La Frase dal Film: “Se l'immagina lei una contessa fidanzata con un macellaio?!” "Caro professor Barbin, contessa o non contessa, era una ninfomane!" "E già, quando sono contesse le chiamano ninfomani!"
Storia di fantasmi affascinante, lontana e atipica, girata da Petri in pieno periodo sessantottino, il che influenza non poco il modo in cui il regista sceglie di rappresentare una storia di per sé abbastanza banale. Sfuggendo alle regole di qualsiasi genere e mescolando cinema d'arte con giallo e horror, Un Tranquillo Posto di Campagna inizia in maniera poco esaltante (ma assai psichedelica) nella prima parte per poi approdare ad una forma narrativa più consueta che rende lo svolgimento maggiormente comprensibile. Il film tuttavia rimane caratterizzato per tutto il suo svolgimento da un montaggio frenetico, a tratti frammentato, coadiuvato dallo score musicale di maestro Morricone che studia una musica dissonante come sarà poi qualche anno dopo anche per Il Gatto a Nove Code (1971). Franco Nero, nei panni di un pittore-scultore che come volevano i tempi doveva anche essere il più sbarellato possibile, regge su di sé la storia della schizofrenia d'artista, espressa in modo speculare dal regista in uno di quei film che oggi è impossibile produrre. Surreale e libero, ma anche prigioniero degli stili con cui un tempo si doveva rappresentare la libertà espressiva, il film di Petri rimane in bilico fra realtà e allucinazione, fra spiegazione e cripticità. Il bello è, o dovrebbe essere proprio questo. Un suo fascino ce l'ha decisamente, anche se a conti fatti il risultato è meno graffiante di ciò che vorrebbe o forse semplicemente oggi funziona meno di ieri. Il finale però funziona anche adesso. Bravissima come al solito Vanessa Redgrave, nei panni della donna di Ferri che commercia in arte e piazza il lavore del suo uomo, ponendo le basi di un discorso, neanche poi troppo analizzato nel film, della frizione fra l'artista come creativo puro e l'artista come venditore delle proprie creazioni. Lisergico, sì, però alla fine i momenti più interessanti si palesano nelle parti più lineari collegate alla storia di Vanda la morta-lesbica, vedi il dialogo fra Ferri e il macellaio un tempo amante della nobildonna; in altre situazioni non si campa alla noia, soprattutto quando il manierismo eccede e lo sperimentalismo di fine anni '60 va sopra le righe. Per curiosi, ma non per tutti i gusti.
Noto all'estero come: Çilgin ruhlar (Turchia), A Quiet Place in the Country (UK), Das verfluchte Haus (Germania), Der einsame Platz (Austria), O pyrgos ton eraston (Grecia), Spokojne miejsce na wsi (Polonia), Un coin tranquille à la campagne (Francia).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La location principale del film è Villa Lugli Cavalli.
Ai tempi i due protagonisti, Franco Nero e la Redgrave, erano compagni nella vita reale.