TRAMA

Boris Karloff introduce tre episodi. Il Telefono: Rosy (Michelle Mercier) è minacciata al telefono da qualcuno che promette di ucciderla. In effetti il suo uomo è uscito di prigione. Rosy chiama l'amica Mary (Lidia Alfonsi) per avere un'aiuto. Qualcuno morirà comunque. I Wurdulak: Vladimir (Mark Damon) giunge alla casa di una famiglia che terrorizzata aspetta il ritorno a casa del vecchio padre Gorca (Karloff). Questi è divenuto un wurdulak, un vampiro che si nutre del sangue delle persone che ama. La Goccia d'Acqua: Hellen (Jaqueline Pierreux) viene chiamata a vestire una medium morta alla quale ruberà un anello. Pessima idea.


I TRE VOLTI DELLA PAURA
(ITALIA/FRANCIA - 1963 - 92min - Colore)

di Mario Bava

GENERE
GOTHIC HORROR - EPISODI
IN BREVE
Grandissimo Bava. Anche se le storie che racconta non sono sempre avvincenti, lo diventano grazie alla tecnica con cui crea il mood giusto.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Come vi renderete conto guardando questo film, gli spiriti, i vampiri, sono presenti ovunque, forse ora ce n'è uno seduto accanto a voi; eh già, perché vanno anche al cinema, vi assicuro!"

Filmone ad episodi del maestro Bava non meno importante de La Maschera del Demonio (1960) che aveva sdoganato il gotico italiano in tutto il mondo. Qui sembra che il regista voglia estendere e rivisitare ciò che aveva fatto tre anni prima dal momento che due dei tre racconti sono tratti da scrittori russi così come era stato per il film del 1960, ma in più Bava sperimenta con generi differenti così che questa volta non si ha a che fare solo con il gotico ma anche con il thriller e con il parapsicologico. In più il regista opta per il colore e la mossa paga, perché Bava, di luci e fotografia ne sapeva, e parecchio. Ecco cosa ha detto Joe Dante (Gremlins, 1984) a riguardo : "I suoi floridi movimenti di macchina e il suo schema di luci stilizzato hanno influenzato numerosi filmmakers, da Argento a Scorsese; mentre il suo sorprendente uso dei colori lo identifica come uno dei pochi registi di film a colori, piuttosto che di film cui capita di essere a colori"*. Il primo episodio, Il Telefono, è un proto thriller all'italiana con elementi di sensualità e di sessualità ambigua. Si segnala come tratto da un racconto da Guy de Maupassant mentre invece è tratto da uno scritto di F.G. Snyder. Seppure ben fatto lo ritengo il più debole dei tre episodi, nonché quello con le atmosfere meno accattivanti. Nonostante ciò la parte iniziale con la voce minacciosa al telefono produce un suo effetto e la cosa verrà sfruttata in molteplici film; la minaccia "Sarai morta all'alba" è frase presa, con modifica, da Il Gabinetto del Dottor Caligari (1920). I Wurdulak, il secondo segmento, recupera molto i toni de La Maschera del Demonio, anche se l'uso dei colori porta a porre dei paralleli con i film della Hammer. Gotico d'effetto, regala una testa mozzata che Karloff tira fuori dalla saccoccia e soprattutto un momento orrorifico da "salvare in memoria" che vede il bambino della famiglia divenuto vampiro mentre bussa alla porta per entrare in casa; scena che in qualche modo mi ha rammentato Cimitero Vivente (1989). Assolutamente non male, anche se lo stile dell'episodio potrebbe risultare vecchiotto ai nostri giorni. L'idea deriva da un racconto di Tolstoj; anche Giorgio Ferroni farà riferimento alla stessa storia nel suo La notte dei diavoli (1972). La terza storia, La Goccia d'Acqua, oltre ad essere la mia preferita (il che conta poco) la era probabilmente anche di Polanski che ne L'inquilino del terzo piano (1976) farà compiere al suo Trelkovsky lo stesso gesto che alla fine compie la protagonista di questo episodio tratto da uno scritto di Cechov. Per tale segmento il regista crea un'ambientazione suggestiva fra il gotico e il barocco esaltata dall'uso dei colori (essenzialmente toni rosso/viola e verdi). Indimenticabile il viso stravolto della vecchia medium morta, effetto speciale realizzato dal padre dello stesso Bava; segmento davvero inquietante. In definitiva, I Tre volti della paura presenta episodi in stile così diverso che qualsiasi appassionato potrebbe trovare una ragione d'interesse per un segmento piuttosto che un altro; rimane la grandissima capacità tecnica di Bava nel creare il "mood" giusto. Particolare il finale del film con i saluti di Karloff che mostra come viene realizzato l'effetto della corsa a cavallo nella foresta russa. Da vedere e, se avete qualche soldo "di troppo" (chi no!?"), ve ne consiglio l'acquisto.

Noto all'estero come: Black Sabbath (USA), The Three Faces of Fear (UK), Les Trois visages de la peur (France).

*- Giusti, M. (2004), Dizionario dei film italiani, Frassinelli, p. 866.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Girato fra il 27 febbraio 1963 e il 31 marzo 1963.

La sequenza degli episodi dipende dalla versione che state visionando. Quella da me indicata è la versione italiana. Nella versione inglese (curata dalla AIP) il primo episodio è "La goccia d'acqua" il secondo "I Wurdulak" e il terzo "Il telefono". Quest'ultimo episodio fu rieditato da Bava sotto richiesta dell'AIP in modo da dare una piega soprannaturale alla storia (vendetta di fantasma) e in modo da attenuare le suggestioni lesbiche.

Il gruppo metal "Black Sabbath" prese il nome proprio da questo film, vedendone per caso la locandina fuori da un cinema.

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