TRAMA
Angela,
studentessa in una scuola di cinema, sta preparando la tesi. Argomento:
la violenza negli audiovisivi. Per la sua ricerca di materiale
si avvale dell'aiuto di Chema, un eccentrico studente espertissimo
in pellicole ultragore. Angela, però, dopo la morte del
relatore, entra in possesso di un film snuff. Nel video si vede
una ragazza percossa selvaggiamente da un uomo misterioso e quindi
uccisa; la ragazza corrisponde ad una studentessa scomparsa due
anni prima dall'università. Angela e Chema si troveranno,
così, implicati in una storia dalle tinte molto fosche,
finché non scopriranno che...
|
TESIS |
(titolo
or.: Tesis - SPAGNA -
1996 - 125min - Colore) |
di Alejandro
Amenàbar |
| GENERE |
MYSTERY - THRILLER
- HORROR |
| IN BREVE |
Uno dei pochi film
che trattino l'argomento degli snuff movies |
| WEIRD |
|
| SESSO |
|
| VIOLENZA |
|
| SANGUE |
|
| PAURA |
|
|
Amenàbar, già noto per Apri
gli occhi (1997) e The Others (2001), affronta
in questo film il delicato argomento degli snuff, dopo che
altri prima di lui c'avevano provato con alterno successo
(Gli occhi del testimone, 1995) e prima che Joel
Schumacher ci mettesse le mani in 8MM - delitto a luci
rosse (1999), con un maggiore favore di pubblico. L'argomento
scotta e poche persone accettano di guardare film di questo
genere che dipingono l'incarnazione più estrema del
cinema. Anche se non credo che lo snuff possa essere definito
"cinema". Tornado a Tesis... Il film
si barcamena fra alcuni stereotipi e cliches (anche tecnici),
ed un certo coraggio-novità nell'affrontare il tema
in questione. Molti hanno accusato Amenàbar di aver
giocato sulla curiosità morbosa dello spettatore,
ovvero sul concetto centrale che lo stesso film vuole attaccare.
In verità Amenàbar trova delle soluzioni molto
intelligenti per farci intuire la violenza, ovvero l'espressione-reazioni
di coloro che vedono il film e le grida disperate di coloro
che sono uccisi. In verità lo spettatore non vede
nulla. Il film non può essere definito in modo definitivo
un horror e neppure un film di paura. Nonostante questo
ci sono dei buoni momenti di tensione. Bella, per esempio,
la scena in cui Angela e Chema vagano nei tunnel bui sotto
l'università potendosi illuminare solamente con pochi
cerini, scena omaggio al film L'uccello
dalle piume di cristallo (1970) di Argento. L'attore
più notevole del film è di sicuro il bravo
Fele Martinez, il quale decisamente scalza il ruolo alla
protagonista che non mi è sembrata un'attrice così
espressiva. Il film riesce a reggere anche perchè,
fino alla fine, siamo incerti su chi si nasconda dietro
la produzione degli snuff, anche se il numero limitato di
protagonisti attivi limita notevolmente le opzioni. Il discorso
finale del "colpevole" è molto crudo ma
è di un livello qualitativo nettamente inferiore
rispetto all'interpretazione e allo stile delle battute
che abbiamo sentito in American
Psycho (2000). La cosa meglio fatta, almeno quella che
di più mi ha colpito, è l'inizio e la chiusa
del film. Il regista, nelle prime sequenza, ci "illustra"
tramite un esempio i quotidiani risvolti della curiosità
morbosa nei confronti della morte. Nel finale gli stessi
media proietterano, forti del diritto di cronaca, il filmato
snuff ad una platea nazionale sempre più famelica
di immagini estreme, una società scopofila, voyeuristica,
e morbosamente curiosa. Soltanto i due protagonisti sembrano
avere capito, mentre le spesse porte dell'ascensore che
si chiudono gli dividono, alla fine e finalmente, da quei
filmati e dai loro spettatori. Noi.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Chema indossa, in alcune scene, una maglietta
con stampata sopra la locandina di Cannibal
Holocaust.
|
|
 |