TRAMA

Victor e Victoria si devono sposare nonostante non si conoscano affatto e questo perché le loro rispettive famiglie hanno così decretato. La famiglia di Victor mira al titolo nobiliare e quella di Victoria vorrebbe sfruttare le ricchezze dei genitori di Victor per risollevare le sorti economiche del proprio casato. La prova di nozze va malissimo a causa dell'agitazione e della timidezza di Victor il quale scappa nel bosco per la vergogna. Convinto comunque di sposare Victoria, della quale sembra essersi invaghito a prima vista, Victor passeggia nel bosco provando e riprovando il testo della promessa di matrimonio, non sapendo che una giovane morta sepellita lì vicino lo sta ascoltando dall'Aldilà e scambierà le parole proferite dal ragazzo per una promessa fatta a lei.


LA SPOSA CADAVERE
(titolo or.: Corpse Bride - USA - 2005 - 76min - Colore)

di Tim Burton e Mike Johnson

GENERE
ANIMAZIONE STOPMOTION - HORROR - MUSICAL - ROMANCE
IN BREVE
Una favola alla Tim Burton's style che tocca il cuore. Grande tecnica, grandi sentimenti, grande film.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Dai dai che tocca anche a te / Morire ad oltranza che male c'è / Prova a scappar, raccomandati ai santi / ma dovremo al fin morir tutti quanti"

Non c'è che dire: Tim Burton è sempre Tim Burton e parrebbe davvero sgradevole applicare a questo cineasta il solito lento (magari, aimé valido per Woody Allen) secondo il quale "o lo si odia o lo si ama" anche perché odiare Burton vorrebbe dire tagliarsi fuori da un insieme di film eccellenti prodotti dall'attuale miglior regista al mondo di pellicole gotiche. Come è possibile non rimanere incantati dalla sua dimensione del fantastico? Come non si può essere rapiti dal modo in cui sa dosare luci ed ombre e presentarci l'orrorifico in un'ottica non minacciosa? Cosa dei suoi antieroi affascinanti, ombrosi, timidi ma grandi nel cuore? La Sposa Cadavere ripropone lo stile e le tecniche del precedente Nightmare before Christmas (1993) con il quale perde il confronto solamente rispetto all'incisività dell'personaggio principale (Jack Skeleton vs. Victor Van Dort) ma che surclassa per tecnica, storia, realizzazione e personaggi. Mentre il film del '93 (che ricordo non era stato diretto da Tim Burton ma da Henry Selick) pareva più un amusement di classe, La Sposa Cadavere è una favola che parla davvero al cuore, grazie a tre personaggi ben distinti che fondamentalmente chiedono la medesima cosa: amare ed essere amati a propria volta (il che, come ricorderanno gli amanti di Moulin Rouge [2001], è fondamentale!). Impossibile per lo spettatore parteggiare per l'una o per l'altra donna, poiché entrambe vivono il medesimo sentimento e l'unico tratto che le distingue è il non trascurabile fatto di essere l'una viva e l'altra morta. La conclusione del film porta una risoluzione che lo spettatore da sé non potrebbe quindi trovare, e pare insegnarci che i problemi irrisolti ci seguono ovunque (forse pure nell'aldilà) ed occorre giungere a delle verità nel corso dell'esistenza che possano davvero renderci spiriti liberi (come le farfalle: in greco "psiche", lo stesso termine per "anima"). Come spesso è stato possibile osservare nei film del regista, da Beetlejuice - Spiritello porcello (1988) al sopracitato Nightmare Before Christmas (1993) a Big Fish (2003) Tim Burton riafferma il primato del mito, del diverso, della necessità dell'utopia al di là della quale ciò che esiste è ammantato di tetro materialismo: o forse, detto in maniera meno roboante ma non meno deprimente, la realtà materiale di tutti i giorni è una schifezza se messa al confronto con la fantasia e l'arte. Ecco, per inciso, il terreno d'incontro fra Burton e Woody Allen, artisti che differiscono solo nello stile esplicativo del medesimo messaggio. Quindi, l'Aldilà che ci viene mostrato ne La Sposa Cadavere è un universo di morte solo sulla carta, ma più vivo, gioioso e colorato di quanto non sia la vita sulla terra: grigia di colore, compassata e mossa solamente da finalità grette e materiali. Non c'è sulla terra persona che sia davvero positiva, neppure il prete così "vicino" a Dio pare essere all'altezza del dono che Dio stessa ha dato: l'amore. Sono solo tre i personaggi vivi che sanno amare. Victor, alienato e goffo sulla terra come l'albatros di Baudelaire; Victoria Everglot i cui afflati sentimentali sono tarpati dalla cupidigia dei genitori, reclusa nella sua stanza e quindi alienata dal mondo; poi c'è il bambino che va incontro al nonno morto, come dire che almeno l'infanzia non è stata ancora corrotta dal reale e sa andare incontro alla fantasia. Il resto, tutto il resto, sono imponenti edifici vittoriani grigi e vuoti tronfi solo per la loro incontenibile ambizione ed orgoglio; nel bar "sotto terra", invece, ci si diverte, si canta e si balla. Riletture a parte, ciò che rimane è un immenso lavoro tecnico compiuto con la pazienza certosina che richiede la tecnica dello stop-motion grazie alla quale è stato possibile dare vita a dei "semplici" pupazzi. Ogni singolo frame di questo film è un piccolo capolavoro di tecnica e stile gotico. Ogni scena di questo film è un ribaltamento della realtà in nome del mito e del sogno, fino ad un iconoclastico ribaltamento del sogno stesso in ottica gotica: come quando i ragni intessono il vestito della sposa cadavere al pari degli uccellini in Cenerentola (1950). Spero che questo film vi piaccia, come spero che, qualunque sia la vostra età, vi facciate sempre rapire dal sogno. Da vedere e acquistare.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

La voce del verme che esce dall'occhio della Sposa Cadavere, così come l'aspetto del volto e le sue espressioni, sono ispirati all'attore Peter Lorre (M - Il mostro di Düsseldorf, 1931).

I pupazzi sono alti 61 cm.

Questa è la prima grossa produzione della neonata Laika Studios di Portland (Oregon), attualmente proprietà di Phil Knight, co-fondatore della Nike. Insomma, uno che ha pochi soldi...

In un momento del film Lord Finnis Everglot chiama "per errore" Victor col nome di Vincent. Questo è un riferimento al primo cortometraggio animato in stop-motion di Tim Burton che si chiamava appunto Vincent (1982).

Le riprese durarono 55 settimane e furono scattati 109.440 singoli frames.

Gli schelettri nel balletto si muovono rifacendo gesti visti nel vecchio corto animato della Disney The Skeleton Dance (1929).

I piccoli elementi che si muovevano, come le fiamme delle candele, furono riprese in MiniDV (Digital Video).

Furono costruiti diversi pupazzi identici degli stessi soggetti in modo da velocizzare la lavorazione. C'erano a disposizione 14 pupazzi della Sposa e di Victor, e 13 solo per Victoria.

I pupazzi erano fatti di un'armatura di acciaio inossidabile coperta da una pelle di silicone.

E' il primo film in stop-motion montato usando il Final Cut Pro della Apple.

E' il primo film ad essere stato realizzato con delle macchine fotografiche al posto di telecamere. Le macchine fotografiche digitali, normalmente in commercio, furono 31 Canon EOS-1Ds Mark II SLR con lenti Nikon.

Il film è dedicato a Joe Ranft. Quest'uomo, morto in un incidente stradale il 16 agosto 2005, lavorò alla Walt Disney come storyboarder. Là conobbe Tim Burton negli anni '80. Joe Ranft è anche stato supervisore allo storyboard del film Tim Burton's The Nightmare Before Christmas (1993) prodotto appunto da Burton.

Soltanto per realizzare il battito delle ciglia della Sposa Cadavere, occorrevano 28 diversi scatti fotografici.

Quando Victor suona il piano si può leggere sulla targhetta del pianoforte il nome "Harryhausen". Questo è il cognome di un famoso animatore della tecnica stop-motion: Ray Harryhausen.

I pupazzi non utilizzavano lo standar classico delle teste sostituibili (come era stato per Tim Burton's The Nightmare Before Christmas del 1993) e neppure le "bocche intercambiabili" (come è stato per Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro, 2005) bensì erano costruite con teste con meccanismi interni che potevano essere modificati tramite chiavi nascoste, modificando di conseguenza l'espressione. Questa nuova tecnica permise una precisione mai vista prima ma rese il lavoro ancor più complesso e sfiancante.


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