TRAMA

Virginia (Maria E. Arpon) viene invitata da Roger (Cesar Burner) e Betty (Lone Fleming), ad un viaggio in treno. Virginia salta giù dal mezzo quando si accorge che i due, ognuno a suo modo, ci stanno provando con lei. La donna, in mezzo al nulla, si rifugia fra le rovine del monastero di Bouzano ma lì sarà uccisa da degli zombi inappucciati. Roger e Betty tornano sul luogo del delitto per scoprire che il posto è infestato da Cavalieri Templari morti viventi. E ciechi.


LE TOMBE DEI RESUSCITATI CIECHI
titolo or.: La noche del terror ciego - Spagna/Portogallo - 1971 - 101' - Col.

di Amando de Ossorio

GENERE
HORROR
IN BREVE
Templari morti viventi e un po' vampiri con tocchi exploitation. Horror iberico d'antan gradevole.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ma allora com'è? Si è creata una nuova setta dei Templari che pratica i vecchi riti?" "No. Chi ha detto questo?" "Non capisco!" "Sono gli stessi, che di notte resuscitano"

Il regista spagnolo Amando De Ossorio si presentò all'attenzione del pubblico nei primi anni '60 con una serie di western e fece la sua prima incursione nell'horror con Malenka, la nipote del vampiro (1968). E' tuttavia con i templari de Le Tombe dei Resuscitati Ciechi, e seguiti, che Ossorio si fa un nome fra i fans del genere. Il punto di riferimento primario è naturalmente La Notte dei Morti Viventi (1968) di Romero, ma il regista spagnolo fa un lavoro tutto suo in modo che in effetti ciò che ne risulti abbia una sua distinta parsonalità. La trama del film, o meglio la scusa con la quale si fa arrivare Virginia alle rovine di Berzano, è un po' debole, ma l'atmosfera che si viene a creare non è per nulla male: i morti che escono dalle loro tombe accompagnati da uno score musicale d'effetto, le mani dei morti che escono dalle porte e dai muri, il lento incedere dei cavalieri zombies, le cavalcate al rallentatore dei templari a cavallo. Insomma, lo zombie-movie appena nato incontra (o re-incontra) il gotico, con questo manipolo di adoratori del demonio che per ottenere l'immortalità deve bere sangue ogni tot. Ben più moderatamente rispetto al connazionale Jesus Franco, anche Ossorio presenta qualche stuzzicante scena exploitation. All'inizio del film una trasognata scena saffica molto molto soft, successivamente la tortura di una donna (davvero bella!) legata al palo, tagliuzzata e poi "bevuta" dai templari in una sequenza che inserisce nel film anche dei sottesi vampiristici. Le Tombe dei resuscitati Ciechi è quindi un melange di cose diverse ma orchestrate in maniera da essere, se non chiaramente credibili, almeno godibili. Nella parte finale del film bella soprattutto la scena nella quale Betty cerca di evitare i morti ciechi rimanendo immobile mentre quelli ne avvertono la presenza tramite l'amplificazione del suo battito cardiaco accelerato. Finalissimo shock (o così vorrebbe essere) con fermo immagine e urla delle persone su una carrozza del treno. Il film ha la sua età e si vede però rimane un pezzo di horror iberico originale e godibile con belle protagoniste; i seguiti, chi megli chi peggio, ripropongono la stessa idea, quindi, dovendo scegliere nella serie, è questi primo film quello di riferimento.

Seguito da: La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi (1973), La Nave Maledetta (1973) e La Notte dei Resuscitati Ciechi (1975).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato ad Lisbona, Palmela, Sesimbra e Setubal (Portogallo) e al Monastero del Cercon, al Pantano de San Juan, ai Pelayos de la Presa e sul fiume Guadalquivir (Spagna).

Le musiche di Antón García Abri saranno riutilizzate nei film successivi della serie.

Nella versione originale del film, i morti ciechi non sono mai definiti Cavalieri Templari, piuttosto Guerrieri d'Oriente.

I costumi e l'aspetto dei Templari morti-viventi verranno ripresi da Jess Franco nel film La mansión de los muertos vivientes (1982) da alcuni ritenuto impropriamente un remake del film di Ossorio.

Alcuni distributori USA rimontarono il film e lo vendettero con il titolo Revenge from Planet Ape, tentando di capitalizzare sul successo del film Il Pianeta delle Scimmie (Planet of the Apes, 1968). Fu aggiunto un prologo per cercare di creare una pazzesca connessione fra i due film. Tale prologo spiega che 3000 anni fa una civiltà di scimmie antropomorfe superintelligenti ha combattuto contro gli esseri umani per il controllo della Terra. Gli umani hanno vinto e hanno torturato le scimmie rimanenti bruciando loro gli occhi. Una delle scimmie prigioniere, il capo del gruppo, promette di tornare dalla morte per vendicarsi della brutalità umana poco prima che l'uomo stesso distrugga la Terra col suo fare aggressivo. Un po' c'ha ragione.

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