SPEAK OF THE DEVIL
(titolo or.: Speak of the Devil - USA - 1995 - 90min - Colore)

di Nick Bougas

GENERE
SHOCKUMENTARY
IN BREVE
LaVey se la canta e se la suona
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Il filmato in questione è in inglese e non è un film ma un documentario. Quindi mi permetto di rivelare un po' di particolari di questa pellicola che con tutta probabilità abbiamo visto per intero solo io e LaVey. Credo, però, che attualmente (2006) sia divenuta di libera diffusione e visibile in internet.
Per chi non lo sapesse ancora, Anton LaVey è stato, insieme a Crowley, uno dei più noti satanisti moderni. Questo documentario girato nel 1995 ma con un aspetto ed uno stile molto più vecchio è essenzialmente una pellicola autocelebrativa in cui LaVey se la canta e se la suona, letteralmente. Il documentario è diviso in capitoli e quindi anche io mi atterrò a questa divisione. 1) Che cos'è il Satanismo? - In questo blocco si vede della gente, generalmente coi denti incasinati, che viene intervistata e alla quale viene posta la domanda che dà il titolo al blocco. Le risposte sono le più disparate e disperate. Quindi segue il racconto cristiano della caduta di Lucifero per cercare di dare una spiagazione competente. 2) La Paranoia è un grande Businness - Si susseguono immagini di trasmissioni che accusano il satanismo di violenze su animali e persone, omicidi, stupri, etc... LaVey sostiene di dissociarsi dalla violenza: lui ama gli animali. Si dà il via alla storia del suo leoncino (la voce fuori campo dovrebbe essere quella del leoncino che vuole bene a LaVey - voce assurda), che alla fine, dopo le proteste dei vicini di casa, dovrà dare via. Peccato. Comunque ottime gags trash nel supermercato. 3) Discorso sul Satanismo - Filippica di LaVey su come gli è nata la passione del satanismo. Fa un parallelismo fra i giochini pubblicizzati sul retro dei giornali (occhiali a raggi X, ...) ed il satanismo. Pindarico. Quei giochi sono simpatici nelle mani giuste ma possono essere sadici e vessatori in quelle sbagliate. Quindi: bisogna fare del bene a chi si merita del bene e del male a chi si merita il male. Poi LaVey si intenerisce e consiglia di avere più rispetto per il proprio spirito immortale; si sopravviverà nella memoria di coloro dei quali ti sei guadagnato il rispetto. Può essere. 4) Tour nella casa nera - La Vey ha costruito manichini iper-realistici con svariati materiali: gli tengono più compagnia degli essere umani veri. In futuro, continua, gli androidi saranno meglio forniti rispetto a noi, sia anatomicamente sia mentalmente che emotivamente. 5) La Camera Rituale - Immagini di lui che officia messe nere, parla della superiorità dell'uomo legata alla potenzialità della creatività. 6) La Stanza della Musica - Qui se la suona davvero di brutto. Essenzialmente parla del suo stile musicale, di chi lo ha influenzato e poi parte in assolo per parecchi minuti. Du' palle! 7) La Libreria - Forse il blocco più interessante e forte. Esordisce elencando alcuni romanzi noir che lo hanno colpito. Il black humor è una qualità che ogni satanista dovrebbe avere. Sostiene di essere stato fotografo per la polizia e di aver visto brutte cose: la storia smentirà questo suo supposto lavoro. Nel filmato scorrono immagini forti in puro stile Faces of Death. Immagini pesanti ed eccessivamente inappropriate per il tenore generale della pellicola. Poi passa a parlare del mare e ne parla con in testa un cappello da, appunto, lupo di mare. Tesse le odi di D'Annunzio e dice che questi è il suo modello perché aveva una vita privata ma nello stesso tempo aveva una vita pubblica tale che gli altri erano meno interessanti di lui; per questo LaVey lo ammira. Segue invettiva contro la televisione che sarebbe la nuova religione e che ha più presa sul pubblico di quanto ne abbia il cristainesimo classico. Concordo. Concludono questo blocco altri satanisti convinti che parlano bene di LaVey. Ovviamente. 7) L'Inno dell'Impero Satanico - Poesia che sarebbe l'inno satanico accompagnato da immagini di vecchi film con protagonista il diavolo 8) Parola Finale - Saluta tutti con zoom e fermo immagine sui suoi occhi mefistofelici.
Che dire. Il filmato è fatto male, camp, con colori sparati, mani nell'inquadratura, dilettantistico, etc... Ne viene fuori il ritratto di un uomo neanche così tanto eccentrico, forse anche un po' solo. Ne sconsiglio la visione a tutti: credo che rimarrebbe deluso anche il satanista più convinto. Rimane interessante, ovviamente per la tematica e per il livello di weird. Prima era raro, adesso ha perso anche quella qualità