TRAMA

Suzy, una giovane americana con la velleità del balletto, si reca a Friburgo alla scuola di danza Tanz Akademie. Gestita dalla direttrice sempre assente e dalla ostica Miss Tanner, l'accademia si dimostra subito una dura sfida per Suzy, la quale prima avrà uno strano malore e poi dovrà dormire in palestra con le sue amiche poiché mezza accademia è stata invasa dai cagnotti. Insieme all'amica Sara, Suzy riuscirà a venire a capo del mistero che si cela dietro l'accademia e coloro che la gestiscono.


SUSPIRIA
Italia - 1977 - 99min - Colore

di Dario Argento

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Quello che è ritenuto internazionalmente il capolavoro di Argento.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Ispirato a Mine-Haha di Wedekind e da Suspiria de Profundis di Thomas De Quincey, questo quinto horror di Argento è un vero capolavoro, sia che lo si veda come una celebrazione di tecnica cinematografica, sia come un mero esercizio di stile visivo/visionario a spese del contenuto. Al di là del fatto che rappresenti una delle vette raggiunte dall'horror per quanto riguarda la messa in scena artistica, Suspiria è un ottimo film di paura che tiene incollato il pubblico allo schermo, oltre al fatto che con esso Argento passa dalla struttura del pulp thriller (giallo) verosimile in stile Profondo Rosso (1975), a tematiche soprannaturali. Premettiamo quelli che sono i difetti del film, così da toglierci subito il sassolino dalla scarpa. I dialoghi di Suspiria sono stati scritti a quattro mani da Argento e la sua ex moglie Daria Nicolodi, il che, come sanno tutti gli appassionati di horror è male, molto male! I dialoghi non sono mai stati il loro forte e anche questo film non sfugge al dramma. Il plot, poi, non è molto coerente in alcuni punti e questo al di là della tematica soprannaturale. La recitazione degli attori, per concludere, non è memorabile. Il fatto è che Suspiria sia un'opera di uno stile tale (ed unico) che anche le potenziali manchevolezze passano decisamente in secondo piano. Argento, i Goblins (alla musica) e Tovoli (alla fotografia) riescono a stregare lo spettatore con un ensamble di shock audiovisivi, con omicidi policromi come opere artistiche (vedi le immagini a lato), con uno score musicale che bombarada lo spettatore. Questo film ci ricorda che un film non è solamento un testo ma soprattutto un'esperienza. Il regista esaspera i suoi noti manierismi (che io adoro) e questo non solo nelle scene di "ampio respiro" ma anche e soprattutto in quelle piccole riprese particolareggiate come quando la maestra di danza versa a forza l'acqua nella bocca di Suzy e sentiamo il vetro contro i denti della ragazza. Dall'inizio alla fine Suspiria è una fiaba da incubo (Argento avrebbe infatti voluto una bambina come protagonista, per dare maggiormente l'idea della favola), con un finale che, benché diversissimo da i film ai quali ci aveva abituato, non delude e anzi sottolinea l'idea della favola nera. Fra le altre cose il regista non abbandona certi suoi vezzi tematici come "il particolare che non viene in mente, che non è stato capito bene". Il film è dominato dalla presenza femminile, i maschi hanno solamente ruoli marginali, e della donna è sia il ruolo positivo che quello negativo. Gli omicidi sono più ritualizzati che brutali e rientrano e rimarcano lo stile di tutta la pellicola. Notevoli la scelta della location dell'accademia, lo stile liberty e barocco, i rossi saturi ancor più marcati da una pellicola speciale che Argento stesso si è fatto spedire dalla Cina. Fra le scene più spaventose, almeno per me, va ricordata quella del malore che assale Suzy dopo aver percorso un corridoio e aver guardato "una donna" ed "un bambino", il bambino ha una faccia che non si dimentica! Comunque sono moltissime le scene che vi metteranno i brividi. Concludendo, un film da possedere oltre che da vedere, ed un MUST per gli appassionati di horror.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Nella scena finale Argento cita Argento con un soprammobile di cristallo a forma di volatile (L'uccello dalle piume di cristallo, 1970).

Il film sarà il primo episodio di una trilogia sulle Tre Madri: Madre Suspiriorum, Madre Tenebrarum, Madre Lacrimarum. Suspiria è il primo episodio, Inferno (1980) il secondo e La Terza Madre (2007) il conclusivo.

Sulla parete del bagno di Sonia,si riconoscono decorazioni ispirate a un dipinto di Escher, precisamente lo Sky & Water, datato 1938. [segnalato da Agostino].

All'inizio del film Suzy prende un taxi guidato da Fulvio Mingozzi, un attore-comparsa sempre presente nei primi film del regista. Ma non è questa la cosa importante. Se guardando la scena credete di vedere il volto di Dario riflesso in un finestrino avete visto bene. Ah...la cosa è voluta!