TRAMA

Un fetiscista del metallo (Shinya Tsukamoto) che ama infilarsi tubi di ferro nelle cosce, viene investito da un impiegatuccio (Tomorowo Taguchi) e questi, insieme alla sua donna (Kei Fujiwara) lo carica in macchina e lo scarica in un bosco e credendolo morto, i due, eccitati dalla situazione, si mettono a fare sesso di fronte a lui. Tuttavia il feticista è sopravvissuto e la sua "infezione" è stata trasmessa alla donna e all'uomo. Alla fine il feticista e l'impiegato, divenuti mostri metallici, si daranno battaglia.


TETSUO
titolo or.: Tetsuo - Giappone - 1988 - 67min - b/n

di Shinya Tsukamoto

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Una guerriglia cyberpunk per le strade di Tokyo. Fra Cronenberg e Lynch, ma con una sua originalità.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Soon even your brain will turn to metal. Let me show you something really swift...a new world"*

Film che sorse dai recessi underground nipponici, low-budget ma pieno d'immaginazione e creatività, creato da uno Tsukamoto che, dopo aver attirato l'attenzione di un ampio pubblico, è rimasto comunque sui binari della sua sensibilità con i film successivi quali Tetsuo II (1992) e Tokyo Fist (1995) che si giovavano di un ben più ampio budget. Tetsuo è fantascienza, horror e surrealismo, è un pugno nello stomaco a livello logico e visivo che fonde tecniche da videclip e fumetto ad un'atmosfera cyberpunk. I riferimenti non sono difficili da rintracciare per coloro che hanno già visto qualche pellicola weird: Akira Kurosawa (Dodes'ka-den, 1970), Sogo Ishii (1/2 Mensch, 1986), Cronenberg (Videodrome, 1983), Lynch (Eraserhead, 1977) ed altro probabilmente, eppure il film non è derivativo e ha una sua personalità, soprattutto dovuta all'uso degli effetti sonori (sempre industriali, metallici). Fin dalle prime battute Tetsuo colpisce gli occhi in modo feroce, e la realizzazione tecnica fatta con mdp a mano, bianco e nero "sporco", effetti sonori crudi mettono in scena situazioni da cinema al limite. Operazione volutamente povera e arty o limitata dal low-budget, Tetsuo svolge pienamente i nuclei tematici che il regista voleva sottolineare. Come nelle opere di Cronenberg, la carne diventa campo di battaglia che si gioca fra sessualità (istinto) e tecnologia (scienza): se si riesce a raggiungere una sintesi è solo tramite la crazione di un essere mostruoso che fa trasparire chiaramente la sua sofferenza. Pistoni, olio, trivelle falliche, sangue che in bianco e nero pare petrolio: è la fantasia repressa che erutta dall'inconscio per concretizzarsi in una realtà ipertecnologica, tale qual'è soprattutto quella nipponica. Ad onor del vero va detto che buona parte del film è scombinato, ed il senso di straniamento che prova lo spettatore non è poco. Tetsuo propone una serie di immagini e suoni che esitono solo su un piano surreale ma che vengono recepite come disturbanti, in questo ha molto da condividere con Eraserhead (1977), film che io comunque trovo più elegante. Il piano immaginativo e quello reale (sempre che ce ne sia uno) si con-fondono e lo spettatore si perde in una trama poco più che abbozzata che trova conclusione in una corsa a velocità accelerata fra le vie deserte di Tokyo che vede il feticista inseguire l'impiegato fino ad un incredibile testa a testa in cui la metamorfosi la fa da padrona. Tsukamoto, insomma, realizza un vero e proprio assalto alle convenzioni in un periodo storico, gli anni '80, in cui non si aveva la percezione di aver detto tutto, un decennio "repubblicano" dominato da un arrogante ottimismo rispetto al futuro. Il futuro di Tetsuo, invece, è qualcosa che ha a che fare con la corrente cyberpunk, con la tradizione manga, con il videoclip e con un uomo in profonda distonia con la sua medesima natura e anche con le macchine che non sono utilizzate dall'essere umano ma anzi lo utilizzano, lo invadono come un virus. Forse non così originale nel concetto, visti gli altri registi (e scrittori) che hanno descritto i medesimi "incubi", ma irripetibile nella realizzazione, tenendo anche conto del fatto che Tsukamoto ha curato, oltre alla regia, la fotografia, il montaggio, le scenografie e gli SFX. Tetsuo non è un film per tutti, e questo al di là delle immagini sessuali o violente: si tratta di un cinema weird di fronte al quale lo spettatore mainstream rischierebbe di trovarsi sguarnito di armi interpretative, con il risultato di bollare il film come noioso, insensato e "malato"; un termine, quest'ultimo, che in genere svela subito la natura mainstream di chi lo pronuncia.

Seguìto da Tetsuo II: Body Hammer (1992).

*-trad: "Presto anche il tuo cervello si muterà in metallo. Lascia che ti mostri qualcosa di davvero prossimo a venire...un nuovo mondo"

eXXagon fecit MMVI