La Frase dal Film:
"Unfortunately, in the state of society as it exists today, we are not permitted to experiment on human beings. Normal human beings"*
Interessantissima produzione inglese alternativa alla Hammer e alla Amicus. Il Terrore Viene dalla Pioggia fu l'ultimo film di 5 pellicole prodotte dalla Tigon che iniziò a proporsi sul mercato nel 1968 (Love in Our Time) e che in breve tempo chiuse il business. Negli ultimi anni di successo dell'horror british, prima che la diffusione dello slasher anni '80 ne decretasse una brusca battuta d'arresto, la Tigon riuscì a riunire due mostri sacri del cinema di paura, Christopher Lee e Peter Cushing, più il regista Freddie Francis, maestro sottovalutato che ha fatto grande l'horror britannico sia lavorando per la Hammer che l'Amicus. Il Terrore Viene dalla Pioggia è un intrigante film gotico con un finale un po' appeso ma con un soggetto molto ambizioso. Soprattutto nella prima parte, si costruisce, senza troppe scenografie, una favolosa atmosfera vittoriana che rispolvera con sottigliezza due temi caldi del tempo: la paleontologia e la psicologia (il che voleva dire al tempo soprattutto la sessualità umana). In qualche modo il film si ricollega alle atmosfere di Rose Rosse per il Demonio (1972) e con quello condivide il poco apprezzamento di un pubblico sempre più in cerca di situazioni cruenti e di storie contemporanee. E' il pubblico che decreterà il successo de L'Esorcista (1973), quindi di un film che applica nel presente vecchie tematiche e metafore. Il gusto inglese per la narrazione lenta ed elegante non faceva più presa. Tuttavia è un peccato, perché Il Terrore Viene dalla Pioggia sa costruire con raffinatezza le ansie di un mad doctor scompensato, il bravissimo e misurato Peter Cushing, che proietta la propria patologia su moglie e figlia, considerandole pazze ma in verità "colpevoli" solo di aver espresso in modi diversi la propria senssualità (la moglie l'ha tradito, la figlia è libertina) che evidentemente Hildern non ha le risorse per gestire. Da qui la presenza del mostro che si rigenera dalla pioggia, elemento di una simbologia tanto ovvia che non sto a dire, che incarna la furia delle paure di Hildern e delle pulsioni "fuori controllo" delle donne del film. Il mostro è, come al solito nei film e nei racconti d'epoca vittoriana, l'incarnazione del represso, di ciò che si butta fuori dalla porta e che rientra in casa facendo a pezzi le finestre. La paleontologia fu grande argomento di interesse perché ribaltò le tesi creazioniste, scardinando l'antropocentrismo e ridimensionando l'essere umano a "semplice" prodotto evoluzionistico derivato da animali con pulsioni e istinti al di fuori del controllo della morale e dell'etica. In ciò si collega facilmente alla psicologia che spalanca un mondo mentale in cui l'inconscio ha un ruolo psichico preponderante, impensato in un'epoca in cui la ragione e il "cogito ergo sum" la facevano da padrone. Dopo un inizio lineare, e profonde riflessioni, il film si dirama in una serie di sublot la cui soluzione è puramente incidentale rispetto al resto della storia. Il finale, nonostante la chiusa beffarda, rimane incerto, con il mostro che si aggira per le strade inglesi, come dire che certe cose alla fine non possono essere annientate; in qualche misura però si rimane orfani di un confronto conclusivo fra lo scienziato e il mostro. Delle qualità di Peter Cushing si è già detto sopra e altrove, ma non meno brava è la semi-esordiente Lorna Heilbron. Canonicamente bravo Christopher Lee che indossa una questionabile barba finta corredata da altrettanto false sopraciglia. Sangue e violenza, come prevedibile, non sono il piatto forte della pellicola. Per chi ama le finezze dell'horror inglese di quegli anni.
* Trad.: "Sfortunatamente, per com'è messa la società odierna, non ci viene permesso di fare esperimenti su esseri umani. Esseri umani normali"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Le prime versioni del film soffrivano di un taglio effettuato dalla BBFC, la censura inglese, relativo all'immagine di un marinaio con la gola tagliata (immagine a sx).
Freddie Francis fu ingaggiato all'ultimo minuto. Il film in effetti doveva essere diretto da Don Sharp (La Maledizione della Mosca, 1965).
E' l'ultimo film di George Benson.
E' l'ultimo film di Harry Locke, caratterista in tante produzioni horror e televisive.