TRAMA

I morti viventi hanno ormai conquistato tutta la Terra e gli umani sono asserragliati in zone ristrette. La società "civile" si è stratificata in due classi: quelli che si possono permettere un appartamento in un grattacielo superlussuoso dominato dal perfido Kaufman (Hopper), e la "plebe" che bivacca intorno al palazzo. Tutto intorno ci stanno gli zombie, più furbi che mai. Quando Cholo (Leguizamo), un semi-criminale al soldo di Kaufman, decide di rubare il Dead Reckoning (una macchina da guerra semovente) con l'intento di ricattare l'upper class, lo stesso Kaufman chiede l'aiuto dell'eroico Riley. Quest'ultimo, spalleggiato da un timido amico dalla mira infallibile e da Asia Argento, si troverà a dover recuperare il Dead Reckoning e a battagliare con gli zombies ormai alle porte del grattacielo.

 


LA TERRA DEI MORTI VIVENTI
(titolo or.: Land of the Dead - USA - 2005 - 97min - Colore)

di George Andrew Romero

GENERE
HORROR - ACTION
IN BREVE
Romero torna sui binari abusati dello zombi-horror ma sa rinnovarsi e reinventa un genere tramite una grande allegoria dei nostri tempi.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ehi, quanto tempo gli resta?" "Mio fratello è stato morso, c'ha messo meno di un'ora a trasformarsi" "E poi che è successo?" "L'ho ucciso" "Meno male che non hai avuto drammi nella vita!" "Infatti li ha avuti mio fratello"

Finalmente un horror che sa conciliare un alto "blood-level" ad una trama di grande spessore tematico. E' virtualmente impossibile non notare come questo film sia un parallelismo della situazione socio-politica attuale (2005) e Romero non ne fa mistero, prendendo posizione in maniera netta. Se nei due film precedenti la critica sociale permeava le pellicole ma in qualche modo rimaneva "vaga" (La notte dei morti viventi, 1968; Zombi, 1978) , e nel terzo (Il giorno degli Zombi, 1985) le frecciate andavano a segno con più precisione ma rimanevano, appunto, frecciate, con La terra dei morti viventi il regista fa un film decisamente politico in cui il sangue, benché molto, pare quasi un pretesto per mettere in scena le inquietudini apocalittiche tipiche del dopo 11 settembre. Romero recupera i suoi vecchi lenti zombies rifiutando di aggiornare i mostri da claudicanti a infuriati corridori, come aveva fatto Danny Boyle in 28 giorni dopo (2002), e gli dona la notevole capacità di apprendere dall'esperienza e comunicare fra loro, per quanto questo avvenga comunque con grida e gemiti. Alza il livello action (come già aveva fatto per il film del 1985) per venire incontro al nuovo pubblico "adrenalinico" targato 2000. La pecca è che con questo film torna sui binari dello zombi-horror territorio ormai stranoto al pubblico anche per colpa di un certo abuso cinematografico. Ma Romero non è l'ultimo dei registi e con La Terra dei Morti Viventi riesce a creare un nuovo classico quasi reinventando il genere. Palese, come dicevo, il parallelismo fra gli USA e la società asserragliata nel palazzo di vetro capeggiata dal capo Kaufman (un ottimo Dennis Hopper). Come gli USA (e in senso lato l'Occidente) Kaufman prima si serve dell'aiuto di personaggi discutibili come Cholo (un bravissimo Leguizamo nei panni di uno pseudo Bin Laden), poi, quando il personaggio non è più utile decide di scaricarlo e anche ucciderlo. Nel momento in cui Cholo, impadronitosi di un'arma pericolosissima, reagisce minacciando di colpire con missili il grattacielo se non avrà quello che vuole (che sono i soldi, la medesima ed unica cosa che muove il "cuore" di coloro che abitano nel grattacielo), ecco che Kaufman dice "Non trattiamo con i terroristi" e Cholo risponde "Gli farò una Jiahd nel culo!". Tutto intorno a queste tristi dinamiche di potere, violenza e corruzione morale ci sta il popolo: quello dei viventi accampato intorno al "palazzaccio" che inneggia all'uguaglianza ma che si perde nel vizio del gioco e della violenza (scena del bar), e quello dei morti viventi, più distante ma non dissimile dal primo, poiché rimane imbambolato dai fuochi d'artificio (panem et circenses). L'eroe del film, Riley (Simon Baker) è un uomo disilluso che cerca solo libertà, pace e solitudine ma che non può fare a meno di scendere a patti con Kaufman. Rispetto ai precedenti film, però, il finale è più bonario ed il senso di giustizia sembra ripristinarsi quando Kaufman viene punito direttamente da colui che voleva stecchito ma soprattutto quando i morti viventi smettono di farsi "stregare" dai fuochi d'artificio (una volta era il centro commerciale). Dopo l'immancabile "guerra civile", si ritireranno in cerca di una terra libera nella quale vivere. Concludo segnalando la presenza di Asia Argento che pare trovarsi a suo agio nella produzione anche se il suo ruolo è solamente quello di arricchire il panorama con una presenza femminile. Da vedere e magari da acquistare, tenedo ben presente il fatto che questo rimane comunque un film di zombi e dunque occorre apprezzare il genere.

Preceduto da La notte dei morti viventi (1968), Zombi (1978), Il giorno degli zombi (1985) e seguito da Diary of the Dead (2007) e dal successivo Survival of the Dead (2009).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il fucile usato da Charlie è una Carabina M-1, arma sviluppata durante la Seconda Guerra Mondiale. A proposito, quando Charlie si lecca il pollice ed inumidisce il mirino, questo è un riferimento al film Il sergente York (1941).

Il fucile d'assalto che trova Big Daddy (lo zombie capo) è uno Steyr Aug Austriaco.

Il film inizia con il logo Universal Pictures in uso alla metà degli '30.

Il film è costato circa 15 milioni di dollari.

Romero fu così impressionato da Simon Pegg (attore) ed Edgar Wright (regista) per il loro Shaun of the Dead (L'alba dei morti dementi, 2004), da volerli nel suo film. Sono gli zombies della foto ricordo nella sequenza del bar.

Questo è il primo film di Romero della "Quadrilogy of Dead" in cui sono stati usati effetti digitali.

Lo zombie che si attacca dietro al Dead Reckoning verso la fine del film è un vero amputato.

Uno dei titoli papabili per il film mentre era in lavorazione fu "Dead Reckoning" ma lo si cambiò per non far confusione con un film omonimo in cui recitava Humphrey Bogart (Solo chi cade può risorgere, 1947). Altri titoli possibili erano: "Dead City", "Twilight of the Dead", e "Night of the Living Dead: Dead Reckoning".

Romero voleva girare il film a Pittsburg, la sua città natale, luogo in cui aveva anche girato gli altri tre film. I produttori, però, insistettero affinché girasse a Toronto in modo da approfittare degli incentivi fiscali offerti dal Canada.

Nel film c'è pure la figlia di Romero, Tina Romero. E' la soldatessa che spara allo zombie attaccato alla barricata elettrificata.

Il film è basato sullo script originale de Il Giorno degli Zombi (1985).

La scena in cui gli zombies sorgono dalle acque del fiume è un omaggio al film di Herk Harvey Carnival of Souls (1962), in cui i morti venivano fuori dal Great Salt Lake prima della sequenza del balletto.

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