d'interesse. Musiche di Morricone.

Noto all'estero come: Spasmo (UK e USA) oppure The Death Dealer (nella versione tagliata).