La Frase dal Film:
"Iddio giudicherà il giusto e l'iniquo:
perché sta fisso un tempo per ogni cosa. Dio fa per
provarli e mostrare che essi da soli sono bestie, nè
l'uomo ha alcun vantaggio sul bruto perché tutto
è vanità"
Oscuro titolo legato a poco nota pellicola
che sul mercato vale un botto se avete la copia VHS della
Cinehollywood (300 euro) o quella della Look Video (200
euro). E il valore sale ovviamente di anno in anno. Già
un gran casino capire quale sia il vero titolo: la Anica
lo ha registrato come Thrauma (visto censura del
19/12/79), però altrove lo si trova scritto Trhauma,
ed altrove ancora come Trauma, in alcune locandine,
poi, il titolo diventa sottotitolo tra parentesi e così
si avrà: Il mistero della casa maledetta (Trhauma).
Anche la data non sembra certa: chi parla del '79, chi dell'80,
chi del '83 (improbabile). Boh! Per non parlare della durata
che varia a secondo dei gusti di censura: dagli improbabili
90 minuti a 75. La versione che ho visionato io non durava
un'ora e mezza e quindi ne deduco che o ho visto la versione
censurata oppure 90 minuti è una cifra indicata così,
tanto per arrotondare. Insomma, io propendo per Thrauma
del 1979 e buonanotte! In quanto a scene censurate o meno,
chissenefrega, dal momento che il film è così
scadente che stare a fare dell'esegesi su una pellicola
del genere diventa alquanto ridicolo; se poi siete dei collezionisti...buona
fortuna! Thrauma è un protoslasher italico
che prende le mosse dal successo di Halloween
(1978), proponendo un folle stalker che scanna donne e uomini
indistintamente, se la prende anche con un cane (in una
scena che più patetica non si può visto che
è chiaro che il cane sta giocando), e alla fine si
rilassa costruendo castelli col Lego. Martucci comunque
non rinuncia al tocco giallo, e quindi va da sé che
il demente sfigurato non agisce di sua sponte ma è
manovrato da uno degli ospiti che ripaga i servizi del killer
con preziosi mattoncini di plastica. Santo cielo. Il movente
naturalmente è commisurato alla demenzialità
della pellicola. Il tutto si conclude, in modo altisonante,
con la frase sopra citata che compare sullo scehermo di
colpo sovrapponendosi al volto di quella che dovrebbe essere
l'ultima vittima. Disastro. Martucci (I Frati Rossi,
1988) gira questo film in modo vago, dovuto forse alla volontà
di copiare Halloween e all'evidente incapacità
di saperlo fare bene: c'è un po' di sesso con un'attricetta
che mostra la mercanzia, c'è un po' di giallo (male),
c'è il sangue (poco), c'è il Lego, c'è
il mostro umano...c'è tutto e niente. Forse il film
presenta qualche momento di tensione verso la fine fra le
luci e le ombre delle stanze della casa ma è poca
roba, soprattutto per chi di horror na ha visti parecchi
ed è asuefatto a situazioni del genere; più
memorabile, di certo, il servizio fotografico della modella
accompagnato da uno score musicale sconcio stile pornazzo.
Tharuma è un brutto, povero e noioso come pochi
e con un cast di scarsoni. L'unico motivo per cui valga
la pena di vederlo (o possederlo) è la sua suddetta
rarità.
Distribuito all'estero come: Demence,
Trhauma, Trauma.