La Frase dal Film:
"Ciò che io volevo farle credere, è che io fossi una vecchia che vive qui sola. Ora sa che non sono sola. Ho un figlio. Mio figlio è malato, la sua malattia ha distrutto la mia pace in questi ultimi anni"
Primo degli otto sequel successivi al successone di Dracula il Vampiro (1958) che proiettò Christopher Lee, Peter Cushing, Terence Fisher e la Hammer Film tutta, nel gotha del cinema horror. Il primo seguito di quel blockbuster soffriva, però, per la mancanza di Lee, il quale non voleva legare indissolubilmente il proprio volto al conte vampiro (cosa che accadrà comunque) o, secondo i più informati, non venne nemmeno contattato dai produttori della Hammer, certi che l'attore, ormai famoso, avrebbe chiesto troppi soldi per l'ingaggio. Fortunetamente Lee tornò nei panni di Dracula nel film successivo. Rimaneva quindi, per Le Spose di Dracula, il problema di un film senza Dracula, ma con protagonista un barone dal capello biondo-rossiccio non proprio esaltante. La mancanza di Lee poteva essere un inciampo ben più grave se non fosse stato per la bravura del regista, dello sceneggiatore Sangster e per la professionalità di Cushing di dar vita a qualcosa non solo credibile, ma di un'effettiva classe. All'apparenza Le Spose di Dracula fa un passo indietro rispetto alla modernità portata da Dracula il Vampiro, ripescando una certa melodrammaticità e un certo gusto gotico un po' barocco. Tuttavia il film si apre in maniera intrigante con la protagonista lasciata sola a non capire in che trappola è stata attirata (lo sanno gli altri personaggi e lo intuisce lo spettatore). L'azione si svolge in un ambiente gotico e sfarzoso, permeato di sottigliezze malsane che stanno fra l'edipico e l'incestuoso: si pensi alla mamma che chiude il figlio in casa e gli fornisce vittime o alla vecchia cameriera "legata" al barone. La bella e verginale protagonista vale ancora come richiamo sessuale ma il suo gioco con il vampiro non ha lo stesso mordente e non vale tanto quanto visto nel film del 1958; in ogni caso la presenza delle spose del vampiro del titolo dà il proprio contributo al potenziale erotico della faccenda (senza che venga mostrato nulla, però!). Giganteggia Cushing/Van Helsing che appare dopo parecchi minuti di avvio e si presta a scene forti come quella nella quale viene morsicato dal vampiro, si cauterizza la mano con un ferro rovente e poi ci versa sopra acqua santa per bloccare l'infezione. Il finale del film, con lo scontro fra le vampiresse, il barone e Van Helsing all'interno del mulino vale tanto quanto il mitico scontro del 1958 fra Cushing e Christopehr Lee. In definitiva, non si tratta di un "indispensabile" ma non è affatto così inferiore a Dracula il Vampiro come si potrebbe supporre; Le Spose di Dracula è un dignitosissimo sequel, perfetto per chi ama le pellicole d'annata e rivelatore rispetto alla professionalità di coloro che lo realizzarono.
Preceduto da Dracula il Vampiro (1958) e seguito da Dracula principe delle tenebre (1965), Le amanti di Dracula (1968), Una messa per Dracula (1969), Il Marchio di Dracula (1970), 1972: Dracula colpisce ancora (1972), I satanici riti di Dracula (1973), La leggenda dei 7 vampiri d'oro (1974).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il finale originale prevedeva che il vampiro fosse ucciso da un gruppo di pipistrelli. L'effetto risultò al momento troppo costoso; l'idea fu utilizzata tre anni dopo per il finale de Il Mistero del Castello (The Kiss of the Vampire, 1963).
La scena in cui il barone usa i poteri mentali per fare in modo che sua madre venga verso di lui, è un omaggio alla scena del Dracula del 1931 in cui il Vampiro ipnotizza Van Helsing.
Gli effettisti ci misero molto impegno per realizzare un modello realistico di pipistrello che però andò perso (o rubato) e dovette essere sostituito in brevissimo tempo con un modello più scarso, il che giustifica il goffo effetto che si vede nel film.
Il finale con lo scontro nel mulino è un omaggio al Frankenstein del 1931.
Il film si svolge alla fine del XIX secolo, ma quando Marianne è in camera del barone Meinster, sul tavolo si vede una lampada elettrica.