TRAMA

Il castello della famiglia Frankenstein viene distrutto dalla folla inferocita che non ne può più di sopportare nemmeno il ricordo del mostro. La cosa però porta alla luce il mostro (Lon Chaney Jr.) che guidato da Ygor (Bela Lugosi) viene portato a Vasaria, dove abita il secondogenito dell'originario barone. Ludwig Frankenstein (Cedric Hardwicke) è un neuropsichiatra che ispirato dal fantasma di suo padre decide di curare il mostro impiantandogli un nuovo cervello: al posto di uno criminale, uno sano. Ygor però farà in modo di infilarci il suo di cervello nella scatola cranica della creatura.

 


IL TERRORE DI FRANKENSTEIN
(titolo or.: The Ghost of Frankenstein - USA - 1942 - 67min - B/N)

di Erle C. Kenton

GENERE
HORROR
IN BREVE
Molti l'hanno criticato ma non è così mal fatto. Certo che la solita zuppa riscaldata non a tutti piace.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Questo mostro deve essere distrutto" "Distrutto? Ma come? Lui non è soggetto alle leggi della vita" "C'è un modo: è stato fatto lembo a lembo, organo per organo, deve essere scomposto alla stessa maniera"

Quarto film della Universal sulla Creatura del "Prometeo moderno ". Fu con l'inizio degli anni '40 che gli studios dovettero subire dei tagli finanziari per supportare le spese belliche: il risultato fu che, con budget inferiori, la Universal scelse di sfruttare i grandi successi degli anni precedenti e i relativi mostri da essi lanciati (Frankenstein, ma anche Dracula, l'Uomo Invisibile, la Mummia) creando una sequela di sequels (ops!) spesso assai meno riusciti delle opere originarie; film, come si direbbe adesso, per "fare cassetta". Detto questo, cioé introdotta la premessa che il lavoro di Whales era stato oggettivamente migliore di questo film di Kenton, mi chiedo il perché di così tanto astio di molti critici nei confronti de Il Terrore di Frankenstein che io non ho trovato scadente nella misura in cui veniva descritto da alcuni. Le critiche più feroci s'incentrano sul cambio di guardia da Boris Karloff, che era impegnato a teatro con Arsenic and Old Lace (Arsenico e vecchi merletti), a Lon Chaney Jr. nei panni del mostro: in effetti l'aspetto della creatura interpretata da quest'ultimo è più statico, trasmette meno sentimento e, nella camminata, ricorda un morto vivente. Però, tutto sommato, non mi è parsa una performance inconsistente, oltretutto la fisicità di Frankenstein (ormai il mostro ha assunto il nome del suo creatore) viene esaltata da alcune angolature di ripresa davvero ben studiate; penso all'incontro fra la Creatura e la bambina che ha perso il pallone. Relativamente a questo, mi sono sembrate altrettanto eccessive le critiche nei confronti del regista che, in un modo o in un altro, ha cercato delle soluzioni visive le quali, se non radicalmente innovative, fanno comunque trasparire una ricerca creativa. La regia di Kenton non è piatta, semplicemente fa i conti col fatto che Il Terrore di Frankenstein ha un plot la cui struttura è un rimescolamento delle precedenti trame, comprese alcune sequenze proposte ad nauseam. Ovvio che rivedere la folla inferocita con torce alla mano ad inizio film e a fine film, oppure la solita attivazione dei macchinari con connesso sfavillio elettrico, può dare l'impressione giustificata di déjà-vu, e conseguentemente di ripetitività e di povertà d'idee. Questo però non fu un errore registico, benché Kenton avrebbe potuto rendere le "solite cose" in modo insolito, ma piuttosto il regista si dovette piegare alla necessità di giocare con alcuni stereotipi riconoscibili dal pubblico sotto la spinta della Universal che in quegli anni non mirava all'originalità ma, come detto, alla "cassetta". La storia in sé non aveva esaurito i suoi spunti e la Hammer lo dimostrerà con La Maschera di Frankenstein (1957) ma va fatto notare che la Universal giocava le sue carte su molti più fronti produttivi. Quindi, siamo d'accordo: alcuni buchi nel plot, molte incongruenze e melodrammaticità, ma Il Terrore di Frankenstein apporta anche i suoi fattori innovativi (la cittadina di Vasaria e il trapianto di cervello) oltre a garantire un sufficiente intrattenimento per l'appassionato di vecchie pellicole horror. Sulla performance di Bela Lugosi nei panni di Ygor spero che non si abbia da dire nulla di negativo. Vero è che, giunti a questo quarto episodio di un cinema in bianco e nero, non tutti gli spettatori sono disposti ad impegnare parte del proprio prezioso tempo per vedere questo film; l'appassionato faccia qualche sforzo, mentre al mainstreamer che dovesse incappare ne Il Terrore di Frankenstein dico: coraggio, ce la si può fare, anche perché fra tutti i film della Universal che trattano del mad doctor e della sua creatura, questo è quello col minutaggio inferiore!

In Italia il film è anche noto con il titolo Il Fantasma di Frankenstein.

I film della Universal sul Barone e la sua Creatura sono: Frankenstein (1931); La moglie di Frankenstein (1935); Il figlio di Frankenstein (1939); Il terrore di Frankenstein (1942); Frankenstein contro l'Uomo Lupo (1943); Al di là del mistero (1944), La casa degli orrori (1945), e il comico Il cervello di Frankenstein (1948).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

La lavorazione del film andò dal 15 dicembre 1941 al gennaio dell'anno successivo.

Furono distribuite due versioni tagliate del film in 8mm, una col titolo Frankenstein's New Brain e l'altra come The Trial of Frankenstein.

Si racconta che una parte del trucco applicato alla testa di Lon Chaney Jr. causasse un grande fastidio e dolore all'attore: la parte incriminata si trovava proprio sulla fronte. Chaney si lamentò con diverse persone ma dal momento che nessuno gli dava retta, ad un certo punto, scocciato, si strappò la parte dalla testa causandosi una notevole ferita alla fronte. Le riprese dovettero essere interrotte per due giorni.

Nelle pause durante le riprese, l'attore Lon Chaney Jr. viziava i bambini del cast regalando loro dei gelati.

Lon Chaney Jr. fu provinato mentre stava girando L'Uomo Lupo (1941).

Alla fine del film, Ygor urla: "Non mi serve il cervello se non ci vedo!!!". Sarebbe interessante sapere cosa potrebbe pensare un cieco di questa frase!

Jack Pierce, l'effettista, utilizzò così tanto trucco nella scena in cui il Mostro risultava "incastonato" nello zolfo che per poco Lon Chaney finì soffocato.

eXXagon fecit MMVIII