Uscito in Svezia il 18 settembre 1922,
Häxan è un film difficile da descrivere:
a metà fra il documentraio e la ricostruzione drammatica,
sembra, in definitiva, più un sogno weird. La pellicola
inizia come un documentario mostrando antiche incisioni
artistiche per far capire come, a partire dal tempo dei
Persiani, i demoni siano stati sempre in mezzo a noi e abbiano
interferito nella vita dell'uomo. Questo tratta la prima
delle sette parti in cui il regista ha diviso la sua opera.
Le parti successive sono storie, alcune volte legate fra
esse, che illustrano la stregoneria secondo Christensen.
Questo in effetti è il grande limite: la tesi che
porta avanti il documentario non è poi trattata in
maniera così profonda (dal momento che crea un'equazione
fra stregoneria e satanismo) e più che altro ha a
che fare con l'idea che il regista ha dell'argomento piuttosto
che con una seria ricerca storica. Al di là del fatto
che ai tempi il film documentaristico in sé, era
un genere non ancora ben definito e diffuso. Il risultato
ottenuto da Christensen è comunque affascinante,
fatto com'è di incubi allucinanti, humor nero, scenografie,
costumi ed effetti tetri. Non stupisce che, con tale tasso
di situazioni e scene weird, il film abbia trovato nei Surrealisti
degli estimatori e, successivamente, sia stato riesumato,
allungato e arricchito dalla voce dello scrittore Burroughs
(vedi Il pasto nudo, 1991).
Il regista riempie lo chermo con immagini orrorifiche mescolando
fatti e fantasia: c'è la tregenda con la tipica scena
del bacio sul derentano del Maligno praticato dalle streghe,
c'è la lussuria, ci sono i monaci e i loro strumenti
di tortura, c'è il neonato portato al sabba per essere
divorato, ci sono demoni di ogni fatta e cavalli schelettrici.
Tutto si può dire di questo film tranne che Christensen
non abbia avuto un certo genio visionario e che non sia
riuscito a stupire con gli effetti speciali e le scenografie.
Anche la parte finale del film presenta un certo interesse:
il regista sposta l'azione nell'era moderna (la sua), illustrando
il caso di una vedova di guerra cleptomane e piromane. Il
regista pone dei paralleli fra il comportamento isterico
e i cosidetti "marchi della strega" (zone della
pelle rese insensibili dal Diavolo), fra il volo con le
scope e l'aereo, fra la tortura e certe cure mediche drastiche.
In una scena il Maligno è equiparato allo psicologo
anche se poi lo stesso regista mostra che è proprio
lo psicologo quello che può aiutare la donna.
Non è certo la razionalità e la linearità
che bisogna cercare in questo film che ha la sua chiave
di volta non nella scientificità ma nella visionarietà,
infatti Christensen, nel cercare di denunciare certi fatti
finisce per farsi rapire dal fascino degli stessi. La
stregoneria attraverso i secoli è uno di quei
film della silent-era che dimostrano come il bianco e nero
e il muto non equivalgono a delle pellicole piatte e leggere;
il passare del tempo non ha attenuato il livello weird di
Häxan né la sua capacità di stupire.
Come molte pellicole del tempo anche per questo film del
'22 è possibile trovare differenti versioni e differenti
minutaggi; la Criterion offre, in DVD, il meglio che possiate
trovare.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Per ottenere la scena in cui le streghe
volano sui tetti delle case del paese, il regista e il direttore
della cinematografia Johan Ankerstjerne ripresero una cittadina
in miniatura (in cui ogni casa era alta circa 2 metri) costruita
su un tavolo rotondo girevole; per girare il tavolo occorrevano
20 uomini. Quindi furono filmati degli attori a cavalcioni
delle scope davanti ad un fondale nero. Per fare in modo
che i costumi svolazzassero, il regista utilizzò
un motore d'aereo che creasse il vento. Furono riprese un
totale di 75 streghe, ognuna individualmente, e fu creata
da Ankerstjerne una stampa ottica speciale per mettere insieme
i girati (di streghe ne appaiono solo tre o quattro alla
volta). La decisione di creare un modellino della città
fu presa dopo che fallirono i test per girare la scena utilizzando
un treno in corsa, dal momento che era impossibile evitare
di riprendere pali del telefono e cavi di ogni sorta. Il
materiale di test esiste ed è stato sovrapposto alla
ripresa di Christensen seduto su una sedia, mentre recita
il ruolo di una strega.
Nei titoli di testa del film, il regista
ringrazia personalmente il direttore della fotografia (Johan
Ankerstjerne) e l'art director (Richard Louw).
La re-release del 1941 uscita in Danimarca
ha un'introduzione filmata da Christensen stesso che spiega
il film. Benché questa versione usi gli stessi intertitoli
per le scene più drammatiche, usa anche degli intertitoli
totalmente differenti da quelli originali del '22.
L'Haxan Films, la casa di produzione del
film The Blair Witch
Project (1999) prende il nome da questo film.
Il regista aveva intenzione di chiedere
l'aiuto di storici esperti per stendere lo script del film,
ma abbandonò l'idea quando scoprì che la maggior
parte degli esperti avevano in mente di opporsi al film.
Il film venne riproposto nel 1968 con uno
score musicale jazz di Jean-Luc Ponty e la narrazione dello
scrittore William S. Burroughs.
Benché fosse finanziato da investitori
Svedesi, il fu interamente filmato in Danimarca.
Dal momento che il regista pensava che
le performances degli attori potesse essere positivamente
influenzata da un'atmosfera tetra e minacciosa, la maggior
parte del film fu filmato di notte, cosa alquanto strana
per i tempi.
Questo fu il film Svedese più costoso
mai girato fino al '22.
Maren Pedersen, che nel film ha il ruolo
della vecchia strega accusata, fu scoperta dal regista mentre
venedeva fiori. La donna sosteneva di essere stata la prima
crocerossina danese.
Per ottenere dei "cieli drammatici",
il regista mandò un cameraman in Norvegia a riprendere
dei panorami nuvolosi.
Oltre ad interpretare il Diavolo, il regista
Christensen appare brevemente anche nei panni di Cristo.
Compare pure come se stesso nella primissima ripresa del
film.
A causa del particolare tipo di emulsione
utilizzato per sviluppare la pellicola, il blu negli occhi
degli attori che avevano l'iride azzurra non venne reso,
così che gli occhi di questi hanno assunto un aspetto
innaturale.