TRAMA

Lo scrittore americano di thriller Peter Neal arriva a Roma per promuovere il suo nuovo libro Tenebre e viene informato dalla polizia che un copycat killer (un assassino che emula gesta scritte od operate da qualcuno) sta scorrazzando con un rasoio nella stessa maniera descritta nei suoi libri. Insieme alla sua segretaria Anne, Neal prova a scoprire l'identità del killer mentre le morti continuano a susseguirsi.

 


TENEBRE
(ITALIA - 1982 - 110min - Colore)

di Dario Argento

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Il ritorno al giallo per Argento, un po' sotto tono.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Fra i fans di Dario Argento, Tenebre è in genere noto come uno film ingiustamente trascurato e misconosciuto dal grande pubblico, nonostante abbia sfruttato l'onda lunga dei giallos stile Profondo Rosso (1975). Forse la combinazione di grande violenza e di angoscia sessuale è stata troppo forte per la maggior parte della audience (è persino stato rititolato Unsane in USA e pesantemente tagliato). Argento si fa sedurre nuovamente da una novella di De Quincey che già era stato riferimento per Inferno e Suspiria, e ruba il titolo Tenebre allo scrittore per girare questo lungometraggio dell'omicidio come forma d'arte. Il film non deluderà chi, come me, è un fan di Dario vecchia maniera visto che il regista dopo i virtuosismi dei due film precedenti sulle Tre Madri (Suspiria e Inferno), e dopo un certo insuccesso di pubblico, torna al formato del giallo. Però siamo nel 1982 e manca decisamente la magica atmosfera degli anni '70. Parliamoci chiaramente, questo Tenebre non è niente male ma alle malsane atmosfere psicopatiche dei primi film qui Argento sostituisce una forte dose di gore, o meglio di omicidi (molti, almeno 12) e scene splatter. Tecnicamente la pellicola si distingue per l'uso della Louma, una telecamera che permette riprese particolarmente dinamiche, e alcune scene riuscite, vedi il ricordo dello stupro sulla spiaggia e l'omicidio in piazza in piena luce. E' difficile parlare di questo film, analizzare i parallelismi fra l'assassino ed il regista stesso senza svelare troppo della trama, comunque Argento sembra dirci, come aveva fatto nel suo primo film, che c'è sempre per un portatore di follia la possibilità di immedesimarsi nel delirio di un altro folle. Da notare la presenza di Eva Robin's (che nei credits è ancora senza apostrofo) e di Veronica Lario, futura sposa del Cavaliere al tempo sua fidanzata; impossibile vedere in TV la versione non censurata dell'omicidio della Lario alla quale viene mozzata la mano. Perché?! Come al solito nei film del Darione nazionale i dialoghi sono squinternati. Un film dalla quale visione non può sottrarsi l'appassionato di horror e men che meno l'Argento's fan (che di sicuro l'avrà già visto); una pellicola non adatta ai mainstreamers.

Noto all'estero come Tenebrae (la versione della Anchor Bay ha un secondo in meno per difetto di riversamento), Tenebres (versione francese che possiede quel secondo intatto), Unsane (tagliato di 10 minuti e con uno score musicale diverso: non sono i Goblins ma Kim Wilde e la canzone è Take me tonight) e Shadow. Attestato un altro titolo italiano: Sotto gli occhi dell'assassino (sarà vero?).