TRAMA
Il film è ambientato
nella periferia est di Londra tra il 1960 e il 1980. Spider vede
suo padre uccidere brutalmente sua madre e rimpiazzarla con una
prostituta, Yvonne. Convinto che stiano tramando di uccidere anche
lui, Spider ordisce un piano folle che porta avanti fino alle
estreme conseguenze. Anni dopo, Spider viene rilasciato e messo
in una struttura che si occupa di reinserire ex detenuti, dove
la proprietaria, Mrs. Wilkinson non lo considera con le dovute
attenzioni. Senza più nessuno che lo controlli, Spider
smette di prendere le medicine e si trova a rivivere i fantasmi
della sua infanzia. I tentativi di trovare conferma al ricordo
delirante del suo passato lo portano pian piano a scoprire la
verità... (dal retro del DVD distribuito dalla
Fandango).
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SPIDER |
(titolo
or.: Spider - Canada
- 2002 - 95min - Colore) |
di David
Cronenberg |
| GENERE |
DRAMA - THRILLER |
| IN BREVE |
Un esperimento
interessante, un Cronenberg diverso dal solito. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La Frase dal film:
"L'abito fa la persona, e meno c'è la persona
più c'è l'abito"
Tratto dal romanzo del 1990 di Patrick
McGrath, un film che procede lento e inesorabile come la
mente malata del protagonista. Un'opera davvero interessante
e inaspettata conoscendo le precedenti fatiche del regista
canadese. Questa volta Cronenberg abbandona le suggestioni
della "carne" tipiche dei suoi film per strutturare
un viaggio nella mente di uno schizofrenico. E' proprio
questa la vera forza del film e non il finale che in fin
dei conti non è così né originale né
scioccante (nella sezione degli spoilers chiarirò
meglio il finale e i meccanismi psicologici sottostanti).
Per apprezzare questa pellicola occorre non avere fretta
di svelare l'arcano che sta dietro al disagio di Spider,
né spazientirsi perché non accade nulla di
eclatante. In effetti il film procede piano come i piccoli
passi che muove il protagonista, si ferma, retrocede e sembra
non decollare mai, sembra non prendere mai il via. Il segreto
stia nel farsi rapire dalla dimensione psicologica del protagonista,
dalle sue manie, dai suoi silenzi continuamente inframezzati
da bisbiglii indistinti. E' un vero e proprio viaggio nei
meandri del cervello, è un modo di vedere la realtà
come la vede Spider. Forse è solo un esercizio di
stile da parte del regista e forse, da questo punto di vista,
se lo spettatore non riesce ad entrare in contatto empatico
con il protagonista (cosa assai difficile da farsi con gli
schizofrenici), il tutto rimane un freddo e distaccato racconto
di un disagio mentale. Comunque l'interpretazione di Fiennes
è eccellente, e la è soprattutto quella triplice
della Richardson. Splendide, cupe e diroccate le locations
e la fredda fotografia. Qualcuno potrebbe essere infastidito
nel non riconoscere il Cronenberg di Videodrome,
ma altri potrebbero essere lieti di trovare una certa
affinità fra Spider ed Il
Pasto Nudo (1991). Altri ancora potrebbero essere sfiancati
dalla lentezza della pellicola ma consiglio di tener duro
per non perdersi un finale che dà davvero senso al
tutto. Insomma, se Les Cahiers du Cinéma hanno definito
Spider l'ottavo film più bello del 2002,
ci sarà ben un motivo! Per molti ma non per tutti.
Il DVD della Fandango è in 1.85:1
anamorfico, italiano/inglese dolby 5.1 e sottotitoli italiani.
Fra gli extra intervista al regista e agli interpreti principali.
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