La Frase dal Film:
"Specista!" "Specista?"
"E' uno che ha dei pregiudizi verso le altre specie"
"Sì, lo so ma... non me l'avevano mai detto"
La formula di Species, cioè
"Sangue e Tette", si è conquistata un certo
numero di estimatori che sono perfettamente coscienti dei
limiti di questa produzione, ma trovano che il tutto sia
fondamentalmente godibile seppur non paragonabile ad un
buon horror-scifi. Rimane il fatto che con questo terzo
episodio le cose si sono spinte troppo oltre, il che significa
che Species III è fondamentalmente un passo
indietro, a vari livelli. In questo film, nato direttamente
per il DVD, il sangue c'è, le tette pure, ma c'è
anche tanta noia. Il mega laboratorio militare ultratech
degli episodi precedenti è stato trasferito nella
cantinetta di un professore di università che si
diletta a fare il Frankenstein della situazione. Lo affiancano
uno studentello geniale e l'ibrida Sara che ha un seno da
urlo e non manca di mostrarci petto e cosce. L'ambientazione
da college e il volto poco noto degli attori trasformano
Species III in una sorta di Dawson Creek horror-scifi,
il che è abbastanza avvilente dal momento che una
volta avevavo la possibilità di vedere in azione
Alfred Molina, Ben Kingsley e Forrest Whitacker. Natasha
Henstridge fa una breve apparizione e lascia il compito
di mostrarsi nuda alla giovane Sunny Mabrey, che però,
lasciatemi dire, mangia la polvere quando le sia affianca
l'altra ibrida di nome Amelia (Amelia Cooke), una bruna
da sturbo che si aggira in Lamborghini (o Ferrari, non ricordo)
tanto per non farsi notare. L'accoppiata bionda/bruna dà
quel tocco saffico che piace tanto a noi terrestri. Il livello
gore cala un po' rispetto al secondo film, ma tutto sommato
rimane ancora alto, il che garantisce un certo spasso per
un film che a volte spinge a guardare l'orologio per vedere
"quanto manca": 90 minuti sarebbero stati più
che sufficienti. L'idea finale di creare un compagno a Sara
in modo che i due se ne vadano per il mondo pacifici, è
l'ennesima reprise del mito di Frankenstein però
riveduto e corretto con l'happy-ending. Tenuto conto delle
limitazioni del budget, il film non è infame, ma
tali limiti traspaiono tutti e l'aria che si respira è
proprio quella dell'home video. Se avete visto i due primi
film del 1995 e del 1998, allora potreste aver voglia di
vedere anche Species III, altrimenti potete anche
tranquillamente evitare. Si vocifera che la MGM abbia richiamato
Ben Ripley (sceneggiatrice) per scrivere quello che dovrebbe
essere Species IV. A questo punto la domada è:
perché farsi ancora del male?
Preceduto da Specie
Mortale (1995), e Species II
(1998), seguito da Species 4: il Risveglio (2007).