TRAMA

Tiffany (Jennifer Tilly), l'amante di Charles Lee Ray, recupera Chucky, gli dà una sistemata e con la solita evocazione voodoo lo riporta in vita. Il pupazzo ingrato non resiste alla tentazione di uccidere la donna per avere una vera bambola al suo fianco. Come pupazzi i due si imbarcano in un viaggio verso il New Jersey dove potranno recuperare l'amuleto che potrebbe permettergli di recuperare un aspetto umano. Il passaggio se lo fanno dare dagli ignari Jade (Katherine Heigl) e Jesse (Nick Stabile) che stanno scappando per coronare il loro sogno d'amore.


LA SPOSA DI CHUCKY - Il ritorno della bambola assassina
(titolo or.: Bride of Chucky - USA - 1998 - 89min - Colore)

di Ronny Yu

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
L'idea di prenedersi poco sul serio riesce a rivificare questa saga che sembrava morta. Nulla di mitico, ma si tratta di cinema più intelligente di quello che sembra.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Barbie, mangiati il fegato!"

Non tutti ci sono riusciti. Nel senso che non tutti gli eroi horror-slasher degli anni '80 sono riusciti a risalire dall'abisso nel quale si erano cacciati dopo innumerevoli sequels mal riusciti. Jason Voorhees, per dirne uno. Grazie ad una donna, Chucky ce la fa; parafrasando si potrebbe dire che "dietro ad ogni grande killer c'è una grande donna". Don Mancini, creatore del soggetto del primo film del 1988 e curatore dei soggetti e delle sceneggiature dei sequels, fa tesoro della lezione Craveniana post Scream (1996) e pone il film in un'ottica più metacinematografica, ovvero l'horror che prende per i fondelli se stesso, che gioca con le proprie ossessioni, abbandonando una seriosità ed una gravità che non fa più colpo, non spaventa più nessuno tanto è diventata cliché. Chiaro che Chucky non è così terribile e minaccioso come nel primo film ma ora è fiero e orgoglioso del suo agire e nel successivo film autoaffermerà il suo ruolo ed il suo "nome" ("Io sono la bambola assassina"). La regia di Ronny Yu, regista Hongkonghese di film d'azione e di new-horror (Freddy vs Jason, 2003), mette un po' di pepe alla messa in scena e la dinamicità del film ne guadagna grandemente, soprattutto messo a paragone con il fiacchissimo episodio precedente. A livello tecnico e di SFX il film presenta grandi miglioramente ed il movimento delle bambole è molto naturale così come le espressioni dei loro volti. Non si può dire lo stesso per gli attori, legnosi e fondamentalmente di contorno rispetto all'azione dei pupazzi. Il plot (o meglio sub-plot) dei due giovani, novelli Romeo e Giulietta, che scappano che conquistarsi un angolo di paradiso è mero pretesto per vedere all'opera Chucky e consorte, fuggitivi pericolosi come Bonnie and Clyde. Nonostante il livello gore non sia altissimo, il film offre dei buoni momenti splatter, ma soprattutto c'è una certa ricerca per la spettacolarità che in una pellicola del genere non stona affatto: l'omicidio nel motel, la posizione della mdp sulla quale cadono i vetri (digitali), l'esplosione del letto ad acqua è davvero una scena madre memorabile (credo che quelli di Final Destination si siano mangiati le mani per non averci pensato prima!). Per non parlare dello sposalizio improvvisato e del sesso fra Chucky e Tiffany. Molte persone, soprattutto quelle non appasionate di horror (alle quali sfuggiranno tutti i riferimenti "colti"), non sapranno che farsene di questo film e lo giudicheranno una cretinata che "non fa paura" e/o "era meglio il primo". Si tratta di due film differenti, di due stili cinematografici differenti dettati dai cambiamenti del tempo e del pubblico. Se vi sfugge che il film prende in giro se stesso, vi sentirete presi in giro e probabilmente non apprezzerete questo quarto capitolo della saga di Chucky, se invece riderete con lui saprete perdonarne gli evidenti limiti e potrete fare di questa pellicola un'ora e mezza di sano horror-intrattenimento. Non si poteva fare di meglio per rivificare il mito di questo bambolotto che all'inizio degli anni '90 sembrava essere già arrivato al capolinea; Il figlio di Chucky, il quinto film, è ancora più citazionista e dissacrante.

La saga di Chucky è composta da: La bambola assassina (1988), La bambola assassina 2 (1990), La bambola assassina 3 (1991), La sposa di Chucky - Il ritorno della bambola assassina (1998), Il figlio di Chucky (2004).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è costato circa 25 milioni di dollari e ne ha incassati poco più di 50 milioni.

La canzone iniziale è scritta e cantata dal regista Rob Zombie.

Nel film si vedono immagini del film La moglie di Frankenstein (1935).

Nella scena iniziale si vedono chiusi negli armadietti di sicurezza della polizia, i seguenti oggetti confiscati: la maschera di Michael Myers (Halloween), quella di Jason (Venerdì 13), la motosega di Leatherface (Non aprite quella porta) e il guanto di Freddy Krueger (Nightmare).

Nel film un personaggio si chiama Damien Baylock. Nell'horror Il Presagio (The Omen, 1976) il bambino satanico si chiama Damien e la sua devota tata Mrs. Baylock.

Il poster che vedete a sinistra è praticamente una parodia del poster di Scream 2 (1997).

La data sui ritagli di giornale che si vedono all'inizio del film e la data di morte sulla lapide di Charles Lee Ray indicano il 9 novembre 1988, il giorno in cui il primo La bambola assassina uscì sul grande schermo.

Nella sequenza iniziale, appena il poliziotto entra nel deposito, alcuni dicono di aver visto sullo scaffale a sinistra le bambole dal film Puppet Master - Il burattinaio (1989). In effetti si vedono dei pupazzi, ma a me non pare proprio che si tratti di Blade e soci.

Quando John Ritter viene ucciso la sua faccia, infilzata dai chiodi, ricorda quella di Pinhead di Hellraiser (1987). Anche Chucky se ne accorge, infatti dice che "ha qualcosa di famigliare".

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