La Frase dal Film:
"...e come dice la pergamena, è un guerriero Zuni, però non è indiano, è africano. Io penso che la tribù si sia estinta da almeno cinque secoli... vediamo... erano particolarmente feroci e secondo una leggenda si nutrivano di carne umana"
Dan Curtis, mente pensante dietro tanti horror per la tv, torna con il sequel del fortunato Trilogia del Terrore (1975), fortunato a dire il vero solo per lo stranoto episodio del feticcio Zuni che, toltagli la catenina, si animava e uccideva tutti coloro che potessero entrare nel suo raggio d'azione. Ai tempi si trattava di Karen Black, presente in tutti gli episodi del film nei panni di differenti personaggi. Questa Trilogia del Terrore II replica pregi, difetti e struttura del precedente, sicché abbiamo Lysette Anthony interprete fissa in tutti e tre gli episodi fra i quali il migliore è ancora quello in cui appare lo Zuni. La prima storia, quella dei ratti giganti nel cimitero, propone il classico triangolo noir fatto da coniugi infelici, lui ricco e scorbutico, e amante pronto a trovare soluzioni drastiche per concretizzare l'amore e la fortuna economica. Interessante la citazione del film Il bacio della morte (1947) con personaggio in sedia a rotelle spinto giù dalle scale. Peccato che i ratti enormi che danno il titolo all'episodio saltino fuori solo al termine del segmento e non è che facciano più di tanto macello; giacché siamo in un horror ci si sarebbe aspettati di più da dei roditori grandi come cani che si nutrono di cadaveri in un cimitero. La storia invece rimane bloccata per troppo tempo sul fattore noir relativo alla coppia di amanti. Il secondo episodio vede alle prese una donna disperata per aver perso il figlio e la sua volontà di farlo risorgere a tutti i costi, ma la donna nasconde un segreto relativamente alla morte del figlio e il Bobby che torna dall'Aldilà non è di buon umore, né è esattamente Bobby, a dirla tutta. Il racconto, che si gioca in un'ampia abitazione come una caccia fra il gatto-Bobby e il topo-mamma è un remake di un episodio dal film Dead of Night (1977) sempre diretto da Curtis; in quell'antologia l'episodio "Bobby" era il più riuscito e quindi a distanza di 19 anni deve essere sembrata una buona idea recuperarlo e riproporlo. L'atmosfera è un po' quella di Cimitero Vivente (1989) ma previdibilmente il risultato non è equiparabile, nondimeno il gioco dell'assedio a tratti funziona bene (si veda la scena della telefonata al marito). L'episodio finale è il più atteso, con quel temibile feticcio che tolse il sonno a tanti, tanti anni prima. Il gioco però si ripete pedissequamente e la mancanza di originalità affossa il risultato finale; certo, rivedere lo Zuni che strilla con il coltello alla mano fa un suo certo effetto ma si tratta di cose già viste. Il film, nel suo complesso manca di coraggio (poco sangue e nessun nudo) e la regia di Curtis è piatta; lo stile con cui sono relaizzate le storie non regge al passare del tempo e, viste con gli occhi post-2000, Trilogia del Terrore II (cosa che vale anche per il predecessore) non risulta avere un forte impatto. Pare proprio di assistere ad un horror per ragazzini fatto di piccoli brividi a buon mercato. Per i nostalgici del feticcio africano.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Toronto (Ontario, Canada).
Nel terzo episodio, una delle guardie del museo sta leggendo il fumetto "Dark Shadows" e riferisce di come da giovane corresse a casa per guardare in tv la riduzione cinematografica del fumetto; si tratta di Dark Shadows, prodotto televisivo diretto da Dan Curtis nel 1966.