TRAMA

Verden Fell (Vincent Price) sepellisce la moglie Ligeia morta per malattia ma è convinto che non sia davvero morta. Il caso vuole che la bella Rowena Trevanian (Elizabeth Shepherd) conosca Fell e se ne innamori a prima vista. I due si sposeranno ma ben presto il nobile uomo inizierà ad avere un comportamento misterioso che insospettirà la nuova moglie.


LA TOMBA DI LIGEIA
(titolo or.: The Tomb of Ligeia - UK - 1964 - 81min - Colore)

di Roger Corman

GENERE
GOTHIC HORROR
IN BREVE
Elegante, curato e con molte riprese in esterna, però appesantito da una sceneggiatura che rallenta lo svolgimento.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "L'uomo non si arrende agli angeli né si fa vincere dalla morte, se non per la debolezza della sua misera volontà"

Ottavo e ultimo film di Corman tratto dai racconti di Edgar Allan Poe. Per questa pellicola il regista scelse di compiere anche diverse riprese in esterna, cosa inusuale per la "serie" visto che i precedenti film erano stati realizzati in pratica tutti in studio. Per diversi critici questo La Tomba di Ligeia dovrebbe essere il migliore fra i film cormiani tratti da Poe; mi discosto. Il plot riprende diversi elementi già trattati fin dal primo I Vivi e i Morti (1960): l'amore tra questo e l'altro mondo, la possessione, la maledizione e la "depressione", così come la presenza di un esterno innocente (in questo caso la nuova moglie Lady Trevanian) che subisce tutti gli elementi sopra elencati. La sceneggiatura di Robert Towne è sì più colta del solito e sottilmente umoristica, ma nel complesso il film risulta troppo verboso, lento e appesantito dai dialoghi. In tutti i casi la pellicola saprà dare all'appassionato di gotico tutti gli elementi che si aspetta: dimora decadente, gatti neri sinistri, e soprattutto il solito grandissimo Vincent Price (qui molto simile al suo Roderick Usher del film del 1960) che con la sua recitazone umorale e a tratti eccessiva ma magnetica tiene in piedi tutto il baraccone. Non male neppure l'interpretazione di Elizabeth Shepherd (La Maledizione di Damien, 1978) nei doppi panni di Rowena e Ligeia, nel ruolo della prima risce a creare una buona empatia col pubblico tanto che si parteggia con lei, nella speranza che la nefasta influenza di Ligeia possa essere eliminata e che Rowena possa tornare a vivere in pace e amore col marito Verden Fell. La relazione amorosa fra i due protagonisti è parte integrante in questo film che a buona ragione è stato definito un romantic gothic horror. In definitiva, per ciò che mi riguarda, La Tomba di Ligeia non è il film giusto per iniziare una personale rassegna dei film di Corman tratti da Poe, non è di certo il film milgiore della serie, anche se rispetto agli altri presenta una grande cura nella realizzazione e, anche grazie alle riprese esterne (si vede persino Stonehenge!), risulta più di ampio respiro. La lentezza e il senso di dèjà vu però fiaccano il risultato complessivo ma sia chiaro che La Tomba di Ligeia rimane un'ottimo ed elegante esempio di gotico cinematografico.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Gli altri film di Corman tratti da Poe sono: I Vivi e i Morti (The House of Usher o The Fall of the House of Usher, 1960), Il Pozzo e il Pendolo (Pit and the Pendulum, 1961), I Racconti del Terrore (Tales of Terror, 1962), I Maghi del Terrore (The Raven, 1963), La Città dei Mostri (The Haunted Palace, 1963; che però è tratto da Lovecraft), La Maschera della Morte Rossa (The Masque of the Red Death, 1964) e questo La Tomba di Ligeia (1964).

Il film è stato girato a Castle Acre Priory, Swaffham, Norfolk (UK) e allo Shepperton Studios, Shepperton, Surrey (UK).

Fra i titoli proposti per il film si era pensato a "The House at the End of the World" e "The Tomb of the Cat".

Scoop gossip. Nel 2006, all'età di 70 anni, l'attrice Elizabeth Shepherd fu vittima di un furto d'identità e di una frode dopo aver affittato casa sua. Gli affittuari crearono una falsa Elizabeth alla quale fecero vendere la casa ad uno dei truffatori (che usava un nome falso), il quale, a sua volta, mise un'ipoteca di 250.000 dollari sulla proprietà, pigliandosi i soldi e sparendo. La vera Elizabeth si trovò ovviamente nei casini ma tutto poi si risolse.

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