TRAMA

Il macellaio Otto Lehman (Victor Bruno) viene rilasciato dal manicomio perché guarito. Torna ad operare nel suo negozio ma al primo litigio con la moglie, la uccide e ne fa salsicce. Il giornalista Mike (Brad Harris) cerca di risolvere il caso.

 


LO STRANGOLATORE DI VIENNA
Italia/Germania - 1970 - 83' - colore

di John Zurli [Guido Zurli] e John Ireland (non accreditato)

GENERE
HORROR - COMEDY
IN BREVE
Atmosfera datatissima. Victor Bruno è perfetto nella parte ma non può fare tutto da solo. Regia e scenografia insufficienti. Però si lascia guardare con colpevoole piacere.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “Che cosa diavolo c'hai dato da mangiare?” "Salsicce di Vienna, e le migliori!" "E chi le fa queste tue maledette salsicce di Vienna?" "La macelleria di Otto Lehman" "Da questo momento ti guarderai bene dal servirti ancora da quel bastardo" "Ma come, non sono buone?" "Ho uno stomaco di ferro ma i bottoni non riesce ancora a digerirli!"

Un tempo film di culto, ora meno, però Lo Strangolatore di Vienna è ancora una riuscita combinazione di horror e commedia, retto tutto sulle larghe spalle del gigione Victor Bruno, una sorta di Richard Burton in Barbablù (1972) ma più viscido e decisamente più grasso. Victor Buono funziona alla perfezione come macellaio pacioso, simpatico ma anche morboso e dagli impulsi incontrollabili. Buona parte del piacere della pellicola vista con occhi moderni deriva dal tranquillizzante bianco e nero e dalla serena prevedibilità della storia, costantemente accompagnata da uno score musicale brechtiano composto da Alessandro Alessandroni; c'è da ridere ma c'è anche da ricordare che il protagonista sta dando da mangiare a mezza Vienna delle salsicce fatte con i propri familiari. Disgustoso, tanto più che il tutto s'inspira a una storia vera*. Il tema alla base è dunque forte e con altri soldi e con altri professionisti probabilmente si sarebbe potuto fare di meglio. La schematica regia di Zurli (e quella di Ireland non accreditato) è incredibilmente datata se si pensa che il film fu girato nel '70 mentre si ha l'impressione di guardare un film degli anni '40; ci ricordiamo di essere nel '70 solo per le scene di nudo femminili. Malissimo anche la scenografia in alcuni casi ridotta davvero al minimo. Quasi assente il sangue nonostante il tema del film: gli omicidi si limitano agli strangolamenti mentre la macellazione dei corpi è data da intendere ellitticamente tramite la visione della macinazione della carne. A parte Bruno nessuno si distingue sul piano attoriale tranne Luca Sportelli, nei panni del cognato del macellaio, che assomiglia un po' a Peter Lorre. Film da riscoprire e, perché no, magari anche da remeccare come si deve.

Noto all'estero come: Der Würger kommt auf leisen Socken (Germania), L'etrangleur de Vienne (Francia), Meat Is Meat o The Mad Butcher (Internazionale), O strangalistis (Grecia).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

L'attore Victor Bruno era un rinomato intenditore di cucina.

Alla fine del film compare la scritta "Buon Appetito" e poco dopo appare una "O" che va a comporre la parola "Buono", in riferimento all'attore protagonista.

* Il film s'ispira vagamente alle imprese del serial killer Fritz Haarmann (1879-1925) detto "Il macellaio di Hannover". Dal 1919 al 1924, Haarmann commise almeno ventiquattro omicidi. Le sue vittime erano marchettari che vagabondavano attorno alle stazioni ferroviarie. Harmann li portava nel proprio appartamento e li uccideva mordendoli alla gola in uno stato di eccitazione sessuale. Durante il processo, si disse che avesse venduto la carne delle vittime al mercato nero spacciandola per carne di maiale, ma non esiste alcuna prova sulla verità di tale affermazione.

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