La Frase dal Film:
"Barbie, mangiati il fegato!"
Non tutti ci sono riusciti. Nel senso che
non tutti gli eroi horror-slasher degli anni '80 sono riusciti
a risalire dall'abisso nel quale si erano cacciati dopo
innumerevoli sequels mal riusciti. Jason Voorhees, per dirne
uno. Grazie ad una donna, Chucky ce la fa; parafrasando
si potrebbe dire che "dietro ad ogni grande killer
c'è una grande donna". Don Mancini, creatore
del soggetto del primo film del 1988 e curatore dei soggetti
e delle sceneggiature dei sequels, fa tesoro della lezione
Craveniana post Scream (1996) e
pone il film in un'ottica più metacinematografica,
ovvero l'horror che prende per i fondelli se stesso, che
gioca con le proprie ossessioni, abbandonando una seriosità
ed una gravità che non fa più colpo, non spaventa
più nessuno tanto è diventata cliché.
Chiaro che Chucky non è così terribile e minaccioso
come nel primo film ma ora è fiero e orgoglioso del
suo agire e nel successivo film autoaffermerà il
suo ruolo ed il suo "nome" ("Io sono la bambola
assassina"). La regia di Ronny Yu, regista Hongkonghese
di film d'azione e di new-horror (Freddy
vs Jason, 2003), mette un po' di pepe alla messa in
scena e la dinamicità del film ne guadagna grandemente,
soprattutto messo a paragone con il fiacchissimo episodio
precedente. A livello tecnico e di SFX il film presenta
grandi miglioramente ed il movimento delle bambole è
molto naturale così come le espressioni dei loro
volti. Non si può dire lo stesso per gli attori,
legnosi e fondamentalmente di contorno rispetto all'azione
dei pupazzi. Il plot (o meglio sub-plot) dei due giovani,
novelli Romeo e Giulietta, che scappano che conquistarsi
un angolo di paradiso è mero pretesto per vedere
all'opera Chucky e consorte, fuggitivi pericolosi come Bonnie
and Clyde. Nonostante il livello gore non sia altissimo,
il film offre dei buoni momenti splatter, ma soprattutto
c'è una certa ricerca per la spettacolarità
che in una pellicola del genere non stona affatto: l'omicidio
nel motel, la posizione della mdp sulla quale cadono i vetri
(digitali), l'esplosione del letto ad acqua è davvero
una scena madre memorabile (credo che quelli di Final
Destination si siano mangiati le mani per non averci
pensato prima!). Per non parlare dello sposalizio improvvisato
e del sesso fra Chucky e Tiffany. Molte persone, soprattutto
quelle non appasionate di horror (alle quali sfuggiranno
tutti i riferimenti "colti"), non sapranno che
farsene di questo film e lo giudicheranno una cretinata
che "non fa paura" e/o "era meglio il primo".
Si tratta di due film differenti, di due stili cinematografici
differenti dettati dai cambiamenti del tempo e del pubblico.
Se vi sfugge che il film prende in giro se stesso, vi sentirete
presi in giro e probabilmente non apprezzerete questo quarto
capitolo della saga di Chucky, se invece riderete con lui
saprete perdonarne gli evidenti limiti e potrete fare di
questa pellicola un'ora e mezza di sano horror-intrattenimento.
Non si poteva fare di meglio per rivificare il mito di questo
bambolotto che all'inizio degli anni '90 sembrava essere
già arrivato al capolinea; Il figlio di Chucky,
il quinto film, è ancora più citazionista
e dissacrante.
La saga di Chucky è composta da:
La bambola assassina
(1988), La bambola assassina
2 (1990), La bambola
assassina 3 (1991), La sposa di Chucky - Il ritorno
della bambola assassina (1998), Il
figlio di Chucky (2004).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 25 milioni
di dollari e ne ha incassati poco più di 50 milioni.
La canzone iniziale è scritta e
cantata dal regista Rob Zombie.
Nel film si vedono immagini del film La
moglie di Frankenstein (1935).
Nella scena iniziale si vedono chiusi negli
armadietti di sicurezza della polizia, i seguenti oggetti
confiscati: la maschera di Michael Myers (Halloween),
quella di Jason (Venerdì
13), la motosega di Leatherface (Non
aprite quella porta) e il guanto di Freddy Krueger (Nightmare).
Nel film un personaggio si chiama Damien
Baylock. Nell'horror Il Presagio
(The Omen, 1976) il bambino satanico si chiama
Damien e la sua devota tata Mrs. Baylock.
Il poster che vedete a sinistra è
praticamente una parodia del poster di Scream
2 (1997).
La data sui ritagli di giornale che si
vedono all'inizio del film e la data di morte sulla lapide
di Charles Lee Ray indicano il 9 novembre 1988, il giorno
in cui il primo La bambola assassina uscì
sul grande schermo.
Nella sequenza iniziale, appena il poliziotto
entra nel deposito, alcuni dicono di aver visto sullo scaffale
a sinistra le bambole dal film Puppet
Master - Il burattinaio (1989). In effetti si vedono
dei pupazzi, ma a me non pare proprio che si tratti di Blade
e soci.
Quando John Ritter viene ucciso la sua
faccia, infilzata dai chiodi, ricorda quella di Pinhead
di Hellraiser (1987). Anche
Chucky se ne accorge, infatti dice che "ha qualcosa
di famigliare".