La Frase dal Film:
"Ora so che cerchi di sfuggirmi...ma il tuo vizio
è una stanza chiusa dal di dentro e solo io ne ho
la chiave"
A chi la citazione sopra riportata suona
come qualcosa di già sentito non sbaglia. Sergio
Martino, in maniera squisitamente autoreferenziale, prende
questa frase, che ne Lo strano vizio della signora Wardh
compare scritta su un bigliettino, e nel 1972 ci costruisce
intorno il film Il
tuo vizio è una stanza chiusa e soli io ne ho la
chiave, portandosi appresso anche la Fenech ed il torvo
Rassimov. Per la cronaca il cast "all stars" verrà
riproposto pure in Tutti
i colori del buio (1972) che vedrà anche la partecipazione
di George Hilton, sull'onda del successo proprio di questo
film in esame. La Fenech ed Hilton andranno così
a creare una delle coppie fisse del thriller anni '70. Che
dire: Sergio Martino debutta nel giallo sotto l'ombra lunga
de L'uccello
delle piume di cristallo (1970) di Argento e impasta
il tutto con il dramma coniugale e un tocco deciso di eros;
d'altra parte la Fenech, "tanta" più che
mai, si presta bene. In effetti questo film riprende le
tematiche de Il caldo corpo di Deborah (1968) ma
si aggiorna al filone giallo-horror, tanto che si dice che
la sceneggiatura venne mutata in quella direzione dopo il
successo del giallo-horror di Argento. Per gli estimatori
del genere è una pacchia dal momento che qui c'è
un po' di tutto: suspance, horror, plot intricato e finalone
inatteso, fiera di tette notevole/i, spunti trash e perfino
un divertito catfighting fra due donne nude, roba che Tarantino
ci metterebbe la firma. Lo strano vizio della signora
Wardh rimane uno dei più influenti gialli dell'epoca.
Questo è dovuto alla buona performance degli attori
e ad un plot intricato ed intrigante, ma soprattutto ad
alcune trovate che hanno riscosso approvazione: vedi quella
del cubetto di ghiaccio, o quella dell'uccisione dell'Airoldi
al parco, poi ripresa da Argento stesso in 4
mosche di velluto grigio (1971). Anche l'aggressione
della Fenech nel garage verrà ripresa da una marea
di films, il più spudorato sarà Dallamano
con La polizia chiede aiuto
(1974). E' ovvio che i non avvezzi al cinema italico di
genere anni '70 potrebbero non gradire e avrebbero le loro
ragioni: alcuni dialoghi sono beceri o tragicomici e gli
sguardi in mdp, impauriti o cupi che siano, fanno scuotere
la testa. Notevoli le parole e le trovate di Hilton che
tenta di sedurre la Fenech. Poco originale l'assassinio
sotto la doccia che echeggia Psyco
(1960). Alcuni potrebbero aver anche da ridire sulla tecnica
registica di Martino. Mi viene da aggiungere che una qualche
goccia in più di sangue, od un tocco sadico in più
negli omicidi, non avrebbe guastato. Le critiche ci stanno
tutte, ma il risultato rimane invariato: Lo strano vizio
della signora Wardh rimane una pietra migliare del
thriller di casa nostra, più importante per il successo
del genere negli anni seguenti che per meriti intrinseci.
Il finale shock, comunque, rimane uno dei migliori in circolazione,
ma basterebbe la Fenech che, nuda, si becca una pioggia
di cocci di bottiglia e fa sesso fra vetro e sangue...ahhh,
eros&thanatos! Dimenticavo, musiche di Nora Orlandi.
Noto all'estero come: The strange vision
of Mrs Ward o Next! o Blade of the ripper
o The next victim! (titoli UK e USA), L'étrange
vice de Madame Wardh (Francia), La perversa señora
Ward (Spagna). Attestati anche: Les nuits folles
de Mme Wardh e De Hartstochtelijke nachten van
Mme Wardh.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Marco Giusti, nel suo Dizionario dei
film italiani (Frassinelli, 2004), prende una cantonata
enorme facendo lo spoiler del film: non è per nulla
vero che la Fenech si era messa d'accordo con Rassimov per
pigliarsi l'eredità del marito. Se siete curiosi
di conoscere il vero finale andate alla mia pagina degli
spoilers.