TRAMA

Martino (Alessandro Poggi) ha un amico immaginario di nome Luca. Quando le cose non vanno come sembra volere Luca, si scatena la sua collera. I genitori preoccupati assumono uno psichiatra (Joseph Cotten) il quale scopre che Luca era morto alla nascita.


UN SUSSURRO NEL BUIO
(Italia - 1976 - 100' - Colore)

di Marcello Aliprandi

GENERE
HORROR
IN BREVE
Ghost-story lieve con qualche lungaggine ma d'atmosfera.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Capitare in un posto pieno di gente orribile, fratello mio, ecco l'aspetto spaventoso della morte"

Unico horror per Aliprandi che iniziò la sua carriera come assistente di Luchino Visconti per le opere teatrali. Diversi elementi e più in generale l'atmosfera rimandano a film sullo stile di A Venezia... Un dicembre rosso shocking (1973). Un sussurro nel buio è un horror dalle sfumature drammatiche e dai toni sommessi che evita scene di sangue per costruire suspance. La prima parte del film, diciamo la prima mezz'ora, è molto buona e vede l'introduzione dei personaggi, le relazioni degli uni con gli altri e di come Martino e il suo amico immaginario Luca influenzi la vita della famiglia. Diversi sub-plot fiaccano e rallentano la storia e tenuto conto della lunghezza generale del film, si sarebbero potuti evitare certi approfondimenti senza intaccare la trama principale. Anche l'arrivo dello psichiatra si risolve in un arrivo e in una dipartita immediata, riducendo la presenza sullo schermo di Cotten a poco altro che un cameo dilatato. In ogni caso il film ha i suoi momenti: il palloncino che vola da solo, Luca che "gioca" a calcio, un'altalena che si muove da sola e la scena d'amore davanti al caminetto che appunto ricorda il film del 1973 di Roeg. Il film comunque non si può definire una pellicola di paura ma esalta i toni drammatici della faccenda, infatti pare proprio che il fine di Luca non sia la vendetta ma la ricerca dell'amore di due genitori che non ha avuto e la vicinanza di un fratello-amico: è perdere queste cose che scatena le ire di Luca. Un sussurro nel buio, però, non sempre riesce a tenere alto l'interesse dello spettatore e fra siparietti non indispensabili e alcune verbosità c'è il rischio di perdersi. Bravi comunque gli attori, anche se non ci troviamo di fronte a professionisti di prima fila: Alessandro Poggi (Tentacoli, 1977) mescola bene innocenza e malvagità e John Phillip Law (L'occhio dietro la parete, 1977; Un'ombra nell'ombra, 1979), nei panni del padre, parte come personaggio monodimensionale e poco empatico per poi preoccuparsi della sorte del figlio in modo più attivo. Buono il reparto tecnico: curata la fotografia di Claudio Cirillo che mette in "luce" la location principale (Villa Condulmer a Mogliano Veneto) e lo score musicale di Pino Donaggio che compone un tema sinistro con coretto infantile (anche in questo caso riecheggia lo stile musicale di A Venezia... un dicembre rosso shocking). In conclusione, Un sussurro nel buio, benché non sia un horror che miri all'effetto facile e allo spavento, e forse proprio per questo, risulta essere una pellicola di una certa finezza anche se non può essere definita particolarmente avvincente o totalmente riuscita. Uno dei tanti film del nostro cinema da riscoprire; per gli amanti delle ghost-stories potrebbe avere un valore aggiunto.

Noto all'estero come: A Whisper in the Dark (Internazionale).

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