La Frase dal Film: "Si ricorda di quando si preoccupava che i russi ci mettessero fluoruro nella rete idrica? Bene, adesso ci sta succedendo qualcosa di molto più grave: avvelenano tutto il popolo americano e il governo non fa nulla!"
Produzione nel bel mezzo degli anni '80, di quelle a budget limitato e con non pochi difetti ma dannatamente piacevoli da rivedere per gli amanti dell'horror che abbiano almeno un vago ricordo del cinema di quegli anni. Alla regia uno dei talenti creativi del decennio in questione, quel Larry Cohen che rimase sempre legato alla seconda fila produttiva, destreggiandosi con pellicole non di prima qualità ma a loro modo memorabili (Baby Killer, 1974; Q - Il Serpente Alato, 1982). The Stuff, uno dei lavori meno noti del regista, è un film che fra ridicolaggini volute e altre meno, è più intelligente di quello che appare sulle prime o se non altro da ciò che si evince dal titolo italiano che aggiunge un inutilissimo "gelato che uccide" come tagline, indirizzando lo spettatore verso l'idea che ciò che stia per vedere sia altamente demenziale. In parte è anche vero, perché con una deliziosa sostanza bianco-latte che sgorga dallo sprofondo terrestre e che viene venduta come gelato, ma anche con uno squinternato manipolo di paramilitari che limitano la minaccia gelatosa c'è poco da rimanere seri. Però forse è tutto un recupero e una metafora di altro e il Cohen-pensiero è più sopraffino di ciò che pare. Siamo nel 1985 ma è come se fossimo negli horror-sci-fi degli anni '50, con un'entità aliena che nel suo essere informe e senziante (Fluido Mortale, 1958), prende possesso degli umani con i quali entra in contatto e li svuota come baccelli secchi (L'Invasione degli Ultracorpi, 1955; L'Astronave Atomica del Dr. Quatermass, 1955) e questa sostanza vivente è conservata in silos in un impianto segreto (I Vampiri dello Spazio, 1957). Come per buona parte dei film del genere di quegli anni, la minaccia aliena viene contenuta da militari che però qui sono ridotti a colpi di satira a manipolo di squinternati che viaggiano in taxi e chiedono la fattura per la corsa. Protagonisti, come da tradizione, un uomo più furbo degli altri (in questo caso un antieroe) e la sua bella, fiancheggiati da un ragazzino, a strizzare l'occhio al principale fruitore della pellicola. La satira non si ferma qui, perché il gelato The Stuff è un mezzo per colpire la dilagante moda della pubblicizzazione di prodotti, i franchise dei fast-food e la manipolazione pubblicitaria che pilota le scelte della popolazione (idea già sfruttata nell'horror in Halloween III, 1982). Fra lentezze eccessive, ineleganze di montaggio e un pessimo lavoro di doppiaggio italiano si può anche godere di un sottile senso di paranoia tipicamente Fifty soprattutto nella scena della allegra famigliola ormai totalmente dipendente dal gelataccio che obbliga il giovane Scott Bloom a mangiare per cena lo Stuff. Memorabile la scena del gelato che invade la stanza del motel ma soprattutto la sequenza in cui uno dei protagonisti (che difficilmente si sarebbe previsto facesse quella fine) rigetta il gelatone deformandosi il viso. Ricolmo di un peculiare senso dell'umorismo, come d'altronde è tipico nei film di Cohen, The Stuff deraglia verso la palese commedia verso il finale in cui un ultranazionalista interpretato da Paul Sorvino, guida un manipolo di paramilitari alla liberazione dal letale gelato. A questo punto si respira una certa aria di povertà produttiva (soprattutto durante l'assalto all'industria dello Stuff) e si ha la sensazione che si voglia chiudere con troppa fretta una storia in altri casi troppo tirata per le lunghe. Rimane però una piacevole impressione per le finte pubblicità del gelato, per l'interpretazione di Moriarty spesso presente nei film di Cohen, per la rivisitazione grottesca di vecchie pellicole sci-fi e per l'atmosfera generale tipicamente Ottanta. Merita un recupero ma operato con discrezione.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa un milione e settecentomila dollari.
La scena iniziale è stata girata alla Ferrante Bros. Quarry, Route 206 Bernardsville, New Jersey.
Prima che il film fosse mandato nelle sale cinematografiche, il regista Cohen tagliò circa 30 minuti di girato. Queste scene riguardavano più che altro lavori di effettistica realizzati da Dave Allen in cui si poteva vedere lo Stuff che strisciava qua e là. Tali scene non sono presenti neppure nella release DVD, tuttavia gli spezzoni esistono ancora e prima o poi potrebbero essere diffusi.
Il colonnello Spears dice che la sua radio è basata ad Atlanta (Georgia) ma il segnale sul muro della stazione radio indica la sigla WGHQ 92, acronimo di una stazione radio newyorkese e lo stato di New York è quello in cui il film è stato girato.
Lo Stuff del film, quello mangiato dalle persone, per lo più era fatto da gelato Häagen-Dazs allungato con yogurt. Per le scene che necessitavano di un'enorme quantità di The Stuff si utilizzò schiuma antincendio. Per il lago sotterraneo di Stuff si giocò con sovrapposizioni ed altro.
La stanza d'albergo in cui lo Stuff incolla al muro un uomo, stanza per gli effetti speciali che poteva ruotare su se stessa, era esattamente la stessa usata per la nota scena con Johnny Depp in Nightmare - Dal Profondo della Notte (1984).