TITICUT FOLLIES
titolo or.: Titicut Follies - USA - 1967 - 84min - b/n

di di Frederick Wiseman

GENERE
DOCUMENTARY
IN BREVE
Non giudicabile, non ho termini di paragone. Ma, credetemi, vale la pena vederlo (per chi comprende l'inglese)
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

Facciamo prima di tutto un po' di storia su questo misconosciutissimo shockumentary. Il documentario nasce come un inchiesta di Wiseman sulle condizioni di vita alla State Prison for the Criminally Insane a Bridgewater, Massachusetts. Girato nel 1967, questo film non ha potuto vedere la luce fino al 1992 per un ordinanza restrittiva emessa dalla Corte Suprema del Massachusetts che lo riteneva una violazione della privacy dei detenuti. Il titolo si riferisce ad un saggio musicale messo in scena dai detenuti e dalle guardie e che abbiamo l'occasione di vedere nelle prime scene. Il film ha in sé, nel suo soggetto estremo, la forza di colpire ogni animo umano messo di fronte alla vita di uomini che vivono una vita che definire al limite è eufemistico. Titicut Follies è l'esame disturbante e poderoso di un mondo fuori dalla nostra abituale conoscenza, il mondo delle vecchie istituzioni psichiatriche, un esame che mette in discussione i limiti fra deviante e conformista. L'istituzione filmata da Wiseman non era di certo cosciente nè della portata che avrebbe avuto tale film nè delle capacità tecniche di Wiseman, altrimenti non si spiegherebbe come gli abbiano concesso quei 29 giorni di riprese in cui il regista ha messo nero su bianco la vita disumana dei detenuti e il trattamento riservato loro da quelli che avrebbero dovuto curarli. Quello che potrete vedere in questo film sono infatti atti disumani perpetrati nei confronti di uomini davvero ai limiti. Non sto parlando di pestaggi ma di "sottigliezze" tipo: un medico che per far mangiare un paziente gli infila delle canule nel naso attraverso le quali fa passare un pappone schifoso, il tutto mentre incurante il dottore fuma una sigaretta la cui cenere cade bellamente nel pappone. Ma non sono solamente questi episodi estremi a scioccare, non sono solo le umiliazioni inferte dai guardiani ai detenuti, basterebbe solamente guardare i comportamenti delle persone disturbate che in questo manicomio vengono detenute oppure lo sguardo di coloro che sono abbastanza lucidi per realizzare in che diavolo di girone infernale sono finiti. Questo senza dimenticare le loro colpe. Wiseman, anche se non in modo estremo come ha fatto Brakhage in The Act of seeing with one's own eyes, non riprende con intento moralizzante, non commenta, semplicemente immette la telecamera in un ambiente e lascia che parlino le immagini e le voci dei protagonisti. Ora, il nodo centrale, come in ogni shockumentary è che tipo di reazione elicitano in noi le immagini che vediamo. Rispetto ad altri film del sottogenere in questo caso non c'è exploitation, non c'è compiacimento nel ritrarre l'orrore ed in effetti non c'è l'orrore che si aspetterebbe un ghiottone di immagini alla Faces of death o alla Rotten. Qui siamo di fronte all'orrore delle istituzioni, dell'uomo sull'uomo, qualcosa di simile a certi documentari sul nazismo che vi sarà capitato di vedere. La visione del film non è certo consigliata al pubblico più impressionabile, ma essendo il film privo di "sangue", la visione potrebbe essere sopportata più agevolmente. In verità non va proprio così. Il film è di difficile reperibilità e questo è un male. Non so se sia mai stato distribuito in Italia e se mai è successo, di certo è sottotitolato e non doppiato. Lo consiglio caldamente a tutti coloro che comprendono l'inglese.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Questo shockumentary è stato citato come "Il migliore film sulla condizione umana" al Festival Dei Popoli di Firenze del 1967 ed ha ottenuto il premio come "Miglior Film" al Mannheim International Filmweek dello stesso anno.