TRAMA

La giornalista Rachel Keller (Naomi Watts) indaga sulle strane circostanze che hanno portato alla morte della nipote Katie che aveva guardato uno strano video e dopo sette giorni è stata trovata morta e con un'espressione terrorizzata. Rachel trova una copia del video e lo guarda. Riceve una telefonata che l'avvisa che morirà sette giorni dopo. Il problema è che anche il suo figlioletto Aidan (David Dorfman) guarda il video. Nel tentativo di fermare la maledizione, la Keller indaga e viene a conoscere i retroscena che hanno portato alla creazione del video maledetto.

 

 

 

 


THE RING
titolo or.: The Ring - USA - 2002 - 115' - Colore

di Gore Verbinski

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Horror che funziona non si cambia e anche il remake coglie nel segno, anzi fa di meglio. E si sdogana la mania del rifacimento.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “You start to play it and it's like somebody's nightmare. And then this woman comes on, smiling at you, right? Seeing you... through the screen. Then when it's over, your phone rings, someone knows you watched the tape... and what they say is, "You will die in seven days”*

Remeccone di enorme successo del fu Ringu giapponese prodotto nel 1998 che ebbe un forte riscontro solo in oriente e fra gli appassionati di horror import. The Ring, di fatto, spalancò le porte occidentali alla moda, poi divenuta sfiancante, del rifacimento di pellicole del lontano est, soprattutto giapponesi e sud coreane: non tutto fu fatto per il meglio. Per The Ring però vale un altro discorso. Hollywood, nel nome specifico dello sceneggiatore Ehren Kruger, ha messo il lucido al prodotto di Nakata, un film nipponico nato dal romanzo di Kôji Suzuki con una manciata di buoni shock ma registicamente eccepibile e con un plot poco preoccupato a dipanare il bandolo della matassa. Quest'ultima cosa, ovvero la non-necessità di spiegare per filo e per segno le storie narrate, è motivo di pregio per gli amanti dell'originale e fattore di critica per il remake di Verbinski che invece, come da tradizione giallo-investigativa occidentale, deve riposizionare tutti i tasselli del puzzle. Sta di fatto che Kruger, adattando il soggetto ai gusti del mainstream, cerca di dare un senso ad ogni immagine del video maledetto e trasforma la protagonista in un'investigatrice per nulla intimorita da ciò che invece deve temere il pubblico pagante. Il grande scisma fra Verbinskiani e Nakatiani sta proprio nella fattura del video malefico che nel remake è inquietante sì (perché bianco e nero, sgranato e rovinato) ma poi verrà del tutto riposizionato nel campo del razionale, dato che ogni immagine è indizio di un crimine da scoprire; aggiungeteci qualche immagine surrealista che fa tanto Buñuel. Il filmato di Nakata invece era nettamente più incomprensibile e rifletteva il gusto orientale per l'irrazionalità, la non necessità di una storia lineare, etc. In fondo, si potrebbe dire, è una questioni di gusti, se non di culture. Per il resto il prodotto USA è superiore perché mostra sia più cura nella plumbea fotografia di Bojan Bazelli (che immerge sott'acqua tutta la storia in un tono bluastro), sia in ambito registico. Verbinski replica tutte le scene di maggior impatto proposte dal film del 1998: la bambina che esce dal pozzo, la bambina che esce dalla tv più qualche scena originale ben riuscita, come la mosca nel filmato che viene tolta da esso attraverso lo schermo o il cavallo che si suicida. Poi naturalmente ci sono le immagini dei morti spaventati che garantiscono lo shock visivo. Naomi Watts, appena uscita dal cinema weird di Lynch (Mulholland Drive, 2001; Rabbits, 2002) è una buona scelta per un film che ruota intorno alle arcane simbologie di un filmato che ciclicamente (da cui "ring", anello, non lo squillo del telefono!) passa di mano in mano. Ciò che comunque e soprattutto fa funzionare The Ring, così come accadde per Il Sesto Senso (quest'ultimo non troppo distante per tipo e pubblico target), è la volontà di far prevalere la storia e l'indagine, quindi il thrilling, al mero effetto speciale orrorifico, ciò che permette a molti di dire "a me piacciono solo gli horror intelligenti", qualsiasi cosa ciò voglia dire. Lasciando a voi l'ingrato compito di spiegare se una persona davvero intelligente debba cercare conferma della propria dote tramite un film, vi sollecito a guardare The Ring perché, a prescindere dal risultato in sé o a confronto con l'originale, il remake USA ha una sua incontestabile importanza nella storia dell'horror tale che si può definire un cult; grosso o piccolo lo si dirà solo fra anni. Unico mistero che rimane da svelare è se Samara sia lo spirito inquieto di una bimba morta violentemente o uno spirito maligno che non può essere placato; a dipanare l'arcano ci pensa il seguito The Ring 2, sequel "necessario" per un film che al bottegino ha decuplicato i dollari investiti.

* Trad.: "Inizi ad avviarlo ed è come l'incubo di qualcuno. E poi questa donna salta fuori, sorridendoti, ok?! Guardandoti attraverso lo schermo. Quindi, quando è finito, il tuo telefono suona, qualcuno sa che hai guardato il film e ciò che dicono è "Morirai in sette giorni"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il ruolo di Rachel fu prima offerto a Jennifer Connelly, quindi a Gwyneth Paltrow, a Jennifer Love Hewitt, a Kate Beckinsale e poi a Naomi Watts.

Fotogrammi "subliminali" del filmato maledetto sono inseriti nel film.

Nel film appaiono in diversi contesti immagini di cerchi, ad esempio: il disegno sulla felpa del dottore, lo scarico della doccia, il numero di appartamento di Rachel.

L'acero rosso giapponese del video era artificiale. Costruito in blastica e metallo, aveva le foglie di seta. Gli effettisti lo chiamarono "Lucille" dal nome di una "attrice dai capelli rossi". Mentre si effettuavano delle riprese nello stato di Washington, l'abero fu utilizzato tre volte solo per essere abbattuto da un vento che soffiava ad oltre 100 mph. A Los Angeles l'albero fu eretto una quarta volta e questa volta fu abbattuto da venti che soffiavano a 60 mph.

I frutti dell'acero rosso giapponese sono chiamati "samara".

Il production designer Tom Duffield si è rifatto ai lavori artistici di Andrew Wyeth.

Sia nel film americano che in quello giapponese, il nome della ragazzina è connesso con una storia sulla morte. Il nome "Samara" si riferisce ad una storia riferita da W. Somerset Maugham (Appuntamento a Samarcanda) relativa ad un uomo che incontra la Morte al mercato e scappa nella città di Samarcanda, anche detta Samarra. La storia è nota in Italia soprattutto grazie alla canzone di Roberto Vecchioni "Samarcanda".

Nel vido maledetto del film, circa al 25esimo secondo si sente un ragazzino canticchiare sottilmente il tema musicale di Suspense (1961).

Il film venduto in VHS aveva degli interessanti extra: riavvolgendo del tutto la cassetta si poteva vedere il filmato maledetto; dopo il filmato si sentivano due squilli di telefono dopodiché iniziavano i trailers dei film (quelli che di solito precedono il film vero e proprio). Finito il film su VHS altre scene addizionali aiutano a spiegare il mistero del video.

Il videotape che reca la scritta "copy" è il VHS del film giapponese.

L'omicidio di Samara originariamente era più cruento di quanto poi sia stato mostrato al cinema. Il sacchetto di plastica non riusciva a soffocarla, portando l'omicida a colpire la bambina sulla testa con una roccia. I colpi stordivano ma non uccidevano la bambina alla quale, prima di essere buttata nel pozzo, veniva anche sbattuta la testa contro il bordo dello stesso.

Questo film vendette 2 milioni di DVD solo in USA e nelle prime 24 ore dalla sua uscita nei negozi.

Nelle sue ricerche per trovare Anna Morgan, la bella Rachel finisce sul sito di Moesko Island moeskoislandlighthouse.com. Quel sito era visitabile davvero e adesso si trova all'indirizzo www.sweb.cz/moesko. Il faro di Moesko Island è un nome finto per un faro vero che si trova a Newport (Oregon), è il Yaquina Head Lighthouse, costruito nel 1873, attualmente in funzione. Il nome "Moesko" deriva da "Mosca" (ma in spagnolo), guarda caso l'insetto che si vede nell'inquadratura del faro.

La penna che la protagonista usa durante il film è una Sensa.

Fra i documenti medici di Samara si trova un foglio con scritto il nome Anna e degli ideogrammi orientali. La scritta è una combinazione di cinese e giapponese che tradotto suonerebbe circa come "agenti purganti".

Nel filmato maledetto, Samara, interpretata da Daveigh Chase, cammina verso lo schermo, mentre in realtà l'attrice camminava al contrario verso il pozzo.

Al settembre 2010, The Ring era il remake horror di maggior successo nella soria del cinema, con un incasso di oltre 249 milioni di dollari (a fronte di 48 milioni spesi dalla produzione). La cosa diede il via alla mania USA di remeccare i j-horror.

All'inizio del film, quando Katie Embry viene spaventata a morte, rallentando la velocità del film fotogramma per fotogramma, si possono vedere tutte le immagini che compaiono nel video maledetto. L'effetto si ripete alla fine del film.

Per promuovere il film furono piazzate copie VHS del "killer tape" in vari posti (eventi, concerti). I VHS riportavano un'etichetta che portava ad un sito (www.anopenletter.com) che, si faceva intendere, fosse stato ideato da un pedofilo condannato a morire dopo aver visto il filmato maledetto e che voleva evitare la stessa fine alla gente (il ruolo del pedofilo è quello che avrebbe dovuto avere Chris Cooper in un sublopt del film poi cancellato dalla versione cinematografica. Il sito conteneva altre note misteriose, tipo lo scritto di un amico di Katie che ne denunciava la scomparsa, o l'articolo di un supposto scienziato che trattava di paranormale e trasmissioni televisive. Quando il film fu distribuito nelle sale, il sito fu cancellato e la Dreamworks negò di aver mai avuto a che fare con l'idea.

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