La Frase dal Film:
"Sulle spiagge alla moda cadono i reggiseni, ma con i reggiseni cadono veramente anche i nostri tabù sessuali? Corriamo il rischio con queste rivoluzioni da spiaggia di fare un'altra parata di false libertà. Togliersi i vestiti di dosso non è sufficiente per togliersi i problemi di dentro"
Un mondo movie che si intitola Tomboy (maschiaccio) e che tratta dei misteri del sesso? Le premesse ci sono tutte per divertirsi, pensando alle castronerie psicosessuali esposte nella maggior parte dei documentari erotici del tempo. Il film però si apre elencando una serie di professoroni da paura che hanno collaborato: c'è Willy Pasini prima del telepresenzialismo costanziano e viene presentato come direttore dell'unità di ginecologia psicomatica (che suppongo volesse essere "psicosomatica"). C'è pure John Money e la Schelotto. Che la cosa sia seria? Dalle prime immagini non si direbbe: una raffica di tette sulla spiaggia e di gente che pomicia. Eppure la voce narrante del mitico Riccardo Cucciolla non sembra dire cretinate, anzi. Si espongono problematiche legate all'ermafroditismo, all'eiaculazione precoce, alla masturbazione, all'omosessualità, al femminismo e all'impatto dei cambiamenti dell'attitudine sessuale nella società del tempo. Sono esterrefatto: ancora nel 1980 Sesso Perverso, Mondo Violento parla di sesso citando Krafft-Ebing (ottocentesco padre della sessuologia) e tira a mano Freud facendo scismi fra clitoridee e vaginali, in Tomboy, invece, si discute dell'omosessualità come probabilità genetica, si parla di masturbazione infantile come normale tappa evolutiva, si mostrano le nuove terapie sessuali della Kaplan e si riflette sul femminismo in maniera non macchiettistica. Dignitoso. Però le cazzate pseudoscientifiche della Gemser e della Wilson de Le Notti Porno nel Mondo (1977 e seguiti) un po' mi mancano. Interessanti ma scioccanti i segmenti di operazioni chirurgiche. C'è un pene al quale vengono inserite delle protesi al silicone; fa male solo a vederlo. C'è un parto naturale con feto dal testone bovino (o forse è normale così, comunque povera mamma). C'è anche l'operazione di cambio di sesso: via pene e testicoli e creazione di vagina e vulva; se ne consiglia la visione solo a chi ha uno stomaco di ferro. Tutti gli interventi degli specialisti intervistati sono attendibili ed interessanti, Cucciolla narra e fa riflessioni pertinenti. Il regista Racca, meglio noto come direttore alla fotografia, si lascia però sfuggire la cosa di mano e schiaffa in codesto rispettabilissimo documentario alcune immagini di cattivo gusto. Diciamo che le operazioni chirurgiche mostrate, per quanto in cerca di sensazionalismo, hanno comunque un loro senso nel percorso narrativo del film; la stessa cosa non si può dire del neonato ermafrodita mostrato con impietosi zoommate proprio in zona genitale, né tantomeno l'insistita mostra del cadavere di Pasolini. Altre cose sono così così: muove a pietà la vista dell'uomo trasformato in donna dai nazisti a furia d'iniezioni ormonali e fa ridere la seduta d'ipnosi per curare la frigidità (non che non si possa fare, solo che il terapeuta parla come stesse facendo una telecronaca). Down perdonabili in una pellicola che, non bisogna dimenticare, rimane sempre un mondo movie nudo e crudo. C'è chi ha fatto peggio e intendo ha annoiato a morte. Le immagini forti del film sicuramente hanno sconcertato i più e hanno fatto bollare Tomboy come l'ennesimo mondo super exploitation. Non dico che le finalità della pellicola siano le più candide, però per chi ama questo genere fa piacere riconoscere in Tomboy la serietà della narrazione anche se la stessa serietà non la si ritrova in tutte le immagini mostrate. Racca farà solo un altro mondo ma dal titolo epocale: Love duro e violento (1985). Tanta roba.
Anche noto come Tomboy - Sesso: inferno o paradiso.