TRAMA

Jane (Fenech) e Richard (Hilton) sono una coppia che ha problemi: lei dopo un incidente stradale ha abortito e adesso, oppressa da incubi oscuri, a letto non gliela dà più. Hilton smania ma la soluzione che offre la sorella di Jane, Barbara (Nieves Navarro aka Susan Scott) non piace al marito. Barbara suggerisce di andare dallo psicoterapeuta Dr. Burton (Rigaud) in modo che i suoi sogni possano essere decifrati. Nel frattempo un losco figuro (Rassimov) la perseguita la turbata mogliettina. Jane si stanca della psicanalisi e preferisce seguire la sua nuova amica vicina di casa Mary (Malfatti) la quale sostiene che un bel sabba satanico risolverà tutti i guai. Ovviamente sarebbe stato meglio rimanere dal Dr. Burton...

 

 


TUTTI I COLORI DEL BUIO
(ITALIA/SPAGNA - 1972 - 94min - Colore)

di Sergio Martino

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
L'inizio e la fine sono davvero interessanti. In mezzo c'è un bel po' di noia e di trash.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Anche io ho avuto i miei problemi. Non come i tuoi, forse più gravi e ne sono uscita fuori completamente" "Ma come hai fatto?" "Lo sai cos'è un sabba?" "Mi fai paura" "Anche la paura ha un senso. Tu lo devi trovare e la paura scomparirà. Ma tu cosa vuoi da me?" "Io...ehm..." "Lo vedi?! Sembri una bimba smarrita a cui la mamma ha ritirato la mano".

Al di là della qualità dei suoi film, l'apporto di Sergio Martino all'thriller horror italico anni '70 è indiscutibile. Sul nascere del filone cinematografico, con un concorrente eccellente come Argento che sforna la sua "trilogia degli animali", Martino produce cinque titoli di (relativo) culto: Lo strano vizio della signora Wardh (1971), La coda dello scorpione (1971), Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972), I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973), e questo Tutti i colori del buio. Nonostante il regista non riesca ad eguagliare la cifra stilistica di Argento, gli sforzi nel cercare di farlo producono risultati pregevoli o comunque godibili. Nel caso specifico assistiamo ad una "fusione" fra il thriller all'italiana e l'horror con alcuni spunti gotici, ma con altri spunti più evidenti di derivazione polanskiana. A nessuno può sfuggire guardando questa pellicola che Martino si sia rifatto a Rosemary's Baby (1968) di Roman Polanski nel tessere una storia che riguarda un intrigo a sfondo satanistico. Notevolissimo l'inizio del film che mette in scena un sogno della Fenech (tolto il bucolico intro col titolo): weird a palate in bilico fra riprese inquietanti e macabre alla Argento e altre di argomento psicanalitico che mi hanno ricordato (forse a sproposito) i sogni "disegnati" da Dalì di Io ti salverò (1945) di Hitchcock. Dopo questo icipit memorabile si torna alla realtà dello stile del thriller made in Italy, e quindi: la Fenech più nuda che no, sotto la doccia vestita tipo Miss Maglietta Bagnata, i dialoghi (come potete leggere sopra) sono quelli che sono, la mdp va giù dura sui primi piani dei faccioni degli attori, qualche bottiglia di J&B...insomma, un po' di tresh lo si respira. Indimenticabile, comunque, Julian Ugarte nel ruolo del capo della setta satanica che apre le danze del sabba a base di sangue di volpe, stupro ai danni della Fenech, bacio lesbo e gangbang finale. Più serio ed interessante il modo con cui Sergio Martino sceglie di concludere il film: con un sogno come all'inizio ma questa volta premonitore, spiazzando interpreti e spettatori stessi. Martino riferì a Nocturno: "nella versione cinematografica fu tagliata la scena dell'epilogo - riproposta invece nella versione televisiva - in cui la protagonista prima immagina il finale e poi lo vive. Però il pubblico al cinema non lo capiva; mi ricordo che alla prima, a Roma, la gente non riusciva a cogliere il senso di quelle sequenze. Così, frettolosamente, nella versione che uscì nel resto d'Italia, fu apportato il taglio della scena dell'immaginazione di Edwige" (in Stracult - dizionario dei film italiani, Giusti, 2004). Quindi, riassumendo, quello che intercorre fra i due sogni, in pratica tutto il film, potrebbe per lo più annoiare anche se l'affiatato triangolo Fenech, Rassimov e Hilton recita a modino. Il fatto è che ogni tanto la noia prevale. Da segnalare anche la presenza di Georges Rigaud nei panni dello psichiatra, attore presente in molti film del cinema di genre italico e lo stesso anno al fianco della Fenech in Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? (1972). All'estero amano molto questo film ma c'è assolutamente di meglio, sia all'interno dello stesso genere e nelle stesse annate che fra le opere del medesimo regista. Comunque è un titolo solo per appassionati.

Noto all'estero come: They're coming to get you o Demons of the dead o Day of the Maniac (USA - la prima e la terza versione mancano del weirdissimo sogno iniziale), All the colors of the dark (UK), Todos los colores de la oscuridad (Spagna), L'alliance invisible (Francia), Die Farben der Nacht (Germania). Il film compare anche con un altro titolo italiano, Una strana orchidea con cinque gocce di sangue, ma anche dopo ricerche non saprei dirvi in che ambito sia stato usato, forse in qualche transfer su vhs.