TRAMA
Dopo che quella medium
di sua madre viene posseduta per pochi secondi dallo spirito di
una persona deceduta da poco, Aura Petrescu, ragazza anoressica
dalla mania suicida, scopre nel giardino di casa che un killer
misterioso ha decapitato entrambi i suoi genitori. Insieme all'artistoide
David cercherà di sbrogliare il bandolo della matassa mentre
le decapitazioni si susseguono in un disegno di morte che sembra
configurarsi come una tremenda vendetta. Un bambino curiosone
non solo arriverà prima alla casa base ma sarà anche
il deus ex machina che salverà la vita di Aura.
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TRAUMA |
(ITALIA/USA
- 1992 - 112min - Colore) |
di Dario
Argento |
| GENERE |
MYSTERY - THRILLER
- HORROR |
| IN BREVE |
Il ritono al giallo
puro argentiano, con qualche riserva. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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Argento torna al genere con il quale ha
conquistato negli anni settanta il più grande pubblico
me compreso. E' perdonabile che, volendo giocare in casa,
il regista si metta a far razzia delle sue opere precedenti.
Infatti come in Profondo
Rosso (1975) e ne L'uccello
dalle piume di cristallo (1970) tutto il problema
della protagonista sta nel farsi tornare alla memoria un
particolare notato sul luogo del delitto che non vuole riaffiorare:
il killer "teneva" in mano le teste dei suoi genitori,
eppure...Come accadeva in Profondo Rosso, la madre
medium dichiara agli astanti che "il killer è
presente" e oltre tutto alla base c'è sempre
un vecchio trauma che riaffiora. Ok. Questo non è
un problema visto che Argento ci ha stergato e deliziato
con questo genere di giallo. Peccato che però limiti
i suoi manierismi tecnici e le soluzioni visive che, almeno
io, adoro e che in Trauma si limitano all'inizio
del film con la ripresa di un paesaggio di carta che ritrae
un episodio della Rivoluzione Francese; la cosa più
inquietante di tutto il film e che ricorda gli antichi vezzi
delle biglie che rotolavano (vabbé, lasciamo perdere...good
old days!). Buona anche la scena che mostra l'antico trauma
e la culla fra i veli bianchi. Peccato, d'altra parte che
nella pellicola ci sia Asia, che se adesso è Miss
International a braccetto con Vin Diesel (e che non mi convince
comunque), ai tempi era davvero insopportabile e si mangiava
tutte le parole tanto che diventa difficile capire cosa
dice, in più è sempre nei panni di personaggi
con un carattere di merda; si vede che è portata
per quei ruoli. Cosa strana: i due protagonisti sono Asia
figlia del regista e Christofer figlio del regista Mark
Rydell. Gli effetti sono curati da Tom Savini e per cui siamo
in una botte di ferro. Le musiche sono di Pino Donaggio
e non più dei Goblin e forse è un bene perché
del jazz nei film di Dario c'eravamo stancati (forse, e
comunque ave ai Goblin), il film è girato a Minneapolis
luogo in cui il regista non sembra essere a suo agio come
in terra natia, i dialoghi sono stati scritti da Argento
e come al solito sono agghiaccianti (nel senso che fanno
pietà). Il film, se non memorabile, è almeno
godibile e migliore del successivo La sindrome di Stendhal (1995). Uno step obbligato più che
altro per i fan di Argento ... che di certo l'avranno già
visto.
Il film è conosciuto all'estero
come Trauma o Aura.
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