
La frase dal film: "Heather non tornerà più" "Non tornerà?" "Mi ha detto che vuole riavere il suo HK-91" "Uh, fa sul serio!"
Tremors (1989) partì in sordina nelle sale cinematografiche ma ottenne un incredibile successo nel mercato home, un successo tale che lo sceneggiatore e il soggettista di quel primo film (Brent Maddock e S.S. Wilson) si riunirono per dare vita ad un remunerativo franchise iniziato con questo Tremors II e proseguito con altri due seguiti ed una serie televisiva apparsa sugli schermi USA nel 2003. La ricetta vincente trovava i suoi ingredienti nel monster-movie di vecchia data, ma aggiornato ad una comicità più moderna, effetti speciali migliori ed una contagiosa fiducia ed ammirazione rispetto alle armi come mezzo di soluzione, attitudine di molti prodotti USA a partire dagli anni '80 derivata dal modello reaganiano e spinta successivamente da Bush padre. In ogni caso Tremors II è un film troppo leggero per perdersi in superflue considerazioni politico-cinematografiche e forse il Gummer interpretato dal simpatico Gross è più mezzo di satira che di propaganda. Tremors II è un sequel che non ha perso mordente rispetto al primo episodio e riesce ad reinventarsi in maniera sufficientemente originale da non risultare un clone dell'originale. Il regista Wilson mantiene la pellicola in stabile equilibrio fra comicità e horror, la mancanza di Kevin Bacon che non firma per questo sequel non si fa sentire, anche se il sostituto Gartin non è proprio la stessa cosa e risulta eccessivamente macchiettistico. Tutto si regge sugli sguardi torvi di Ward e sulle anaboliche armi del personaggio Gummer: il suo fucile anticarro esalta come la freccia esplosiva di Rambo 2 (1985) e l'esplosione finale della baracca inzeppata di esplosivo che lascia un cratere meteorico, galvanizza lo spettatore cresciuto a pane Schwarzenegger; inconfessabili libidini cinematografiche. Nell'apprezzabile sforzo di dare allo spettatore freschi spunti il film crea dei nuovi mostri, in pratica svincolati dal modus operandi dei vermoni del primo episodio, al di là del fatto che ne rappresentino un'improbabile fase evolutiva. La cosa diverrà chiara con il terzo episodio ma così si può riassumere: prima ci sono i Graboids (vermi "agguantatori") che muoiono divorati dall'interno dagli Shriekers (bipedi ciechi ed "urlatori"), questi, ermafroditi, una volta nutritisi vomitano altri Shriekers i quali, superati le 12 ore di vita si mutano in "Culi Volanti"; simpatica traduzione proposta nella versione italiana di Tremors 3 per il termine Assblasters (meglio traducibile come "Culi Esplosivi"). Quindi come dire dall'anellide al volatile; ha senso? Direi di no, ma poco importa. Più strani sono i mostri più eccessivi sono i modi in cui i nostri eroi dovranno porre termine alle loro vite; ragionevole pensare che contro tali creature debbano essere necessarie due tonnellate e mezza di esplosivo. Di horror c'è ben poco e di sangue pure, a parte due braccia mozzate, però l'intrattenimento non manca. Le creature sono ben realizzate ed anche quelle fatte in digitale (benché la CG applicata al cinema fosse agli esordi) rendono bene. Anche questo secondo episodio della saga dei vermoni, girato a metà dei Novanta ma in spiritu molto Ottanta, regge e rimane sostanzialmente godibile.
Seguito da: Tremors 3: Ritorno a Perfection (2001), Tremors 4: Agli Inizi della Leggenda (2004).








