La Frase dal Film:
"Dai dai che tocca anche a te / Morire ad oltranza
che male c'è / Prova a scappar, raccomandati ai santi
/ ma dovremo al fin morir tutti quanti"
Non c'è che dire: Tim Burton è
sempre Tim Burton e parrebbe davvero sgradevole applicare
a questo cineasta il solito lento (magari, aimé valido
per Woody Allen) secondo il quale "o lo si odia o lo
si ama" anche perché odiare Burton vorrebbe
dire tagliarsi fuori da un insieme di film eccellenti prodotti
dall'attuale miglior regista al mondo di pellicole gotiche.
Come è possibile non rimanere incantati dalla sua
dimensione del fantastico? Come non si può essere
rapiti dal modo in cui sa dosare luci ed ombre e presentarci
l'orrorifico in un'ottica non minacciosa? Cosa dei suoi
antieroi affascinanti, ombrosi, timidi ma grandi nel cuore?
La Sposa Cadavere ripropone lo stile e le tecniche
del precedente Nightmare
before Christmas (1993) con il quale perde il confronto
solamente rispetto all'incisività dell'personaggio
principale (Jack Skeleton vs. Victor Van Dort) ma che surclassa
per tecnica, storia, realizzazione e personaggi. Mentre
il film del '93 (che ricordo non era stato diretto da Tim
Burton ma da Henry Selick) pareva più un amusement
di classe, La Sposa Cadavere è una favola
che parla davvero al cuore, grazie a tre personaggi ben
distinti che fondamentalmente chiedono la medesima cosa:
amare ed essere amati a propria volta (il che, come ricorderanno
gli amanti di Moulin Rouge [2001], è fondamentale!).
Impossibile per lo spettatore parteggiare per l'una o per
l'altra donna, poiché entrambe vivono il medesimo
sentimento e l'unico tratto che le distingue è il
non trascurabile fatto di essere l'una viva e l'altra morta.
La conclusione del film porta una risoluzione che lo spettatore
da sé non potrebbe quindi trovare, e pare insegnarci
che i problemi irrisolti ci seguono ovunque (forse pure
nell'aldilà) ed occorre giungere a delle verità
nel corso dell'esistenza che possano davvero renderci spiriti
liberi (come le farfalle: in greco "psiche", lo
stesso termine per "anima"). Come spesso è
stato possibile osservare nei film del regista, da Beetlejuice
- Spiritello porcello (1988) al sopracitato Nightmare
Before Christmas (1993) a Big Fish (2003)
Tim Burton riafferma il primato del mito, del diverso, della
necessità dell'utopia al di là della quale
ciò che esiste è ammantato di tetro materialismo:
o forse, detto in maniera meno roboante ma non meno deprimente,
la realtà materiale di tutti i giorni è una
schifezza se messa al confronto con la fantasia e l'arte.
Ecco, per inciso, il terreno d'incontro fra Burton e Woody
Allen, artisti che differiscono solo nello stile esplicativo
del medesimo messaggio. Quindi, l'Aldilà che ci viene
mostrato ne La Sposa Cadavere è un universo
di morte solo sulla carta, ma più vivo, gioioso e
colorato di quanto non sia la vita sulla terra: grigia di
colore, compassata e mossa solamente da finalità
grette e materiali. Non c'è sulla terra persona che
sia davvero positiva, neppure il prete così "vicino"
a Dio pare essere all'altezza del dono che Dio stessa ha
dato: l'amore. Sono solo tre i personaggi vivi che sanno
amare. Victor, alienato e goffo sulla terra come l'albatros
di Baudelaire; Victoria Everglot i cui afflati sentimentali
sono tarpati dalla cupidigia dei genitori, reclusa nella
sua stanza e quindi alienata dal mondo; poi c'è il
bambino che va incontro al nonno morto, come dire che almeno
l'infanzia non è stata ancora corrotta dal reale
e sa andare incontro alla fantasia. Il resto, tutto il resto,
sono imponenti edifici vittoriani grigi e vuoti tronfi solo
per la loro incontenibile ambizione ed orgoglio; nel bar
"sotto terra", invece, ci si diverte, si canta
e si balla. Riletture a parte, ciò che rimane è
un immenso lavoro tecnico compiuto con la pazienza certosina
che richiede la tecnica dello stop-motion grazie alla quale
è stato possibile dare vita a dei "semplici"
pupazzi. Ogni singolo frame di questo film è un piccolo
capolavoro di tecnica e stile gotico. Ogni scena di questo
film è un ribaltamento della realtà in nome
del mito e del sogno, fino ad un iconoclastico ribaltamento
del sogno stesso in ottica gotica: come quando i ragni intessono
il vestito della sposa cadavere al pari degli uccellini
in Cenerentola (1950). Spero che
questo film vi piaccia, come spero che, qualunque sia la
vostra età, vi facciate sempre rapire dal sogno.
Da vedere e acquistare.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La voce del verme che esce dall'occhio
della Sposa Cadavere, così come l'aspetto del volto
e le sue espressioni, sono ispirati all'attore Peter Lorre
(M - Il
mostro di Düsseldorf, 1931).
I pupazzi sono alti 61 cm.
Questa è la prima grossa produzione
della neonata Laika Studios di Portland (Oregon), attualmente
proprietà di Phil Knight, co-fondatore della Nike.
Insomma, uno che ha pochi soldi...
In un momento del film Lord Finnis Everglot
chiama "per errore" Victor col nome di Vincent.
Questo è un riferimento al primo cortometraggio animato
in stop-motion di Tim Burton che si chiamava appunto Vincent
(1982).
Le riprese durarono 55 settimane e furono
scattati 109.440 singoli frames.
Gli schelettri nel balletto si muovono
rifacendo gesti visti nel vecchio corto animato della Disney
The Skeleton Dance (1929).
I piccoli elementi che si muovevano, come
le fiamme delle candele, furono riprese in MiniDV (Digital
Video).
Furono costruiti diversi pupazzi identici
degli stessi soggetti in modo da velocizzare la lavorazione.
C'erano a disposizione 14 pupazzi della Sposa e di Victor,
e 13 solo per Victoria.
I pupazzi erano fatti di un'armatura di
acciaio inossidabile coperta da una pelle di silicone.
E' il primo film in stop-motion montato
usando il Final Cut Pro della Apple.
E' il primo film ad essere stato realizzato
con delle macchine fotografiche al posto di telecamere.
Le macchine fotografiche digitali, normalmente in commercio,
furono 31 Canon EOS-1Ds Mark II SLR con lenti Nikon.
Il film è dedicato a Joe Ranft.
Quest'uomo, morto in un incidente stradale il 16 agosto
2005, lavorò alla Walt Disney come storyboarder.
Là conobbe Tim Burton negli anni '80. Joe Ranft è
anche stato supervisore allo storyboard del film Tim
Burton's The Nightmare Before Christmas (1993) prodotto
appunto da Burton.
Soltanto per realizzare il battito delle
ciglia della Sposa Cadavere, occorrevano 28 diversi scatti
fotografici.
Quando Victor suona il piano si può
leggere sulla targhetta del pianoforte il nome "Harryhausen".
Questo è il cognome di un famoso animatore della
tecnica stop-motion: Ray Harryhausen.
I pupazzi non utilizzavano lo standar classico
delle teste sostituibili (come era stato per Tim Burton's
The Nightmare Before Christmas del 1993) e neppure
le "bocche intercambiabili" (come è stato
per Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio
mannaro, 2005) bensì erano costruite con teste
con meccanismi interni che potevano essere modificati tramite
chiavi nascoste, modificando di conseguenza l'espressione.
Questa nuova tecnica permise una precisione mai vista prima
ma rese il lavoro ancor più complesso e sfiancante.