Remake del film di Don Siegel del 1955
L'invasione degli ultracorpi. Accusato da molti di
non essere all'altezza del primo soprattutto perché
manca del substrato di critica politica (che nel '50, periodo
di maccarismo, aveva senso) e di essersi affidato troppo
agli effetti speciali, questo Terrore dallo spazio profondo
deluderà anche coloro che sperano di vedere chissaché
effetto (la locandina è più spaventosa di
tutto il film messo insieme). Ammetto di aver visto il film
parecchio tempo fa, ma siccome ho una buonissima memoria
cinefila, il fatto che poco mi sia rimasto in mente non
è buon segno. Gli attori sono validi e come suo solito
Sutherland fa un buon lavoro, ma la cosa più memorabile
è il grido che fanno gli alieni per "comunicare"
pericolo...l'urlo è davvero penetrante. La scena
che in pratica si accaparra tutti gli effetti speciali è
quella dell'uscita dal baccello di un clone di Sutherland
ed il vero Bennell spaccherà il cranio del suo sosia,
ma non crediate di vedere molto, il tutto si svolge in un
luogo poco illuminato. In genere il film è decisamente
noioso e risente pesantemente, molto di più dei suoi
coetanei ed anche del suo modello del 1956, della sua età
e degli anni in cui è stato fatto. Nel film compaiono
Siegel (taxista nel film), McCarthy (protagonista del film
del '56), Tom Luddy (critico cinematografico nei panni di
Ted Hendley) e Robert Duvall che per chi non lo sapesse
è (oltre ad un attorone, vedi Apocalypse Now)
il padre di Shelly, l'orribile moglie di Jack Torrance di
Shining.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Don Siegel, regista dell'originale del
'56, appare in questo film come un taxista.
Kevin McCarthy, attore protagonista del
film del '56, appare in questo film come un uomo che chiede
aiuto.
Il regista del film, Philip Kaufman, appare
nel film nella parte dell'uomo impaziente che bussa alla
cabina telefonica occupata da Donald Sutherland.