La Frase dal Film:
"C'è sempre un 'così', un 'non so', sospeso nel cielo morale di ogni donna svedese. Si fa l'amore 'così', 'così' si ammazza, 'così' si ruba nei negozi pur avendo soldi in tasca, fin troppi. Chissà, forse si è anche svedesi 'così'"
Gli svedesi presi di mira con un film mondo, sub-genere documentaristico che di solito curiosava fra riti ed usanze tribali? Sì, e per un semplice motivo: la loro cultura sessuale che, oltre al resto, ne ha fatto nel tempo una delle società più evolute e libere. Certo che alle italiche menti degli anni Sessanta, dalle nozioni sessuali quantomai nebbiose (vedere Comizi d'amore per credere), la spregiudicatezza morale della gente del Nord doveva sembrare cosa eccentrica. Le cose erano due: o invidiare apertamente o denigrare. Si scelse la seconda strada come difesa ad un'invidia neanche tanto inconscia, visto che poi è radicata tradizione degli Italiani approfittare di tale nordica spregiudicatezza nelle vacanze estive. Si spunta nel piatto dove si mangia, insomma. Per dare forza all'assunto bislacco, che vuole la Svezia una nazione pericolosa abitata da una gioventù decadente ed edonista, vengono aggiunte tutta una serie di problematiche che potrebbero essere applicate ad ogni nazione: incesto, scambismo, alcolismo, suicidio. Non che in Italia queste cose non ci fossero, semplicemente non lo si sapeva o, meglio, non lo si diceva, nella migliore tradizione del provincialismo. Svezia inferno e paradiso bacchetta ed irride ma, con la tipica sapienza dell'exploitation cinema, mostra nudi di ogni sorta e poi inscena falsi suicidi, falsi drogati e finti ragazzotti che scorrazzano in moto e stuprano le donne. La voce di Enrico Maria Salerno narra di una Svezia libera, ricca ma infelice che ha sviluppato un curioso sistema di "telefono amico" per la gente sola (servizio di riconosciuta utilità sociale) e a fianco di ciò ha dato vita ad un fiorente mercato del porno. Noi ci saremmo arrivati pochi anni dopo, nel Sessanta la cosa poteva essere giusto invidiata. Nella strenua difesa delle nostre usanze disparitarie si mette in scena un addio al nubilato che vede una donna divertirsi con le amiche mentre l'amorevole quasi-marito sta a casa ad annoiarsi. Non mancano neppure le solite scandalosissime lesbiche criticate come donne dal passato traumatico e senza futuro, la mdp fa in modo di non perdersi neppure un centimetro della pelle di queste. Svezia inferno e paradiso è chiaramente un film datato, involontariamente comico nella sua ipocrisia, che non scalfisce minimamente la cultura svedese e che non fa rimpiangere una vecchia italietta che fortunatamente nel tempo sembra aver fatto passi da gigante. Alla fotografia c'è Claudio Racca (Tomboy - I misteri del sesso, 1977), alle musiche il bravo Umiliani che butta lì, come se nulla fosse, la notissima "Mahna mahna" poi utilizzata nel Muppets Show ed in molte pubblicità. Oltre a strappare qualche sana risata a denti stretti, il film è valido soprattutto per il gran numero di bei volti femminili mostrati; chi ama la donna nordica ha quindi una ragione in più per vedere Svezia inferno e paradiso.
Noto all'estero come: Suède, enfer et paradise (Francia), Schweden - Hölle oder Paradies? (Germania), Sweden Heaven and Hell (USA e UK).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
In Svezia il film non arrivò come la pellicola più gradita. Prevedibile. Oltretutto molte riprese erano state compiute senza il permesso delle persone filmate il che portò ad una censura, mirata a tutelare la privacy dei cittadini svedesi, che comportò l'eliminazione della maggior parte delle scene non concordate con gli attori, che ovviamente erano la minor parte.
MI VUOI COGLIONARE?!
"Scusi professore, quale anti fecondativo mi consiglia?" "Il pessario, senza alcun dubbio, è il più sicuro. Poi ci sono le pillole che però agiscono negativamente sul morale" Sì, delle truppe! Magari sarebbe stato meglio dire "umore". La domanda della ragazza è assurdamente posta ad un divulgatore la cui deontologia dovrebbe imporre di non dare consigli che, prima di essere dati, necessiterebbero le dovute indagini mediche. Ma sia il prof che la ragazza stanno recitando, quindi... Comunque il pessario (o diaframma) non è più sicuro della pillola.
"Da che esiste il mondo, da che esistono i giovani, il problema sessuale è, o dovrebbe essere, il perno dell'educazione primaria". Ma se l'educazione sessuale in italia non è mai esistita? In ogni caso io per l'educazione primaria rimarrei sulle materie classiche anche perché se vado al supermercato devo saper far di conto e non scoparmi la cassiera.
"Il professore traccia una minuziosa geografia anatomica degli organi maschili e femminili mentre gli studenti lo ascoltano un tantino annoiati. E' la stessa noia, la stessa indifferenza, con cui domani faranno all'amore, ameranno e si uccideranno". Ma perché?
"Credono di essere felici, di aver scoperto l'amore. E invece hanno solo conosciuto il sesso". Dici poco!
"...La Grotta del Sesso, che è una specie di pornoteca nazionale, con tanto di bibbliotecario, e migliaia di libri e pubblicazioni proibite, in tutte le lingue del mondo, per uomini e donne, si capisce, perché in Svezia il sesso, come la legge, è uguale per tutti". Dovrebbe essere una frase critica ma gli Svedesi ne escono bene e gli Italiani meno.
Sulle lesbiche che incarnano "le tendenze più innaturali della natura umana". Poi si dà da intendere che una donna che ha subito uno stupro finisca col diventare lesbica e vada nel locale privé mostrato nel film "con queste derelitte sui cui volti opachi (ma se stanno ballando?) si legge un lungo passato, uno stanco presente, un'incerto futuro di solitudine". Non credo proprio.